mercoledì 28 giugno 2017

RELEASE PARTY | "La Callas" di Amalia Mora

Buongiorno, amici lettori! Oggi apriamo la giornata con un release party davvero speciale! Oggi infatti esce per Hop! un volume brillante che racconta la storia di un'eroina contemporanea: parlo di La Callas, illustrato da Amalia Mora. Ecco qualche dato:

La Callas
di Amalia Mora
Ed: Hop! - 88 pagine
Copertina rigida: 18 euro

Maria Callas è stata la più grande cantante lirica di tutti i tempi. Non cantava, interpretava, anzi creava, infondendo la vita nella musica e portando ogni spettatore a confrontarsi con le proprie emozioni. Ha coltivato, grazie al talento e a un lavoro indefesso, tutti i registri vocali da soprano, mezzo-soprano a contralto e ha potuto così esprimere la sua grandezza in tanti ruoli diversi. Grazie alla collaborazione con registi come Luchino Visconti e Franco Zeffirelli, ha rivoluzionato il modo di recitare nel melodramma. La sua splendida carriera è stata però punteggiata da momenti drammatici, spettacoli lasciati a metà, ritiri e ritorni. La sua vita privata è stata ugualmente favolosa e tragica, degna del vissuto delle eroine da lei impersonate.
Amalia Mora, illustratrice e grafica pubblicitaria, si è formata all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua attività è stata inizialmente influenzata dal lavoro di Gabriella Giandelli, di cui è stata allieva. Atmosfere oniriche e silenti e inquadrature spiazzanti accompagnano spesso le sue immagini. Ha pubblicato con Hop! il racconto Giorno da ciechi alliinterno del volume collettivo La fine dell’amore. Graphic short stories di Ilaria Bernardini + 13, finalista al Gran Guinigi 2015. Per la serie "I grandissimi" di EL ha illustrato Anne Frank di Elisa Puricelli, Guerra e Malala Yousafzai di Igor De Amicis e Paola Luciani. Per Einaudi Ragazzi ha realizzato le illustrazioni di Ulisse racconta di Mino Milani, finalista al Premio Strega Ragazzi. Per ELI Readers ha disegnato Fortunata y Jacinta. Ha collaborato con alcune riviste come "Il Mucchio", "D di Repubblica", "Rockit", "Revista Periplo". Per le sue esposizioni personali si avvale della collaborazione di musicisti, lavorando a installazioni-video di cui cura regia e animazione. Nel picture book dedicato a Maria Callas ha utilizzato una tecnica mista, a matita con accensioni di colore - per sfondi e dettagli - sovrapposte in digitale.

lunedì 26 giugno 2017

BOOKISH CHAT | #HarryPotter20

Non avevo intenzione di avviare le bookish chat fino a settembre (fanno parte di una serie di novità che avevo intenzione di introdurre sul blog dopo le ferie) ma ho pensato che questa fosse un'occasione speciale, che meritasse un po' di attenzione.

Penso che ormai nessuno non lo sappia, visto lo spam mediatico che è stato fatto sui social, ma oggi 26 giugno 2017 è il ventesimo anniversario della pubblicazione di Harry Potter and the Philosopher's Stone, pubblicato dall'allora piccola Bloomsbury Publishing. Questo è stato l'inizio di un viaggio editoriale destinato, come sappiamo tutti, al successo internazionale. Non solo è stato uno dei testi che ha permesso alla Bloomsbury di diventare una potenza mondiale, ma ha anche scavato una breccia nei cuori di migliaia di lettori.

Tra questi lettori ci sono anche io.

Il mio primo incontro con Harry è avvenuto quando avevo nove anni. Lo so perché il libro mi è stato regalato per il compleanno dai miei zii. All'epoca, ovviamente, non solo non esistevano i social (era il 2002), ma soprattutto io ero troppo piccola per far parte di un'ampia cerchia di lettori, perciò non posso dire che sia stata influenzata da opinioni altrui: ciononostante ci fu qualcosa nella copertina che mi fece decidere di iniziarlo la sera stessa. Fu amore a prima lettura. Non riuscivo a posare il libro per dormire, non volevo lasciarlo a casa per andare a scuola. C'era qualcosa che non riuscivo nemmeno a definire, qualcosa di assolutamente magico in quell'avventura.

Andai avanti nella lettura e, nel corso degli anni, diventai grande con Harry, Ron e soprattutto con Hermione. Come molti ragazzi della mia generazione, avevo l'età che aveva Harry nei libri. Gli ero vicina, sapevo cosa provava perché anche io avrei provato le stesse emozioni. Harry e tutti i personaggi di questo mondo mi hanno aiutata a diventare la donna che sono oggi. Ora che sono più adulta, ho una visione diversa. Ora che sono grande guardo ad Harry più come ad un fratello minore. Vorrei correggerlo quando sbaglia, consolarlo quando è a pezzi, tendergli la mano per dirgli che siamo tutti qui per lui.

Se dovessi ringraziare un solo personaggio, solo uno dei tanti che mi hanno dato la mano nel mio percorso (sì, signor Malfoy, parlo anche con te), sceglierei Hermione: è a lei che devo la maggior parte dei miei ringraziamenti. Può sembrare una scelta scontata, ma vi assicuro che per me non lo è: di primo impatto vorrei essere molto più come Luna che come Hermione, ma la verità è che non lo sono. Sono paurosa, mi spavento per moltissime cose, ma mi rimbocco le maniche se serve, proprio come lei. Sono studiosa, forse anche troppo, e se devo scegliere tra studiare o passare il pomeriggio fuori scelgo lo studio, perché altrimenti mi assale l'ansia da prestazione. Non sono tosta: non sono come Ginny, non ho sempre il coraggio di espormi come farebbe lei. Non mi oppongo alle regole: se sono state scritte c'è sempre un'ottima ragione e l'idea di infrangerle mi ucciderebbe. Mi sento Hermione: ci sono lati del mio carattere che difficilmente avrei mai potuto accettare se lei non fosse esistita, se lei non avesse camminato al mio fianco per dirmi che ce la potevo fare, che essere come sono non è niente affatto male. Perciò grazie, Hermione, per avermi fatto capire che essere come te è meraviglioso.

Grazie anche a Neville, per avermi insegnato che ci vuole coraggio per essere diversi. Grazie a Remus, per avermi fatto vedere come si fa ad essere veramente coraggiosi nel vivere con se stessi. Grazie a Narcissa, che ha messo l'amore di una madre sopra a tutto e tutti. Grazie a Silente, per le volte in cui c'era e quelle in cui non c'era. Grazie ai gemelli per le risate. Grazie a Luna per le stranezze. E soprattutto grazie a te, zia Jo: grazie per essere salita su quel treno, in quella giornata triste, e aver pensato a un mondo più bello.

RELEASE PARTY | "I demoni di Urbino" di Pasquale Rimoli

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici! Buon lunedì! Oggi iniziamo la settimana con un evento speciale: il release party di I demoni di Urbino di Pasquale Rimoli, un noir avvincente ambientato in Italia! Ecco qualche dato in più:

I demoni di Urbino
di Pasquale Rimoli
Ed: La Ruota - 296 pagine
Brossura: 12 euro

Un noir che racconta, attraverso l'indagine del capitano Sesti, gli aspetti "oscuri" di una città di provincia e di Giulia, la figlia del maresciallo, una ragazza tutt'altro che "semplice". Personaggi, vicende personali e corali trasportano il lettore nelle stradine ripide di Urbino, facendone gustare tutto il fascino di cui sono imbevute, in un mix fatto di arte, cultura, mistero e magia. Intrighi e devianze giovanili, amori puri e riti orgiastici, vite spezzate da un errore, oppure dalla tragica fatalità. Tutto prende il via da un efferato omicidio, nella buia notte di Halloween, che devierà il corso della vita degli abitanti del borgo.

Pasquale Rimoli, nato a Policoro, è un filologo classico, attualmente impegnato nell'insegnamento di Lingua e civiltà italiana agli immigrati nella città di Matera. Da sempre amante della lettura e della scrittura (scrive, infatti, dall’età di sedici anni), con questo suo primo romanzo corona il sogno di pubblicare un giallo. È attivo nel sociale e nel volontariato, a contatto in particolar modo con il mondo degli adolescenti. È ideatore del blog Se le poesie potessero parlare, collaboratore del blog Storia Romana e Bizantina e redattore del giornale diocesano Logos.

mercoledì 21 giugno 2017

RECENSIONE | "Spada di Vetro" di Victoria Aveyard

Ciao a tutti, amici lettori! Scusatemi, non sono sparita, ma sono nel pieno della sessione estiva e, non per gufare, ma sono gli ultimi esami *incrocia le dita* perciò voglio impegnarmi al massimo. Comunque non vi ho abbandonati! Ho in serbo alcune recensioni di libri che mi hanno veramente lasciato il segno! Oggi comincio con il parlarvi di Spada di Vetro, di Victoria Aveyard.

Spada di Vetro
di Victoria Aveyard
Ed: Mondadori - 423 pagine
Ebook: 7.99 euro - Copertina rigida: 19.90 euro - Brossura: 12.50 euro

Il suo sangue è rosso, come quello della gente comune, ma lo straordinario potere di controllare i fulmini, che nessun Argenteo possiede, rende Mare Barrow un'arma sulla quale il Palazzo vorrebbe riuscire a mettere le mani. Tutta la corte la considera un'eccezione, ma non appena Mare riesce a sfuggire a Maven, il principe che l'ha tradita, scopre una verità sconvolgente: lei non è affatto un'eccezione. Perché di giovani Rossi e Argentei ne esistono molti altri. Inseguita da Maven, diventato un sovrano crudele e vendicativo, Mare fa di tutto per trovare e reclutare altri guerrieri Novisangue che si uniscano alla lotta dei ribelli contro il re oppressore. Nel farlo, però, entra in un territorio molto pericoloso, dove rischia di diventare proprio come i mostri che sta cercando di sconfiggere. Riuscirà a sopportare il peso delle vite che dovranno essere spezzate durante la ribellione? O la slealtà e il tradimento subiti l'avranno indurita per sempre?
 
Molto bello!

Fare paragoni non è mai la miglior decisione, ma in una serie è inevitabile e anche Spada di Vetro non può non essere paragonato al precedente capitolo del romanzo (di cui vi avevo parlato qui). Devo ammettere prima di tutto che Spada di Vetro è stato all'altezza di Regina Rossa: è importante sottolinearlo perché molti sono gli autori che dopo il primo romanzo hanno un calo qualitativo nelle loro opere e sono costretti a darsi una mossa a recuperare con il terzo capitolo. Guardate il Ciclo dell'Eredità: non sembra anche a voi che Eldest sia una gran noia? Victoria Aveyard non si è superata, ma si è nuovamente attestata su un buon livello.

Riprendiamo la storia appena dopo averla interrotta, non ci sono fastidiosi sbalzi temporali (io li odio, grrrr) e ritroviamo Mare dove l'avevamo lasciata. Inoltre il romanzo inizia con un gran macello, ci troviamo proiettati immediatamente nell'azione (e che azione!) e anche se devo ammettere che a volte le descrizioni in Spada di Vetro sono confusionarie, la Aveyard è brava a descrivere scene di battaglia. Un inizio con il botto, insomma.

Mare è sempre più emotivamente complessa (e complessata). Questo mi è piaciuto solo in parte, mentre ci sono state varie occasioni in cui l'ho trovata esagerata. Forse per questo non posso dare un punteggio pieno: sì, abbiamo capito, Mare è abbattuta perché le stanno piovendo addosso responsabilità non richieste e non viene nemmeno ringraziata per il lavoro che fa. Ok. Basta però. Non occorre ripetere sempre quanto si senta sola ad ogni scena. Purtroppo questo è stato un po' uno scivolone, francamente spero che Mare non sia così una rottura per tutti i prossimi capitoli perché in quel caso stiamo freschi.

Molto bella la scelta diversificata dei vari poteri dei Novisangue, in particolare vorrei tantissimo avere il potere della Nonna! Chi non vorrebbe trasformarsi e assumere l'aspetto di qualcun altro? Io potrei fingermi la prof di Storia Contemporanea per verbalizzarmi un bel 30 e lode al suo esame della settimana prossima. Stupendo il potere di Jon, soprattutto per tutte quelle piccole hint di cui spero la Aveyard si ricorderà nei prossimi capitoli (a cominciare dal fatto che secondo lui non sarà Maven a farlo fuori: secondo me infatti sarà Mare *shhh*). Invece, due sberle alla ragazzina (non ricordo nemmeno il suo nome da quanto mi è piaciuta) avrei voluto darle, ma in questo caso va tutto a merito dell'autrice: far odiare un personaggio presuppone un certo talento.

SPOILER ALERT Molto meno fantasiosa la gravidanza di Farley. Prima di tutto, si capiva fin dal terzo capitolo che lei e Shade avevano una relazione, quindi non è stata poi una grande sorpresa. Indem dicasi per la sua gravidanza. Non ci vuole una laurea in biologia per capire che il fatto che vomitasse spesso non aveva alcuna attinenza col viaggiare in aereo. Victoria, mi dispiace, ma sta parlando con una che ha indovinato il finale di Predestination a venti minuti dall'inizio, quindi dovrai fare molto meglio per sorprendermi.

Lo sviluppo, infine, mi ha conquistata. La trama in senso stretto mi ha catturata fin da subito, non c'è stato un solo momento in cui avrei voluto posare il libro per noia. Non fosse stato perché la vita me lo ha impedito, avrei finito questo libro in un giorno.

Nel complesso Spada di Vetro merita quattro cuoricini su cinque. Non il massimo, per i motivi che vi ho elencato sopra, ma resta comunque un libro veramente bello, avventuroso al punto giusto e anche con qualche spunto di riflessione su dove ci sta portando tutta questa politica dell'odio. Complimenti Victoria, andrò avanti presto con la lettura!

mercoledì 14 giugno 2017

SEGNALAZIONE | "Ogni singola cosa" di Monica Brizzi

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici! Siamo a metà della settimana e oggi voglio darvi un consiglio di lettura: Ogni singola cosa di Monica Brizzi, uscito da appena un mese! Ecco qualche dettaglio:

Ogni singola cosa
di Monica Brizzi
Ed: Auto Publishing - 250 pagine
Ebook: 2.99 euro

Rebecca Ferrari adora il mare. Non c'è niente al mondo che ami quanto tornare ogni anno dai suoi amici. Tutto il resto, invece, non le interessa granché, specialmente la gente, ed è difficile che qualcuno le vada a genio. È sicura che con Samuel Baroni, il proprietario dell’hotel più in della zona, le cose non saranno diverse. Rebecca sa che è un imprenditore abituato ad avere tutto e a non prestare attenzione agli altri. I modi bruschi e la mancanza di tatto ne fanno uno squalo, nel suo lavoro, e lei non vuole averci niente a che fare. Questo, almeno, è ciò di cui si convince prima di conoscerlo. 
Scontrosi, ribelli, fintamente educati, nervosi, distanti, freddi. Samuel e Rebecca sanno benissimo che tipo di persona sono. Quello che non sanno, è quanto abbiano bisogno l'uno dell'altra.
Monica Brizzi scrive da quando è poco più che una ragazzina. Ama leggere un po' di tutto, dai grandi classici alla fantascienza. Quando scrive, però, finisce sempre per raccontare storie d'amore. Oltre a Ogni singola cosa è autrice di Innamorarsi ai tempi della crisi e Il mio supereroe, edito da Delos Digital. Gestisce un blog (http://ilmondodimb.blogspot.it/) in cui parla di tutto e niente, anche se i temi conduttori sono i libri e la scrittura.

martedì 13 giugno 2017

RECENSIONE | "Lontano da te" di Romina Casagrande

Ciao a tutti lettori e lettrici! Oggi vi porto sul blog la recensione di Lontano da te di Romina Casagrande, che mi è stato sottoposto e di cui ho accettato molto volentieri la lettura viste le premesse! Ma prima, eccovi qualche dato del libro:

Lontano da te
di Romina Casagrande
Ed: Arkada - 200 pagine
Brossura: 16.00 euro

Sofia, poco più di vent'anni, vive a Londra con la consapevolezza di aver raggiunto gli obiettivi che si era prefissata: un buon lavoro e un uomo che ama. Eppure, tra le pagine del suo diario, aleggiano un'ombra e un ricordo, scaturiti da una fotografia. È questo l'unico elemento che la tiene ancora legata alla sua amata Toscana. In quell'immagine, un volto: quello di Bianca. Così diversa e al contempo simile a lei. E sarà proprio il desiderio di incontrare di nuovo sua sorella a riportarla nella natia Siena, nel tentativo di comporre il suo «quadro vivente», la trasposizione dell'Ophelia di J.E. Millais, basandosi sulle fattezze di Bianca che somiglia così tanto alla musa originale dell'artista, la grande Elizabeth Siddal. Giunta a Siena, si troverà immersa in un'avventura dalle mille sfumature, che la porterà a incontrare personaggi misteriosi come Moses, a interrogarsi sul passato e accadimenti che l'hanno strappata alla sua terra. Un percorso difficile, in cui tenterà di riconquistare anche la fiducia di Bianca. Ma prima dovrà affrontare i propri demoni e, finalmente, raccontare la verità sulla notte che le ha unite e divise, forse per sempre.
Molto bello!

Vi avevo già segnalato Lontano da te in questo post e, se mi conoscete bene, già dalla sinossi saprete che questo romanzo sembrava scritto per me. Come se qualcuno mi avesse aperto il cervello, ci avesse scavato dentro e avesse preso appunti. Quindi, quando ho cominciato ad affrontare questo libro le mie aspettative erano altissime.

In realtà le prime pagine sono state un piccolo scoglio. Mi spiego: non è che non fossero ben scritte, semplicemente ero partita talmente carica nella lettura che sul momento ho dovuto un po' spegnere il mio entusiasmo. Ho impiegato una manciata di pagine ad inserirmi all'interno della storia, non per motivazioni legate alla tecnica narrativa o la trama in sé, quanto per una questione totalmente istintiva e personale. Non mi sono sentita inserita pienamente nella storia fin da subito, non ho avvertito quella connessione che già dalle prime righe mi fa dire "wow, che meraviglia!". Quindi diciamo che ho dovuto carburare e avere un po' di pazienza.

Devo ammettere che ne è valsa la pena: evidentemente l'autrice (almeno questo è ciò che mi è parso) voleva introdurre con calma i vari personaggi, perché una volta presentate le figure principali la storia prende tutto un altro ritmo. A partire da un quadro (uno dei miei preferiti, tra l'altro, ma so che questo non vale per tutti) la Casagrande costruisce l'intrecciarsi di due vite, quella della giovane donna e dell'anziano uomo, che hanno avuto esperienze diverse che li hanno portati ugualmente a incontrarsi.

Una cosa che ho apprezzato in particolare sono i personaggi. Sono tutti ben giostrati, non c'è nessun "power player" tanto per intederci: ciascuno è descritto con i pregi e i difetti del caso, come sarebbe nella vita reale. Nessuno di loro è piatto, ciascun personaggio è stato tratteggiato nei particolari, si capisce che l'autrice ha speso il tempo necessario per la costruzione delle figure che popolano il romanzo. Non mi stancherò mai di ripetere che sono fin troppi gli autori e le autrici che, consciamente o meno, si "immedesimano" nei loro protagonisti e li rendono migliori di se stessi, nello sforzo di proiettare su di loro le caratteristiche che vorrebbero avere; io non conosco Romina Casagrande, ma l'impressione che ho avuto è che abbia avuto il tempo di "conoscere" i propri personaggi, di renderli umani e deboli a modo loro, come sarebbero se fossero vivi.

Lo stile è delicato: è ricercato ma non spocchioso, è complesso ma coeso. Mi piace moltissimo, sono sicura di voler leggere altro che la Casagrande ha scritto e scriverà.

L'unica nota leggermente negativa è la storia di Lydia: l'ho trovata un po' troncata a metà, come se non avesse una vera conclusione pur avendone bisogno. Si tratta comunque di un piccolo neo in un libro che secondo me vale moltissimo.

Quattro cuoricini su cinque per Lontano da te di Romina Casagrande: ottimo intreccio, bellissimo linguaggio, tanto lavoro alle spalle. I miei complimenti all'autrice, che si è dimostrata piena di cultura e di inventiva, in grado di mostrare al lettore tutto il suo valore.

domenica 11 giugno 2017

RECENSIONE | "Hector and the secrets of love" di François Lelord

Buondì, lettori e lettrici! Questa settimana sono uscite un sacco di recensioni, ma dopotutto ho letto moltissimo ultimamente e il libro di cui voglio parlarvi oggi è una vera chicca: Hector and the secrets of love di François Lelord, il secondo volume della serie dei Viaggi di Hector.


Hector and the secrets of love
di François Lelord
Ed: Gallic Books - 208 pagine
Ebook8.30 euro - Brossura8.25 euro

Una delle più grandi compagnie farmaceutiche del mondo ha assunto lo psichiatra Hector per cercare il loro più brillante scienziato, il professor Cormorant, che è scomparso portando con sé il segreto del filtro d'amore dei giorni nostri. Lasciatosi alle spalle la travagliata relazione con la sua fidanzata Clara, le avventure di Hector lo portano nel lontano Oriente e tra le braccia della bella Bayla, costringendolo a riflettere attentamente su cosa sia e cosa significhi l'amore.
Meraviglioso!

Amo moltissimo i libri di Lelord. Non penso di avervene mai parlato sul blog, ma è una delle serie di libri più belli che io abbia mai letto. Al di là del fatto che è interessante il punto di vista di uno psichiatra, le trame sono avvincenti e lo stile è tutto particolare. Ma vediamo nei dettagli questo volume.

La storia comincia qualche tempo dopo il primo viaggio di Hector, ma questa volta non parliamo di ricerca della felicità, bensì di ricerca dell'amore. Hector si fa in quattro per aiutare i suoi pazienti che per via dei rapporti d'amore: chi ama troppo, chi ama poco, chi ama la persona sbagliata, chi ha smesso di amare... Sono tutti elementi vicini al lettore, che possiamo vivere o abbiamo vissuto nel nostro quotidiano. Effettivamente le motivazioni narative usate la Lelord sono parte della vita di ognuno di noi e questo avvicina il lettore alla storia.

Lo stile è, come al solito, dolcissimo. Lelord racconta vicende e spiega i meccanismi della mente con un linguaggio favolistico, quasi infantile, pur trattandosi di argomenti per adulti. In questo romanzo, dal momento che si parla di amore, naturalmente si tratta spesso anche di rapporti sessuali: Lelord riesce a farsi capire benissimo, non è per nulla scontato né tralascia alcunché, eppure lo fa con parole adatte a un bambino. Questo conferisce sia una grande chiarezza (e il linguaggio psichiatrico non sempre è cristallino...) sia una dolcezza incredibile. Sembra quasi una carezza, ogni due pagine mi sentivo emettere degli "Oooh" e "Aaah" di tenerezza.

La storia, pur essendo secondo me meno bella rispetto a quella del primo libro, è comunque all'altezza delle aspettative. Hector deve affrontare un nuovo viaggio intorno al mondo, questa volta alla ricerca della ricetta dell'amore, e incontra nuove persone con vite e abitudini diverse. Si tratta di un romanzo che insegna anche ad apprezzare la diversità, quella con la D maiuscola, e ad accettare le sfaccettature di tante differenti culture.

Inoltre assistiamo anche ad una crescita personale di Hector: se nel primo libro era tornato alla sua vita precedente, pur con un bagaglio personale molto più ampio, ora per lui cambia tutto, cambia la sua vita sentimentale e si trova a dover chiedersi cosa farà una volta tornato alla propria casa. In un certo senso Lelord è lo psichiatra dei suoi lettori.

Insomma, un libro da cinque cuoricini. Non posso dare di meno, vorrei dare molto, molto di più. Consiglio a tutti di leggere le avventure di Hector: il livello di inglese è base, quindi sono alla portata di tutti. Spero di avervi convinti!

sabato 10 giugno 2017

SEGNALAZIONE | "Ulfhednar War - La guerra dei lupi" di Alessio Del Debbio

Buongiorno lettori! Buon sabato! Come state? Ormai siamo quasi alla fine della settimana e, anche se continua a sembrare ottobre inoltrato, ho una gran voglia di mare! Purtroppo però devo stare bloccata in casa a studiare, quindi per sentirmi un po' più felice vi segnalo oggi una nuova recentissima uscita: Ulfhednar War - La guerra dei lupi di Alessio Del Debbio (http://imondifantastici.blogspot.it/).

Ulfhednar War - La guerra dei lupi
di Alessio Del Debbio
Ed: Il Ciliegio - 412 pagine
Brossura: 19.50 euro

Amici da anni, Ascanio, Daniel, Marina e la loro compagnia di Viareggio non desiderano altro che trascorrere una tranquilla vacanza insieme, ma il destino ha altro in serbo per tutti loro. Gli ulfhednar di Odino sono tornati e la Garfagnana non è più un posto sicuro da quando Raul ha preso il comando del branco del Vello d'Argento. Spetta ad Ascanio, ultimo discendente di una stirpe di officianti della Madre Terra, contrastare i suoi progetti di dominio, aiutato dal suo compagno Daniel, un ulfhedinn fuggiasco che ha imparato ad apprezzare la vita tra gli uomini. Ma dietro le mire espansionistiche del violento e indegno Alfa si nasconde un'ombra antica, disposta a tutto pur di aggrapparsi alla vita. «Per questo continuiamo a provare. Per rendere onore a chi è caduto, per vincere le nostre paure e promettere a noi stessi di non fallire più.»
Ambientato in Toscana, tra Viareggio e le montagne della Garfagnana, il libro mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando, con ritmo incalzante e colpi di scena, capitoli nel presente e altri nel passato.

venerdì 9 giugno 2017

RECENSIONE | "Dreamwalker - La ragazza che camminava nei sogni" di Mariachiara Cabrini

Buongiorno lettori! Buon venerdì! Oggi per me è una giornata moooolto triste e depressa, ho una relazione a distanza e oggi torno a casa, il momento dei saluti è sempre una disperazione! Ma non voglio tediavi, né crogiolarmi troppo: perciò vi riporto qui di seguito la mia recensione di Dreamwalker - La ragazza che camminava nei sogni di Mariachiara Cabrini, di cui vi avevo riportato qui la segnalazione!

Dreamwalker - La ragazza che camminava nei sogni
di Mariachiara Cabrini
Ed: Auto Publishing - 371 pagine
Ebook2.99 euro - Brossura: 14.00 euro

Diana ha perso cinque anni della sua vita. Vorrebbe che non fosse accaduto, ma non può cambiare il passato, né cancellare le cicatrici che le ha lasciato. Può solo ricominciare da capo. Costruirsi una nuova identità, trovare nuovi amici, un nuovo scopo, e nascondere a tutti il suo segreto. Nessuno potrebbe mai immaginare che dietro i suoi abiti sempre coordinati, la sua quieta determinazione nello studio e l'abilità di creare dolci squisiti, si celi una paura che stenta a tenere a bada. Nemmeno Sebastiano, l'assistente del corso di giapponese che Diana ha iniziato da poco a seguire. Quando la guarda, lui vede solo una ragazza attraente, con gli occhi grigi più belli che abbia mai visto, ma quando lei lo guarda vede ciò che sta cercando disperatamente di lasciarsi alle spalle. Vede un incubo che le impedisce di dormire, un dolore che l'ha cambiata per sempre e che non vuole mai più provare. Amare è un rischio che non vuole correre di nuovo, ma la scelta non è unicamente nelle sue mani, e osare potrebbe permetterle di raggiungere un traguardo che non aveva mai neppure osato sognare.
Molto bello!

Quando l'autrice mi ha inviato il libro, una cosa che mi è piaciuta era il titolo: l'idea di camminare nei sogni mi ha dato sensazioni positive, mi ha fatta pensare a voli di fantasia e sono stata da subito molto contenta di leggerlo.

Un personaggio come quello di Diana, la protagonista, che fin dalle prime pagine subisce un evento sconvolgente, non è semplice: gestire i traumi dei propri personaggi non è mai qualcosa di facile, si rischia di esagerare e di non controllare lo show, don't tell, ovvero si rischia di riversare sulla pagina aggettivi e parole inutili, che non servono al lettore a capire quanto effettivamente il personaggio sia sconvolto. Il lettore incontra Diana quando ha ormai toccato il fondo e non può fare altro che risalire: è un punto interessante da cui partire.

Inoltre (non posso evitare di dirvelo, nel caso saltate questo paragrafo) Diana è affetta da schizofrenia: il sintomo forse più evidente sono le allucinazioni. La malattia (in realtà le malattie in generale) è un altro aspetto che va trattato con le pinze. Ormai fioccano ovunque sul web e in libreria romanzi il cui fantasma principale è una malattia incurabile: sì, è giusto sensibilizzare i lettori, ma non posso impedirmi di notare che vengono bene o male trattati sempre allo stesso modo. In Dreamwalker c'è un pizzico di novità, c'è una sfumatura diversa. Intanto la scelta stessa della malattia, che affligge più pazienti di quanto ci si immagini, è particolare; in più da un punto di vista strettamente legato alla trama la schizofrenia si presta a innumerevoli escamotages che Mariachiara ha saputo sfruttare a dovere.

Riguardo la ricerca fatta per scrivere questo libro non posso esprimermi troppo, perché l'argomento non è tra le mie conoscenze e il poco che so l'ho imparato di riflesso dal mio compagno che lavora in campo sanitario, però l'impressione che ho avuto è che Mariachiara Cabrini non si sia limitata a sedersi al pc e a scrivere, ma che abbia studiato e approfondito l'argomento.

Lo stile è piacevole: a tratti ironico, serio quando necessario, ma in generale vivace e molto scorrevole. Non ho avvertito la "fatica", che fatica comunque non è, di arrivare alla fine: le pagine passavano una dopo l'altra senza momenti morti. Una nota positiva è che in questo libro nulla è ridondante, ciò che è scritto è esattamente ciò che serviva, né più né meno.

Una cosa che ho apprezzato un po' meno è stato il rapporto con Sebastiano. Mi spiego meglio: mi rendo conto dell'importanza che ricopre nel processo di recupero di Diana, il rapporto che c'è tra loro è fondamentale ai fini della trama. Semplicemente non mi ha conquistata del tutto, non sono riuscita a immedesimarmi in Diana nel momento in cui si relazionava con lui.

Sono stata molto contenta di aver letto il romanzo. Confesso che se lo avessi visto su uno scaffale non l'avrei portato a casa, ma avrei fatto molto male perché è un libro piacevole, che analizza un problema che come ho detto prima affligge molte persone e che in questo caso lascia trasparire la possibilità di una rinascita. Dreamwalker merita tre cuoricini e mezzo, ma come sempre arrotondo per eccesso e il mio voto finale è quattro cuori su cinque.

giovedì 8 giugno 2017

SEGNALAZIONE | "Sciarade vol.1 - Caduta" di Raffaele Rovinelli

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici! Io non so voi da dove seguiate il blog: qui dove scrivo il clima è autunnale come nemmeno ad ottobre! Bello, ma siamo a giugno. In ogni caso oggi vi voglio segnalare un libro di poesie uscito da qualche mese: Sciarade vol.1 - Caduta, di Raffaele Rovinelli.

Sciarade vol.1 - Caduta
di Raffaele Rovinelli
Ed: Montedit - 52 pagine
Ebook4.99 euro - Brossura: 8.20 euro

Questo semplice (tuttavia complesso) libro di poesie è un progetto nel quale l'autore cominciò a cimentarsi nel 2013. I versi trattano di molteplici illuminazioni vissute in prima persona dall'autore in questione. Una penna può dimostrarsi letale, ma talmente tanto da essere in grado di ferire ancor più della lama di un'affilata spada, certe volte. Una spada che riduce a brandelli e ci spoglia di qualsiasi difesa, di fronte alle difficoltà. Infatti l malessere che si può percepire all'interno della raccolta rappresenta lo sfogo di un male che a lungo andare ha sormontato ogni singolo neurone dell’artista; ma l’autore, anziché sfogarsi e lasciarsi sopraffare dall’ira inutilmente su persone perfettamente innocenti, ha preferito afferrare il suo taccuino e lasciarsi ispirare da qualsiasi elemento che lo riguardasse sull'argomento. Per questo il progetto poetico/metrico, dilungato in quattro volumi, si chiama "Sciarade": il termine è sinonimo di enigma o rebus, con lo scopo di spogliarlo pezzo per pezzo e farlo a brandelli. L'autore, saggiamente, ha preferito farsi a brandelli di fronte ad un foglio bianco, piuttosto che fare a brandelli. Ogni poesia rappresenta poeticamente un muscolo, un legamento, una nocca, e qualsiasi altro organo che appartiene a se stesso. Ma anche un enigma da risolvere, appunto. Egli stesso, con eterno ringraziamento, vi augura buona lettura.
Poeta, nasce il 2 ottobre 1988 a Fano, nelle Marche. Sin da piccolo ha dimostrato un certo tipo di sensibilità e necessità di solitudine in svariati momenti delle sue giornate e per questo è spesso incompreso e pesantemente discriminato. In Raffaele comincia ad accendersi una grande voglia di riscatto. Nel febbraio 2009 la morte del bisnonno Mario lo porta a capire che la letteratura può aiutarlo ad esprimersi e a farsi comprendere meglio. Dopo aver ideato la trama di un urban fantasy, tuttavia mai pubbliacto, comincia a costruirsi uno stile di scrittura poliedrico dedicandosi alla poesia, agli aforismi, ai racconti brevi e a molti altri generi. Nel 2013 viene scelto come autore emergente in un concorso poetico nazionale, grazie alla sua opera in rima "Sofferenza". Nel 2014 ha partecipato con un estratto inedito di un racconto al concorso "Getloub" posizionandosi in sesta posizione. Nel 2015 partecipa al concorso nazionale "Premio Pontevecchio" con un saggio breve su "La patente" (Pirandello) e al concorso nazionale "Scrivendo Poesie" organizzato da Fiera Libro Romagna, le cui poesie partecipanti vengono pubblicate in un'antologia presentata alla Fiera del Libro di Cesena. Nello stesso anno partecipa al corso di sceneggiatura di Alessandro Forlani e nel 2016 a un corso intensivo di scrittura drammaturgica. Sciarade vol. 1 - Caduta è la prima raccolta poetica pubblicata.

mercoledì 7 giugno 2017

BLOGTOUR | "Akiko" di Michela Cavaliere - Intervista all'autrice

Ciao amicy! Oggi doppio post! Lo so, sono una ribelle (?) ma non cincischiamo ed entriamo subito nel vivo: è in corso un blogtour a tema Akiko, un romanzo firmato Michela Cavaliere e edito da Astro Edizioni. Oggi vi porto su Reading in the T.A.R.D.I.S. un'intervista all'autrice!
- Ciao, Michela, e benvenuta sul blog!
Ciao e grazie per questa possibilità, chi gradisce un buon matcha? Io adoro il tè verde e, da quando vivo in Irlanda, apprezzo anche l'Irish breakfast tea, molto buono!

- Partiamo da lontano: come è cominciata la tua passione per la scrittura?
Neppure troppo lontano, direi! È cominciata proprio con Akiko, non ho nulla prima di lei. Un giorno di circa 4 anni fa è nata questa ragazza impegnata in un duro addestramento sulle montagne innevate, poi mi sono venuti in mente alcuni combattimenti e da lì è cominciato tutto! Sono nati gli altri personaggi e l'intera ambientazione, la trama è diventata sempre più complessa fino a formare un romanzo. La mia passione è cresciuta giorno dopo giorno.

- Essere avidi di parole vuol dire anche leggere molto: ti definiresti una lettrice accanita? E se sì, quali sono i generi che prediligi e quali invece proprio non sopporti?
Non penso di essere una lettrice accanita, leggo un libro alla settimana circa. Prediligo il genere fantasy, lo storico e le storie vere, quelle che ti toccano le corde dell'anima, ma leggo di tutto. Non è importante il genere, ma il coinvolgimento della storia, la costruzione dei personaggi e lo stile. Se questi mi prendono, allora divoro qualunque libro.

- Parliamo di "Akiko". Le persone che ti conoscono bene cosa ne pensano?
È una soddisfazione condivisa, mi hanno aiutato e sopportato sempre! Akiko piace, anche a chi non è appassionato di oriente, arti marziali o fantasy perchè non è una storia prevedibile. Contiene elementi romantici, d'azione e ti porta in un mondo lontano, tra spiriti e leggende. Il commento "mannaggia a te" di una mia carissima amica dopo averlo terminato spiega tutto! Akiko coinvolge. Ogni personaggio cresce, cambia e fa scelte che portano a sentirsi parte di una storia intensa.

- Hai trovato difficile emergere in un mondo che con le nuove opzioni editoriali si fa sempre più competitivo?
Per il momento, sto ancora cercando di comprendere le dinamiche di questo mondo! In generale mi sono trovata benissimo, forse perchè ho conosciuto delle persone fantastiche attorno a me. Prima su tutte la mia editrice, nonchè agente letterario che mi ha aiutata nell'editing e mi segue attualmente per opere che ho intenzione di pubblicare in futuro. Per quanto riguarda Akiko, è un fantasy orientale ed è un genere così di nicchia da avere scarsa competizione. Inoltre, io conto di più sulla cooperazione tra autori e sono convinta che se un libro valga, allora emergerà di sicuro.

- Cosa consiglieresti a chi come te ha il sogno di diventare scrittore?
Scrivere e leggere. Leggere e scrivere. Ci saranno dei momenti in cui ci si chiederà "vale qualcosa quello che sto facendo?", ecco in quei momenti mai mollare e poi, a lavoro ultimato, lasciare il proprio romanzo nelle mani di un buon editor che sappia correggere e insegnare. 

- Hai progetti per il futuro? Dove pensi ti porterà questa avventura?
Tantissimi progetti e sogni nel cassetto. Mi auguro di portare Akiko in tutta Europa e ho in progetto di farne un fumetto, inoltre voglio tornare in Giappone! Poi sto già organizzando la mia presenza nelle fiere come Lucca Comics e il Salone del Libro di Torino, è fantastico parlare con i lettori che si fermano incuriositi, si crea un rapporto tutto particolare.

- Ti ringrazio per averci fatto compagnia, Michela! Un grande in bocca al lupo per tutti i tuoi futuri progetti!
Grazie a voi per questa bellissima intervista, è stato un fantastico viaggio!

Credevate che fosse tutto qui, vero? E invece NO! Seguite tutte le tappe del blogtour e potrete vincere una copia cartacea di Akiko di Michela Cavaliere!
 

RECENSIONE | "Regina Rossa" di Victoria Aveyard

Buongiorno lettori e lettrici! Oggi sono qui con voi per dire la mia su quello che è stato il mio #guiltypleasure del mese di maggio: Regina Rossa di Victoria Aveyard, edito in Italia da Mondadori. Come recensione arriva mooolto in ritardo, dal momento che il volume è uscito ormai da anni, ma avevo deciso di aspettare a leggere la saga che fosse uscito il terzo volume. Ecco cosa ne penso!

Regina Rossa
di Victoria Aveyard
Ed: Mondadori - 432 pagine
Ebook6.99 euro - Copertina rigida19.00 euro - Brossura: 12.50 euro

Il mondo di Mare Barrow è diviso dal colore del sangue: rosso o argento. Mare e la sua famiglia sono Rossi, povera gente, destinata a vivere di stenti e costretta ai lavori più umili al servizio degli Argentei, valorosi guerrieri dai poteri sovrannaturali che li rendono simili a divinità. Mare ha diciassette anni e ha già perso qualsiasi fiducia nel futuro. Finché un giorno si ritrova a Palazzo e, proprio davanti alla famiglia reale al completo, scopre di avere un potere straordinario che nessun Argenteo ha mai posseduto. Eppure il suo sangue è rosso... Mare rappresenta un'eccezione destinata a mettere in discussione l'intero sistema sociale. Il Re per evitare che trapeli la notizia la costringe a fingersi una principessa Argentea promettendola in sposa a uno dei suoi figli. Mentre Mare è sempre più risucchiata nelle dinamiche di Palazzo, decide di giocarsi tutto per aiutare la Guardia Scarlatta, il capo dei ribelli Rossi. Questo dà inizio a una danza mortale che mette un nobile contro l'altro e Mare contro il suo cuore. "Regina Rossa" apre una nuova serie fantasy dove la lealtà e il desiderio rischiano di esseri fatali e l'unica mossa certa è il tradimento.
Molto bello!

Confesso che sono partita un po' in punta di piedi con il romanzo. Sono una fan del genere fantasy, ma questa particolare sottocategoria tende spesso a non soddisfarmi del tutto. Avevo comunque voglia di leggere una storia di un mondo che non fosse il mio e così mi ci sono buttata.

Se avessi dovuto fermarmi ai primi capitoli lo avrei odiato. Le prime trenta/quaranta pagine sono state una pena, tediosi come l'anima morta di Caronte. Non riuscivo a creare un legame con nessuno dei personaggi, c'era troppo di "già visto" in quelle pagine e in più occasioni sono stata tentata di abbandonare la lettura, ma poi guardavo la percentuale di lettura su Kobo e mi dicevo che dopo così poco non potevo già gettare la spugna. Avevo davanti a me un viaggio in treno molto lungo, dopotutto. Meno male che ho dato ascolto alla razionalità, perché non sono rimasta per nulla delusa.

Mare andava messa alla prova. Trovo che per apprezzarla al meglio si debba arrivare al turning point, al momento di svolta in cui Mare viene coinvolta in modo diretto negli eventi. Prima è la solita storia, dopo diventa originale. Non penso che in questo primo volume sia al pieno della sua maturazione, ma già in Regina Rossa emergono quelli che sono i suoi tratti principali: sono caratteristiche che mi piacciono, forse sono qualcosa di già affrontato in altri autori ma la Aveyard riesce in qualche modo a renderne differente il sapore. Non è qualcosa che saprei spiegare diversamente, sono caratteristiche già viste ma al contempo molto diverse. Ho provato questa sensazione piacevole in quasi ogni passaggio (tolti, come dicevo, i capitoli iniziali). Gli altri personaggi sono a loro volta abbastanza ben delineati: Cal in particolare trovo che sia tratteggiato nel modo giusto, l'autrice riesce a far capire che è un buono con un lato oscuro, come siamo tutti in effetti, è un ragazzo giovane che fa fatica a conciliare quello che prova con i dettami della sua cultura. Siamo noi stessi messi di fronte a scelte del genere, nel mondo in cui viviamo. Cal è una rappresentazione di molti nostri contemporanei.

Evangeline è un personaggio pessimo. Non perché sia in un certo senso un'antagonista, ma perché è tratteggiata veramente male. Evangeline è uno stereotipo dopo l'altro, non c'è nulla di originale in lei, sembra quasi uscita da un film di Disney Channel. Per questo (e anche per qualcosa di cui vi dirò sotto) non posso dare un punteggio pieno a Regina Rossa. Maven, al contrario, è stato una vera sorpresa e mi ha stesa nel finale: chi mi segue su Goodreads ricorderà i miei commenti deliranti a riguardo.

L'ambientazione non mi ha soddisfatta pienamente. Ho apprezzato molto la distinzione per ragioni biologiche che sfociano poi nell'ideologico, anche se avrei preferito una maggior caratterizzazione delle varie classi sociali (sia quelle dei Rossi che degli Argentei) perché è innegabile che esistano in una società avanzata come quella presentata dalla Aveyard. Inoltre, da un punto di vista di immaginazione non sono riuscita a conciliare elettricità, radiazioni e armi da fuoco con un mondo che sembra a tutti gli effetti medievale. Sì, è qualcosa di poco sfruttato e questo lo concedo, ma c'era qualcosa di poco convincente, che sembrava stridere.

La trama in sé mi è piaciuta molto. Gli avvenimenti, pagina dopo pagina, mi hanno interessata e soprattutto mi è piaciuto il modo in cui vengono descritti: il tempo presente risulta incalzante e mi fa sentire immersa nella vicenda, mentre le descrizioni sono ridotte al minimo e ciononostante sono ugualmente evocative. Il dono della sintesi è raro e sono molte le descrizioni ridondanti, eccessive. La Aveyard sa scrivere.

Nell'insieme Regina Rossa per me merita quattro cuori su cinque. Non posso dare un pieno punteggio per via della stranissima ambientazione, un po' troppo "fantasiosa" anche per me, perché risulta troppo difficile da immaginare, e per alcune scelte eccessivamente semplicistiche riguardo alcuni personaggi. Lo consiglio comunque agli amanti del genere e io stessa andrò avanti nella lettura della serie, ho apprezzato moltissimo il primo capitolo!

sabato 3 giugno 2017

SEGNALAZIONE | "Emily Noir" di Valeria De Luca

Buon pomeriggio, lettrici e lettori! Scusate se questa settimana sono stata poco presente (o comunque meno del solito) ma sono stata moooolto presa da un esame bellissimo ma tostissimo. Oggi sono tornata per segnalarvi l'uscita di un thriller in uscita tra pochi giorni: Emily Noir - Nessuno è innocente a Barbed Heart di Valeria De Luca, che sarà disponibile il 5 giugno in formato kindle.

Emily Noir - Nessuno è innocente a Barbed Heart
di Valeria De Luca
Ed: Self Publishing
Ebook: 1.99 euro (dal 05/06/17)

Irlanda 1960
Uno spettrale monastero si ergeva su un colle a strapiombo sul mare. Una gelida e fitta nebbia lo avvolgeva, rendendolo misterioso agli occhi della gente. Emily Noir sarà costretta contro la sua volontà ad entrare nel monastero. Vivere una vita di solitudine e silenzi. La madre, ormai morta, entrerà nei suoi sogni e la inviterà a scoprire i segreti e gli orrori rinchiusi in quelle fredde mura isolate dal mondo. Emily scoprirà di avere un potere straordinario. Riuscirà a mettere in salvo le monache del monastero da un'ombra malvagia che si aggira nel bosco? Che cosa si nasconde nel Monastero Barbed Heart? Tanti dolori e sofferenze dovrà affrontare Emily per arrivare a scoprire i misteri che si celano all'interno del Monastero. Una storia ricca di misteri, intrighi, ma che affronta temi come il valore dell'amicizia e dell'amore impossibile.

Valeria De Luca, nasce a Roma il 29 luglio 1981. Vive in provincia di Roma con suo marito e i suoi due figli. Ama leggere, scrivere, ascoltare musica. Appassionata dei libri di Stephen King e la serie televisiva Twin Peaks. Ha scritto libri e racconti di genere thriller, paranormal, horror e urban fantasy. Ha rilasciato un'intervista per Canale 10, presentato un suo libro nella biblioteca comunale in un locale di Roma e presso una scuola media. Possiede un blog, dove è possibile trovare informazione più dettagliate dei suoi lavori letterari, inoltre recensisce libri, segnala anteprime di romanzi o racconti sia self che di case editrici. Con il suo blog collabora con due case editrici: Dunwich Edizioni, Dark Zone Edizioni.