venerdì 26 maggio 2017

RECENSIONE | "Dorian e la leggenda di Atlantide" di Demetrio Verbaro

Buondì, lettrici e lettori! Com'è andata la vostra settimana? Io ho concluso la lettura di un romanzo molto piacevole, Dorian e la leggenda di Atlantide di Demetrio Verbaro, edito da PubGold.

 
Dorian e la leggenda di Atlantide
di Demetrio Verbaro
Ed: PubGold - 184 pagine
Ebook: 0.99 euro - Brossura: 12 euro
 
Atene 399 a.C. Il filosofo Socrate è stato condannato a morte. Il suo ultimo desiderio, esaudito, è quello di trascorrere la notte prima dell'esecuzione insieme all'amico e discepolo Platone. Prima di morire vuole confessargli un segreto che ha tenuto nascosto per tutta la vita, custodendolo gelosamente.
"Quale segreto, maestro?".
"La leggenda di Atlantide!". L'indomani Socrate morì con l'anima purificata, sereno. Ma perché era così importante tramandare quella storia? Cosa era successo di così terribile e sconvolgente in quell'isola prima che s'inabissasse per sempre sul fondo dell'oceano?
Molto bello!
 
Personalmente ho un rapporto molto complicato con la storia greca. Non voglio scendere nei dettagli, mi limito a citare un esame universitario atroce e attacchi di panico. Dico questo perché trovo sia importante dire che questo romanzo per me è stato una mezza conquista, dal momento che sono ormai due anni che non voglio più sentir parlare di Grecia antica (non ho mai più nemmeno guardato Hercules, il che la dice lunga). Quando l'autore mi ha proposto la segnalazione e poi la recensione del suo romanzo, però, ho accettato senza problemi perché sia la copertina sia la sinossi mi hanno suscitato molta curiosità.

Di questo libro ho apprezzato molto l'ambientazione: a partire dal mito raccontato da Socrate, Verbaro sviluppa una trama fantasy ma anche storica (diciamo ucronica) tutta nuova. Sebbene si avvertano contaminazioni da altri racconti, come la vicenda del Minotauro, Verbaro riesce comunque a rendere unico il suo romanzo. Sembra scontato, ma la verità è che proporre nuovi contenuti quando l'argomento è già stato trattato ampiamente in precedenza non è mestiere per tutti. La capacità di rinnovare è senza dubbio ciò che più mi ha catturata della narrazione.

I personaggi, sebbene partano da un topos letterario molto usato, sono ben sviluppati. Il protagonista naturalmente è Dorian, il giovane figlio di un pescatore che presta il suo nome al titolo. Dorian si innamora della sua sorellastra, Daphne, della quale anche Tesibio, il sovrano, si è invaghito. Per proteggere Daphne, Dorian entra nel Knesa, la scuola per guerrieri. Come dicevo prima, pur partendo da presupposti già usati, Verbaro crea una vicenda nuova, in cui mescola storia e fantasia in modo sapiente, inserendo in un contesto sociale greco una storia decisamente fantasy.

Ci sono state anche cose che non ho apprezzato. L'uso del grassetto in un romanzo è secondo me piuttosto fuori luogo, ma in Dorian e la leggenda di Atlantide viene utilizzato in aggiunta al corsivo per enfatizzare certi concetti. Inoltre, consiglio una revisione dei segni di interpunzione: il romanzo è ben scritto, lo stile fluido anche se forse un po' favolistico in un testo per adulti, perciò consiglio una semplice revisione per eliminare le piccole sviste in vista di una eventuale seconda edizione.

Nel complesso voglio dare al romanzo quattro cuoricini su cinque, perché si tratta di un racconto molto piacevole, di media durata, che intrattiene e a tratti appassiona il lettore. Verbaro ha talento: come ho detto, non conosco l'autore all'infuori di questo romanzo, ma mi ha colpita positivamente. Tuttavia c'è ancora spazio per molti miglioramenti nello stile di scrittura.

mercoledì 24 maggio 2017

SEGNALAZIONE | "American History 1" di JD Hurt

Buondì, lettrici e lettori! Bentornati sul blog, oggi vi segnalo un romanzo in uscita a fine giugno ma prenotabile già ora: American History 1 di JD Hurt, primo capitolo dell'omonima duologia.


American History 1
di JD Hurt
Ed: Self Publishing
Ebook: 2.99 euro (disponibile dal 30/06/17)

Sono stato un violento, un picchiatore, un adolescente perso. Poi lei è entrata nella mia vita come un bel sogno, come un incanto e mi ha cambiato. Marcia per me è stato questo: rinascita in un'esistenza sbagliata. Io sono Ryan Carroll e questa è la mia storia americana.
Sono un violento, un delinquente, un uomo perduto. Lei è entrata nella mia vita come un incubo, pronta a riportare a galla demoni antichi seppelliti sotto strati di fango. Marcia è questo per me: morte, distruzione, qualcosa che devo estirpare se voglio stare al sicuro. Io sono Stephan Carroll e questa è la mia storia americana.
Sono una bugiarda, una vigliacca; un passato che non ho mai accettato mi ha cambiata per sempre. I fratelli Carroll mi hanno cambiata per sempre. Seppure uno di loro è affetto, tenerezza, l'altro è solo morte, disperazione, buio. Io sono Marcia Horowitz e questa è la mia storia americana.
Ryan, Stephan, Marcia: quando l'amore diventa oscurità.
JD Hurt é l'alter ego di Elena. Ogni tanto si diletta a scrivere dark romance e poesie; è laureata in giurisprudenza ma fa tutt'altro nella vita. Ama il rock in tutte le sue sfumature, adora il cinema indipendente e gli scrittori maledetti. American History 1 è il primo volume dell'omonima duologia che fa parte della Dark Necessities Series. Oltre la Dark Necessities Series composta da Stolen 1 e Stolen 2 ha pubblicato la Mafia Men Series e il thriller Oltre Il Bene.

lunedì 22 maggio 2017

RECENSIONE | "Omicidio a Road Hill House" di Kate Summerscale

Ciao a tutti, lettrici e lettori, e buon lunedì! Oggi apriamo la settimana con la recensione di un libro che, lo ammetto, ci ho messo un sacco di tempo a finire, shame on me. Sto parlando di Omicidio a Road Hill House di Kate Summerscale, edito in Italia da Einaudi.

Omicidio a Road Hill House, ovvero invenzione e rovina di un detective
di Kate Summerscale
Ed: Einaudi - 382 pagine
Ebook: 8.99 euro - Copertina rigida: 19 euro - Brossura: 12 euro

Una notte d'estate del 1860. In un'elegante casa georgiana del Wiltshire tutti dormono. All'una il cane abbaia. Il mattino l'orribile scoperta, la culla del più piccolo dei sette figli, Saville Kent, è vuota. Un brivido percorre tutta la casa e inizia una disperata ricerca, si valuta la possibilità di un sequestro, si interrogano i domestici. Nel salone una finestra è aperta: è l'unica pista. Poche ore dopo, il cadavere del bambino viene trovato sgozzato in giardino. Tutti i membri della famiglia Kent sono sospettati e l'assassino è certamente fra loro. L'ispettore di Scotland Yard Jack Whicher viene mandato sul posto a indagare. È il primo a usare metodi di indagine che poi diventeranno famosi, anche grazie a scrittori come Wilkie Collins, Charles Dickens, o Arthur Conan Doyle che si ispireranno alla sua figura reale per i loro personaggi immaginari. Il caso occupa per anni le prime pagine dei quotidiani, tutta l'Inghilterra segue il delitto, ne è affascinata e terrorizzata. Nessuno accetterà le conclusioni di Mr. Whicher, che solo in un secondo tempo si riveleranno esatte. Kate Summerscale ricostruisce l'intera vicenda servendosi di documenti e fonti giornalistiche dell'epoca, con una forte capacità di padroneggiare le tecniche del racconto giallo.
 
Molto bello!

Ho comprato questo romanzo per i motivi sbagliati e l'ho letto per i motivi giusti. In che senso? Nel senso che ho scelto questo titolo convinta che fosse un romanzo giallo nel senso più classico del termine. Mi ero addirittura gasata tantissimo quando ho trovato all'interno del libro la piantina della casa e le fotografie dei personaggi, convinta che fossero totalmente inventate e che le immagini fossero di repertorio. Solo iniziando la lettura ho scoperto che questo caso è accaduto realmente. Non è un romanzo, ma un saggio.

La Summerscale affettua in questo libro un vero e proprio approfondimento su quella che è la figura del detective: come è nato questo mestiere, in che modo ha influenzato la nascita della moderna procedura investigativa e quali benefici ha portato. In particolare, la Summerscale ha identificato nel caso di omicidio avvenuto a Road Hill House l'origine di questa figura sia nel mondo del lavoro che nel mondo della letteratura. Tutto il libro analizza il detective come figura professionale nella sua interezza, approfondendo casi di cronaca ricollegati a questa forma embrionale dell'investigatore ed elementi letterari che da qui sono derivati.

Se a Road Hill House nessuno avesse mai ucciso Saville Kent probabilmente non ci sarebbero stati Sherlock Holmes o Poirot. Per una lettrice appassionata di gialli e polizieschi come me questa è stata la Bibbia ritrovata, non sono mai stata così felice di sbagliare clamorosamente l'acquisto di un libro.

Lo stile è misto: pur essendo un saggio, la Summerscale inserisce qua e là dialoghi ed elementi narrativi propri del romanzo al fine di snellire la lettura e rendere il libro appetibile per tutti i tipi di pubblico. L'ho trovata una scelta azzeccata, perché effettivamente quasi quattrocento pagine di cronaca di un omicidio hanno bisogno di un po' di pepe. In ogni caso è stato estremamente interessante la sua indagine sul ruolo del detective nella società inglese di metà Ottocento: gli investigatori erano visti come eroi senza macchia e senza paura, vendicatori della notte preposti alla difesa del bravo cittadino inglese. Interessantissima anche la riflessione sul diritto alla privacy nell'ottica degli inglesi dell'epoca, sconvolti e scandalizzati dal fatto che per la prima volta qualcuno avesse l'autorità e l'appoggio della legge per invadere il confine delle loro case.

Inoltre, grandiosa è stata la ricerca storica: la Summerscale non si è limitata a riportare un fatto di cronaca, ma ha anche approfondito i personaggi, le loro vite precedenti e quelle future (la classica domanda: e adesso cosa succede?), gli ambienti sociali e geografici in cui si muovono. L'autrice stessa ha agito come un detective e non ha tralasciato alcun dettaglio: al lettore viene così fornito un quadro completo di tutta la vicenda.

Quattro cuoricini su cinque: non posso dare un punteggio pieno perché in qualche passaggio trovo che la Summerscale abbia dato uno spazio eccessivo ad aspetti secondari che hanno quindi appesantito un po' alcuni capitoli. E' comunque un libro meraviglioso, fondamentale per chiunque voglia approfondire il genere "giallo" anche da un punto di vista un po' più storico. Consigliatissimo!

giovedì 18 maggio 2017

BLOGTOUR | "L'amore vince su tutto" di Ilaria Militello - Intervista ai personaggi

Buongiorno, amici! Oggi doppio post, perché siamo giunti alla quarta tappa del blogtour dedicato a L'amore vince su tutto di Ilaria Militello! Dopo aver letto la recensione e alcuni estratti e aver visto il booktrailer, oggi sono qui per presentarvi l'intervista ai personaggi! Ma prima, uno sguardo più dettagliato al romanzo:

L'amore vince su tutto
di Ilaria Militello
Ed: Omnia One Group Editore - 64 pagine
Ebook: 0.99 euro - Cartaceo: N/A 

Lisa è una principessa ed è sulla Terra con un compito ben preciso: trovare tre figli di Eva e tre figli di Adamo che salvino il suo mondo dalla grande Malattia, ma l'impresa non è facile e mentre il tempo scorre, il suo regno viene sempre più devastato.
Un giorno però, nel reparto pediatrico del Nord Moscati, Lisa incontra una bambina, Giulia, molto dolce, ma anche determinata, lei sarà proprio una delle figlie di Eva che la principessa sta cercando, presto a loro si aggiungeranno anche Marco, Anastasia, Andrea, Anna, Samuele che assieme alla principessa e a Mimmo andranno nel suo mondo per salvarlo con il potere dell'amore e della speranza. Riusciranno i piccoli a vincere contro la Malattia che sta devastando il mondo della principessa, ma soprattutto, riusciranno a vincere la loro malattia e tornare così a casa per vivere come normali bambini? Una storia d'amore e speranza, di forza e di amicizia che vuole insegnare a tutti, grandi e piccini a non arrendersi mai.

- Benvenuti, Lisa e Mimmo! Oggi siete ospiti di Reading in the T.A.R.D.I.S., siete pronti per qualche domanda?
Lisa: Grazie mille! Che bello ne sono felice e non vedo l'ora di iniziare, è la prima volta che vengo intervistata e spero di non dire cose assurde.
Mimmo: Ringrazio per l'ospitalità, sono pronto anche se devo ammettere che è la prima volta che m intervistano.

- Cominciamo con qualcosa di facile: diteci un vostro pregio e un vostro difetto.
Lisa: Ahhahaha, qualcosa di facile, accidenti per i difetti potrei fare una lista lunghissima, sono una principessa ma non sono perfetta come tutte le principesse delle favole, però una cosa di cui posso vantarmi è che io credo, credo molto nell'amore, credo nel lieto fine, credo che il mondo possa diventare migliore di quello è, forse però questo può essere anche un difetto, in alcuni casi credo davvero troppo, sono anche testarda, molto emotiva e impulsiva. 
Mimmo: Fatemi riflettere, credo che il mio pregio sia l'altruismo, amo davvero molto aiutare il mio prossimo, per questo sono diventato un dottore, dopo l'avventura nel mondo di Lisa mi sono scoperto anche un poco coraggioso e non immaginavo nemmeno di poterlo essere da affrontare un mostro. I miei difetti? Alle volte mi chiudo in me stesso, rifletto troppo quelle cose e credo poco, anche se dopo l'esperienza con Lisa un pò questo difetto si è smussato.

- E un pregio e un difetto... dell'altro?
Lisa: Ah ma allora volete mettermi proprio in difficoltà, accidenti! Che dire, Mimmo è una persona con un cuore grande, nemmeno lui sa quanto coraggio e amore ha dentro di sè. E' una persona dolce, altruista e adora aiutare il prossimo. Il suo unico difetto e con mio grande rammarico e che crede poco nell'amore, certo adesso questo suo lato adesso è un pochino cambiato, ma è troppo razionale, pensa troppo, alle volte dovrebbe lasciarsi andare un pò di più.
Mimmo: Difetti Lisa? Mh... è difficile trovarne in lei, anche se pensa di averne molti io non credo, Lisa è una persona solare che ama la vita e ama l'amore, ogni difetto che ha passa in secondo piano. Stare con lei e come sentirsi fra le nuvole, ha il potere di farti stare bene anche solo quando sorride e non vi dico quando ride di gusto, è come stare in Paradiso e sentire gli angeli cantare.

- Una domanda che dice sempre molto delle persone è "cosa ti rende felice?". Voi che ne dite? Cosa vi rende davvero felici nella vostra vita? O cosa vorreste cambiare per raggiungere la completa felicità?
Lisa: La cose che più mi rendono felici sono l'amore e i sorrisi delle persone. Molti umani non sanno quanto potere c'è in un sorriso, si dovrebbe sorridere di più per regalare gioia e serenità a chi ci si rivolge, il sorriso sprigiona una delle magie più grandi dopo l'amore.
Mimmo: Cosa mi rende felice? Lisa, lei riesce a regalare tanta felicità a chiunque le sta vicino e poi i bambini, vedere un bambino sorridere e stare bene è la più grande delle mie felicità, purtroppo con il mio lavoro ne ho visti di bambini stare male e non c'è cosa più bella di quando ti regalano un sorriso e li vedi andare via dall'ospedale con i suoi genitori.

- Quali sono le vostre peggiori paure?
Lisa: Che il mondo si trasformi in un' ombra scura e che ogni individuo smetta di amare. Ho provato questa sensazione nel mio mondo, ogni giorno temo che quell'ombra torni a devastare tutto.
Mimmo: Perdere Lisa, ma anche di vedere il mondo andare in rovina, dove odio, guerre e malattie fanno da padroni.

- Raccontate il vostro primo incontro: vediamo se le voste versioni collimano, haha!
Lisa: Bè la prima volta che ho incontrato Mimmo ero nel suo mondo, non capivo nulla di ciò che mi circondava e lui è stato così gentile da offrirsi di aiutarmi. Sono rimasta colpita da lui, dai occhi, dentro di essi leggevo dolcezza, sicurezza e sentivo provenire da lui una sensazione che mi faceva sentire come al sicuro. Stare accanto a lui mi imbarazzava e non avevo mai avvertito una sensazione così strana e allo stesso tempo piacevole. Mimmo: Quando incontrato la prima volta Lisa sono rimasto folgorato, non avevo mai visto una bellezza come la sua, quando la guardai negli occhi vi lessi amore e dolcezza. Lo ricordo sempre con un grande sorriso il primo incontro, lei era spaesata, sembrava perdersi in ogni cosa sulla quale posava gli occhi, come se non avesse mai visto nulla di ciò che la circondava. Era così curiosa e allo stesso tempo intimorita, era impossibile non intenerirsi.

- Mimmo, una domanda per te: mi dicono che ami i bambini. C'è qualche ragione particolare?
Mimmo: Sì amo molto i bambini, per questo diventato un medico e fino a che non ho conosciuto Lisa lavoravo nel reparto di pediatria. Forse la ragione particolare è perché so per certo che i bambini sono il nostro futuro, sono la salvezza di ogni adulto perché con loro si può ritornare bambini senza essere giudicati. I bambini hanno così tanto amore e coraggio, i loro sorrisi ci danno gioia e forza, mi sono sempre sentito in dovere di proteggerli.

- Lisa, parliamo di libri. Qual'è il tuo genere preferito? E quale invece non sopporti?
Lisa: Sìììì amo i libri, amo leggere e amo le storie di principesse, fate, elfi e unicorni. Quelle dove trionfa sempre il bene e c'è sempre il lieto fine. Amo le storie d'amore dove tutti vivono felici e contenti, lo so sono smielata. Non sopporto le storie Horror, quelle brutali dove ci sono dei mostri orribili, dove vince il male e dove ci sono morti orribili. Quelle proprie mi fanno accapponare la pelle.

- Chiudiamo in bellezza: cosa ne pensate di Ilaria Militello? Leggereste un suo romanzo?
Lisa: Ilaria è una sognatrice che ama le storie a lieto fine, proprio come me. Ho adorato come ha fatto finire la nostra storia, mi ha fatto conoscere Mimmo, e i piccoli figli di Adamo ed Eva, che porto sempre con me nel cuore. Ilaria ha un cuore gentile e come me vuole veder trionfare sempre il bene.
Mimmo: Bè devo ringraziarla perchè mi ha fatto incontrare Lisa. E' una persona altruista che come può aiuta gli altri e questo è davvero un gesto nobile perché ormai molti sono presi dalla frenesia della vita quotidiana. E' una sognatrice e un eterna Peter Pan.

- Vi ringrazio per essere stati in compagnia di noi lettori! Speriamo di rivederci ancora molto presto!
Lisa: Il piacere è stato mio! Grazie per la bellissima chiacchierata, A presto e vi auguro tanta gioia e amore.
Mimmo: Grazie a voi per il tempo piacevole che abbiamo passato assieme. Un caro saluto e un abbraccio a tutti voi.

Non perdetevi le altre tappe del blogtour!


Ma non è finita qui! Volete vincere una copia cartacea di L'amore vince su tutto?
Seguite queste semplici regole:
  1.  seguire i blog partecipanti e le relative pagine Facebook
  2. commentare ogni tappa, compilando il form che trovate in ogni post
  3. condividere il post o l'evento taggando 3 amici e usando l'hashtag #lamorevincesututtogiveaway
 Se volete avere più possibilità di vincere, ecco come avere dei punti in più:

SEGNALAZIONE | "Dreamwalker - La ragazza che camminava nei sogni" di Mariachiara Cabrini

Ciao a tutti, lettori e lettrici! Oggi voglio consigliarvi una lettura uscita da meno di un mese: Dreamwalker - La ragazza che camminava nei sogni di Mariachiara Cabrini, edito da PubMe.


Dreamwalker - La ragazza che camminava nei sogni
di Mariachiara Cabrini
Ed: PubMe - 305 pagine
Ebook: 2.99 euro - Brossura: 14 euro

Diana ha perso cinque anni della sua vita. Vorrebbe che non fosse accaduto, ma non può cambiare il passato, né cancellare le cicatrici che le ha lasciato. Può solo ricominciare da capo. Costruirsi una nuova identità, trovare nuovi amici, un nuovo scopo, e nascondere a tutti il suo segreto. Nessuno potrebbe mai immaginare che dietro i suoi abiti sempre coordinati, la sua quieta determinazione nello studio e l’abilità di creare dolci squisiti, si celi una paura che stenta a tenere a bada. Nemmeno Sebastiano, l’assistente del corso di giapponese che Diana ha iniziato da poco a seguire. Quando la guarda, lui vede solo una ragazza attraente, con gli occhi grigi più belli che abbia mai visto, ma quando lei lo guarda vede ciò che sta cercando disperatamente di lasciarsi alle spalle. Vede un incubo che le impedisce di dormire, un dolore che l’ha cambiata per sempre e che non vuole mai più provare. Amare è un rischio che non vuole correre di nuovo, ma la scelta non è unicamente nelle sue mani, e osare potrebbe permetterle di raggiungere un traguardo che non aveva mai neppure osato sognare.

mercoledì 17 maggio 2017

RECENSIONE | "Zucchero filato volante" di Fernando Camilleri

Buongiorno a tutti, lettrici e lettori! Bentornati sul blog per una nuova recensione: Zucchero filato volante di Fernando Camilleri, edito da Eretica Edizioni e finito nelle mie mani su richiesta dello stesso autore. Ecco cosa ne penso!


Zucchero filato volante
di Fernando Camilleri
Ed: Eretica Edizioni - 151 pagine
Ebook: 5.49 euro

Felice ha undici anni e un sogno: vuole diventare astronauta a ogni costo. Quasi sempre, però, i sognatori trovano degli ostacoli durante il loro cammino e quando Felice si imbatterà in un magico e bizzarro personaggio, sarà costretto a dover prendere la decisione più importante della propria vita. Attorno all’avventura del giovane undicenne, storia centrale del romanzo, orbitano le vicende di altre persone afflitte da problemi "terrestri", in una coinvolgente spirale di mistero e suspense, nella quale la fantascienza si mescola con la drammaticità della vita. Nella minuta mano sinistra, dita tozze e robuste stringevano il flauto. «Cosa stavi suonando?» chiese il giovane, simulando un tono amichevole. Il nano non rispose alla domanda. Felice realizzò che non era stata una buona idea quella di spingersi fin lì. Si guardò attorno e vide che non c’era alcun vialetto per giungere in quel punto del bosco, né tantomeno per fuggirne via.
Molto bello!

Voglio spendere prima di tutto due paroline sulla copertina: stupenda. Questo è uno di quei romanzi che non mi aspetto di trovare in libreria, ma su una bancarella durante una fiera, una sagra, una di quelle manifestazioni piene di gente che si raduna per una passione in comune, qualunque essa sia. La copertina di questo romanzo mi fa pensare a questo tipo di eventi, che io amo moltissimo e che non mi perderei per nulla al mondo, quindi suscita in me sensazioni molto piacevoli. Si dice "non giudicare un libro dalla copertina", ma sappiamo tutti che è inevitabile, quindi lo dico: la copertina di Zucchero filato volante è stupenda.

Parliamo ora del testo. La prima cosa che ho pensato, dopo le prime pagine, era di trovarmi davanti ad una fiaba moderna. Il genere della fiaba è tra i miei preferiti, amo molto questa tipologia di narrazione sia per bambini sia per adulti, perciò sono stata molto contenta e curiosa di andare avanti. La consapevolezza di avere davanti qualcosa a metà tra un fantasy e un thriller è arrivata solo in un secondo momento. Se per la prima manciata di pagine mi sono trovata davanti ad un inventario immaginifico degno del Fantabosco, procedendo con le pagine ho potuto notare un cambio di tono, che si trasforma per diventare molto cupo, quasi crudo.

Non voglio svelare particolari importanti della trama, ma posso dirvi che ci sono una serie di vittime. Vittime che, naturalmente, in un piccolo paesino di campagna fanno scalpore. Il modo in cui queste vittime vengono ritrovate viene raccontato con parole dirette, pur senza mai abbandonare del tutto il tono un po' "fiabesco". La location, che come vi ho detto è un tranquillo paese di campagna, mi piace particolarmente: mi ricorda casa mia, in un certo senso. Avete presente i videogiochi del professor Layton? Ecco, sembra uscito da uno di quelli, sembra quasi un disegno ad acquerello. Piacevole, familiare anche a chi non c'è mai stato. Anche qui sta la chiave del thriller, il motivo d'ansia del romanzo: perché le vittime, abitanti del paese, hanno tutte fatto qualcosa per cui vengono "punite".

Inaspettato è il personaggio di Felice: all'inizio, lo confesso, l'ho trovato un po' infantile per i suoi undici anni, ma con il passare delle pagine mi sono abituata alla sua presenza e alle sue peculiarità. Perciò non vi nascondo la mia sorpresa quando si scopre il punto fondamentale del personaggio. Riguardo le altre figure che popolano il romanzo, non posso che complimentarmi per il modo in cui sono stati gestiti. Non tutti sono stati caratterizzati allo stesso modo, alcuni lo sono di più ed altri di meno, ma sono tutte figure in un certo senso "fondamentali" nella rappresentazione di un paesino come Alerte.

Sposo in pieno la riflessione sulla natura e sul modo in cui la stiamo rendendo sempre più deperibile. Per usare una citazione a cui sono molto legata, la stiamo rendendo "burro spalmato su troppo pane", sottile, esile, un velo appena visibile. A livello del tutto personale sono molto legata alla natura e a quelle associazioni che si occupano di preservarla, anche se purtroppo non stiamo facendo i passi da gigante che vorrei. Nel mio piccolo mi impegno, ma sono spesso frustrata nei miei intenti. Ritrovare in queste pagine lo stesso messaggio che cerco io stessa di trasmettere mi ha fatta sentire bene, meno "sola" in quella che sembra una causa persa.

Voglio dare a questo libro quattro cuoricini su cinque, perché se è vero che fino ad ora ho fatto solo complimenti devo anche ammettere che l'autore ha sì un grande talento, ma c'è spazio per il miglioramento. Ciò detto, Camilleri ha una grandissima potenzialità che non vedo l'ora di veder svilupparsi con nuove trame e nuovi libri.

lunedì 15 maggio 2017

RELEASE PARTY | "The Midnight Sea" di Kat Ross

Buongiorno lettori! Oggi sono particolarmente fiera di scrivere questo post, perché significa che finalmente arriva in Italia The Midnight Sea, il primo volume di una serie scritta da Kat Ross che avevo già letto in inglese l'estate scorsa e che finalmente sbarca anche sulle nostre coste! Scopriamolo insieme!

The Midnight Sea - Il quarto elemento (vol.1)
di Kat Ross
Ed: Dunwich Edizioni - 300 pagine
Ebook: 3.99 euro - Cartaceo: 14.90 euro

Sono la luce contro l’oscurità.
L’acciaio contro la negromanzia dei Druj.
E usano demoni per cacciare altri demoni...

Nazafareen vive per la vendetta. È una ragazza dell’isolato clan Four-Legs e tutto ciò che sa dei Water Dog del Re è che legano a sé delle creature malvagie chiamate daeva per proteggere l’impero dai non-morti. Ma quando arrivano degli esploratori per reclutare persone con il dono, afferra al volo l’opportunità di unirsi alle loro file per dare la caccia ai mostri che le hanno ucciso la sorella. Segnata dal dolore, è disposta a pagare ogni prezzo, anche se significa legarsi a un daeva chiamato Darius. Umano solo nell’aspetto, possiede un potere terrificante, controllato da Nazafareen. Ma i bracciali d’oro che li uniscono hanno un indesiderato effetto collaterale. Ciascuno prova le emozioni dell’altro, e l’umana e il daeva cominciano a diventare pericolosamente intimi. Mentre inseguono un nemico mortale lungo l’arida Great Salt Plain fino alla scintillante capitale Persepolae, dissotterrando i segreti del passato di Darius, Nazafareen è costretta a mettere in dubbio la schiavitù dei daeva e la sua stessa lealtà nei confronti dell’impero. Ma con un male antico che si agita al nord e un giovane conquistatore che controlla l’ovest, il destino dell’intera civiltà potrebbe essere in pericolo…

«Un fantasy avvincente con un peso morale e una narrazione sostanziosa che lascerà i lettori soddisfatti. La Ross evoca una storia epica con demoni e daeva, famiglia, dolore e il tumulto di un regno in pericolo.»
Kirkus Reviews

«Un libro coinvolgente e glorioso, pieno di azione!»
I Am Kinda Busy Reading

«In The Midnight Sea, Kat Ross realizza un fantasy appassionante di proporzioni impareggiabili che ha rubato un pezzo del mio cuore. Attenti al vostro.»
Flylef Reviews

«Odio davvero l’espressione epico perché, ammettiamolo, è abusata e ha perso il suo vero significato, ma questo libro merita quella parola.»
Book Reader Chronicles

«The Midnight Sea ha tutto ciò che mi piace in un fantasy e anche di più. Lo raccomando caldamente a tutti i lettori che amano la magia, eroine che spaccano e una storia travolgente.»
Cover2Cover Reviews

«Kat Ross crea un ricco mondo fantasy, pieno di creature nuove e spaventose, molti poteri magici e una trama laboriosamente intricata che vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.» 
Books Briefs

Kat Ross ha lavorato come giornalista delle Nazioni Unite per dieci anni prima di ritirarsi felicemente a fare ciò che le piace di più: inventare cose. È l’autrice del thriller distopico Some Fine Day e della serie Il Quarto Elemento. Adora i miti, i mostri e scenari da apocalisse. Per altre informazioni sui libri di Kat, puoi trovarla alla pagina katrossbooks.com.

Molto bello!

Ho amato questo libro dal profondo del cuore per tutta una serie di motivi.

Prima di tutto, l'ispirazione del libro: la mitologia e la poesia persiana sono tra le mie preferite al mondo, leggendo questo romanzo ho ritrovato molte di quelle immagini che fanno parte della letteratura persiana. A tratti mi ha ricordato alcuni testi di Nezami Ganjavi. Con queste premesse, quindi, era matematico che mi sentissi attratta da questo romanzo anche solo leggendone la sinossi.

Lo stile: mi piace, semplicemente mi piace. Frasi brevi e incisive, senza periodi lunghi: molti sono convinti che un periodare chilometrico li renda più bravi agli occhi degli altri, ma io sono sempre stata convinta che saper dire tante cose con poche parole sia un'arte. Questo aspetto della Ross mi piace da morire, è veramente piacevole da leggere e rende il romanzo incalzante, vivace. Come una canzone con un bel ritmo, permette al lettore di non sentirsi mai annoiato: a volte capita anche nei libri più belli che ci sia qualche brano particolarmente noioso, ma in The Midnight Sea non mi è mai capitato di trovarne.

L'ambientazione è un altro punto su cui riflettere e di cui apprezzare la costruzione. Ormai il mondo del fantasy per ragazzi è inflazionato e riuscire a colpire per la propria capacità di innovare il genere non è una cosa da tutti i giorni. Per fare un esempio: mondi medievali simili al nostro con gnomi, nani e draghi sono letteralmente ovunque. Con questo non voglio assolutamente dire che non sia bello leggere romanzi che su questo punto investono poco, sia chiaro. Però è vero che la Ross, nel suo romanzo, ha sviluppato un ambiente già ben definito (l'Impero Persiano) e ne ha fatto un mondo nuovo. Non è da tutti, spesso si rischia di scadere nel banale, ma la Ross non mi ha affatto delusa, anzi, mi ha convinta a leggere ancora altre pagine anche quando avevo sonno.

I personaggi non sono affatto male, devo ammettere che anche qui è stato fatto un lavoro molto buono: sono tutti ben costruiti, imperfetti e di conseguenza molto realistici. Non mi capita quasi mai di trovare un romanzo in cui tutti i personaggi mi piacciono, in cui tutti sono ben fatti allo stesso modo, eppure qui è successo. Anche la questione romantica, pur condendo la trama in modo molto dolce, non sfinisce il lettore, è piacevole e la protagonista non ne è totalmente sopraffatta.

C'è un'unica piccola nota negativa: nell'edizione italiana è stato scelto di mantenere l'inglese per definire alcuni nomi di clan e gruppi sociali. Se nella versione originale ciò è normale, essendo scritta in inglese, in lingua italiana non apprezzo questa scelta più di tanto, non perché abbia qualcosa contro la lingua (ho letto il romanzo in inglese prima che in italiano, quindi...) ma perché trovo che sia una scelta senza un vero senso. Sarebbe come leggere "Rivendell" al posto di "Gran Burrone": è meno immediato e non comunica lo stesso effetto se non dopo qualche secondo, quindi perde un po' di magia. Ciò detto, rispetto la decisione della Dunwich perché il romanzo è comunque stupendo.

Personalmente non vedo l'ora di leggere i prossimi volumi! Quattro cuoricini ben meritati!

domenica 14 maggio 2017

REVIEW PARTY | "Le mamme ribelli non hanno paura" di Giada Sundas


Buongiorno lettori e lettrici! Come avrete furbescamente intuito dal titolo, Reading in the T.A.R.D.I.S. e tanti altri blog partecipano al review party di un libro davvero bello: Le mamme ribelli non hanno paura, di Giada Sundas, edito da Garzanti. Trovate l'evento a questo link, non scordatevi di partecipare!

Le mamme ribelli non hanno paura
di Giada Sundas
Ed: Garzanti - 180 pagine
Ebook: 9.99 euro - Brossura: 16 euro

In una calda giornata di agosto, all'improvviso Giada si è ritrovata a essere madre. Perché è vero che ha cominciato a esserlo quando quel piccolo cuore batteva dentro di lei, ma solo quando l'ha stretta tra le braccia quella vita è esistita davvero. Un attimo prima Giada era una persona, un attimo dopo un'altra completamente diversa, e per sempre: una madre. Da quel giorno ha studiato tutti i manuali esistenti in commercio, ha ascoltato ogni consiglio, ha parlato con medici e ostetriche. Affinché Mya, il suo dono più prezioso, fosse al sicuro, protetta, amata. Eppure non sempre tutto andava com'era scritto in quei libri. Ed è stato allora che ha capito una grande verità: non esistono regole, leggi, verità assolute, dogmi imprescindibili. Il mestiere di madre si fa ogni giorno, si impara sul campo accettando l'imperfezione e fidandosi del proprio istinto.
Meraviglioso!

Ebbene sì, non pensavo sarebbe mai accaduto: ho letto un libro che parla di maternità e non mi sono depressa dopo le prime righe. Non fraintendetemi: io provo il desiderio di diventare madre, un giorno. Ciò che c'è di deprimente in certi romanzi è il modo in cui la maternità viene trattata: non voglio generalizzare, se mi seguite sapete che non mi piace mai farlo, ma nella maggioranza dei casi il tema "maternità" viene trattato in soli due modi, il rifiuto totale e il rincoglionimento da mamma che aspettava il miracolo.

Quando ho deciso di partecipare a questo review party, l'ho fatto in modo impulsivo: ho accettato e basta, per poi guardare bene il monitor del pc e chiedermi "ma perché, Lucrezia, perché??". Ebbene, sono orgogliosa di dire che ho fatto una scelta azzeccatissima.

Il romanzo si apre con alcune citazioni: in queste citazioni è racchiuso lo spirito del libro, esilarante, realistico, quasi troppo terra terra per l'argomento, direbbero certe persone. Eppure il tema della maternità è trattato in modo reale, non è avvolto da una spruzzata di cipria rosa, è vero, sentito. Mi ha ricordato alcuni post di Chiara Cecilia Santamaria (la blogger di http://machedavvero.it/, se non la conoscete vi consiglio di dare un'occhiata). Ho ritrovato in questo romanzo tutte le paure e tutte le domande che io stessa di quando in quando mi pongo quando penso al mio futuro erede al trono. Giada Sundas è schietta, pur non rinunciando alla poesia del momento.

So che voi siete abituati alle mie recensioni chilometriche, ma in questo caso non so cosa aggiungere: il libro è bello, semplicemente bello. Ben scritto, senza refusi, con immagini evocative e piacevolissime. Questo è uno di quei libri che fa piacere tenere in mano: io li definisco libri sodi perché già solo il fatto di toccarli ti fa sentire bene.

In queste ultime settimane mi è capitato di riflettere molto sulla maternità. Sono stata alla festa del primo compleanno della figlia di una coppia di amici, poi dopo qualche giorno un'altra mia amica mi ha detto di essere incinta, mentre un'altra coppia di amici anche se non lo dice so che sta provando ad averne. Di conseguenza è stato inevitabile per me riflettere sul tema della maternità, di cosa significa per le donne e gli uomini diventare genitori. Personalmente trovo che la genitorialità non debba avere distinzione di genere e di orientamento sessuale e infatti mi sono concentrata su altro: in questo periodo la mia riflessione è stata su cosa fisicamente fa all'utero femminile avere un figlio. In questo libro l'autrice è riuscita a farmi dimenticare tutte quelle che io considero brutture (dilatazione, doglie, sangue... bleah) e a farmi concentrare su tutto il resto: i problemi tecnici, le buffe situazioni in cui ci si può trovare, anche la gioia di diventare madre, le paure (ho in mente la scena dell'ecografia, quando c'è la paura che il feto possa avere qualcosa che non va).

Bellissimo il passaggio dal prima al dopo: dall'attesa al post parto. Giada Sundas, come dicevo, non ha peli sulla lingua. Il bellissimo "dialogo", se così posso dire, tra la madre che tenta disperatamente di far mangiare la figlia e la bambina che in tutta risposta piange come un aquilotto è emblematico di tutto quello che ci si deve aspettare, un misto tra "ti amo più di tutto" a "perché l'ho fatto".

Le mamme ribelli non hanno paura è uno di quei libri che non possono essere letti in qualsiasi momento. Ci sono persone a cui, per il loro carattere e per il periodo che stanno affrontando, non mi sentirei di consigliare la lettura di questo libro. E tuttavia è un libro che si dovrebbe leggere prima di avere un figlio, prima di cercare di averne uno o prima di partorire.

La mia recensione è finita, ma come vi avevo anticipato su Facebook qui sotto trovate un form da compilare per vincere *rullo di tamburi* una copia cartacea di Le mamme ribelli non hanno paura tutta per voi! Mi raccomando, seguite le istruzioni in ogni parte! In più, se vi fa piacere, saremmo curiose di sentire la vostra risposta a una domanda: "Le storie ascoltate la prima volta in braccio alla mamma non saranno mai completamente dimenticate." Qual è il ricordo più bello che avete con la mamma?

In bocca al lupo a tutti i partecipanti, vi aspetto nei commenti qui sotto per leggere le vostre risposte!

a Rafflecopter giveaway

E non perdetevi le altre recensioni! Ecco l'elenco dei blog che partecipano:

giovedì 11 maggio 2017

SEGNALAZIONE | "Lontano da te" di Romina Casagrande

Buon giovedì, lettori e lettrici! Mentre voi leggete questo post al sicuro nei vostri letti, io sto affrontando un temibile esame *suono di tuoni in sottofondo*
Per sentirmi meglio e per farvi compagnia, vi segnalo un romanzo che già dalla copertina mi ispira moltissimo: Lontano da te di Romina Casagrande, edito da Arkadia Editore, in cui l'autrice unisce la passione per gli studi storici a quella per l'arte (praticamente la mia anima gemella: Romina, concedimi la tua mano!).

Lontano da te
di Romina Casagrande
Ed: Arkadia Editore - 200 pagine
Brossura: 16 euro

Sofia vive a Londra. A vent’anni sa di aver conquistato tutto ciò per cui ha lottato: il ragazzo che ama, il lavoro dei sogni, un nuovo presente in una città piena di luci. Ma tra le pagine del suo diario è nascosta una fotografia, che porta ancora addosso il profumo della sua Toscana e l’odore del mare. L’unico filo che la lega alla notte da cui è scappata e che ha cercato di dimenticare. Sul retro, dietro l’immagine di una ragazza dai lunghi capelli rossi, una poesia di Elizabeth Siddal, la modella del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti, alla quale il volto della fotografia somiglia in modo sorprendente. Sofia riguarda l’immagine della ragazza. Pensa a quanto siano diverse, eppure simili, lei e Bianca. Simili e diverse come lo sono due sorelle. Il mondo dorato in cui Sofia fluttua è tuttavia fragile e ingannevole come i sogni. E sarà una nuova ferita a costringerla ad aprire gli occhi e a guardare dentro se stessa per fare i conti con il passato. Una scommessa la riporterà in Toscana, nell’amata Siena, dove vive Bianca. Ed è a lei che Sofia pensa per comporre in fotografia il suo quadro vivente, la trasposizione dell’Ofelia di Millais, interpretata, nel quadro originale, dalla bellissima e triste Elizabeth Siddal. E sarà qui, al B&B Peonia, che la sua strada incrocerà quella del vecchio e misterioso Moses. Cosa li lega al quadro di Millais e quale destino li ha condotti al Peonia, dove non si arriva mai per caso? Mentre nei ricordi si svela la storia di Moses, Sofia torna a vivere il suo passato dal punto in cui lo ha lasciato. Per riprendersi la sua vita. Per riconquistare la fiducia di Bianca. Ma non sarà facile. Dovrà prima affrontare i propri demoni e, finalmente, raccontare la verità sulla notte che le ha unite e divise, forse per sempre.

Romina Casagrande è nata a Merano nel 1977. Quando non indossa le vesti dell’insegnante di scuola media, cerca di tenere a bada l’irrefrenabile bisogno di scrivere. Le sue storie nascono da tre grandi passioni: le leggende e tradizioni della sua regione, il fantastico e la storia dell’arte. Ama la natura e i cani, soprattutto la sua cockerina Eclypse, ma non ha ancora deciso se trasformarla in un personaggio. Il suo sito ufficiale è: www.rominacasagrande.com, ma potete trovarla anche sulla sua pagina Facebook.

In più, se già conoscete l'autrice e non avete mai abbastanza delle sue parole o se volete conoscerne lo stile, a questo indirizzo potete scaricare in forma completamente gratuita il suo racconto fantasy Appuntamento con demone, ispirato alle leggende del Trentino Alto Adige.

mercoledì 10 maggio 2017

SEGNALAZIONE | "Amore dietro le quinte" di Ilenia Bernardini

Buongiorno, miei cari lettori! In questo assolato non troppo piovoso mercoledì vi voglio segnalare l'uscita di un romance che potete trovare in vendita da questa mattina: Amore dietro le quinte di Ilenia Bernardini, edito da Butterfly Edizioni.


Amore dietro le quinte
di Ilenia Bernardini
Ed: Butterfly Edizioni
Ebook: 2.99 euro - Cartaceo: dal 7 giugno

Blair Monroe, eroina delle figuracce, crede nel destino, nelle favole e nella magia. È un'inguaribile romantica, nonostante sia stata ferita in passato e molto dedita al suo lavoro di sceneggiatrice. La sua monotonia viene scossa dall'incontro con Chuck Sinclair, uno scrittore di successo, tanto bello quanto arrogante. Costretta dalle circostanze a lavorare al suo fianco, non perdono un attimo per punzecchiarsi e discutere, pronti a odiarsi e a farsi la guerra. In una lotta senza esclusione di colpi, anche testa e cuore si dovranno affrontare... Lui è abituato a un altro tipo di donna. Lei non si fida di quelli come lui. Insieme prendono fuoco facilmente e non solo per le discussioni... Come nelle storie che scrive, Blair sta aspettando il bacio che farà svegliare il suo cuore addormentato da troppo tempo. La posta in gioco è molto alta. Varrà la pena lasciarsi andare ai sentimenti e alla passione? E cosa succede se, proprio mentre i due hanno la possibilità di conoscersi meglio, si intromettesse Seth, un uomo affascinante e raffinato? Sapranno testa e cuore mettersi d'accordo al momento giusto?

Ilenia Bernardini nasce a Rimini l'11 ottobre 1988, ma vive in provincia di Pavia con suo marito Marco e due cani. Ha iniziato ad appassionarsi alla lettura fin da piccola, diventando presto una divoratrice di libri. Da ottobre gestisce un blog letterario con due care amiche, il Pretty in Pink Blog Letterario. Ama i romanzi a lieto fine, da eterna romantica qual è. Dopo aver aiutato come lettrice beta altre giovani autrici, ha deciso di mettersi alla prova con la scrittura. Amore dietro le quinte è il suo primo romanzo pubblicato. La sua pagina ufficiale è consultabile a questo link.

domenica 7 maggio 2017

RECENSIONE | "Q" di Luther Blissett

Ciao, piccoli e piccole readers, e buona domenica! Oggi qui sul blog mi lancio nella recensione di Q, del collettivo Luther Blissett (che in realtà ha modificato il proprio nome in Wu Ming), edito in Italia da Einaudi.


Q
di Luther Blissett
Ed: Einaudi - 692 pagine
Brossura: 12.75 euro

Anno Domini 1555.
Sopravvissuto a quarant'anni di lotte che hanno sconvolto l'Europa, un eretico dai mille nomi racconta la sua storia e quella del suo nemico, Q. Predicatori, mercenari, banchieri, stampatori di libri proibiti, principi e papi compongono l'affresco dei tumultuosi anni delle guerre di religione: dalla Germania di Lutero, al regno anabattista di Münster, all'Italia insidiata dall'Inquisizione.
"Q" è l'esordio narrativo del rivoluzionario collettivo ora noto come Wu Ming.
 
Molto bello!

Devo confessare, prima di cominciare, che la genesi di questa recensione è stata un caos totale. Ora mi spiego meglio, cercando di esprimermi con ordine logico.

Sono una moderata fan del collettivo Wu Ming: non di tutti i loro lavori, non ho letto ogni loro opera, ma quelle che ho letto mi hanno sempre conquistata fin dai primi capitoli. Perciò, quando ho cominciato a leggere Q, mi aspettavo di provare la stessa sensazione dei romanzi precedenti. Dopo le prime 100 pagine di lettura, però, ho bollato questo romanzo come un passo falso. Ho continuato a ripetermi che Q è un romanzo d'esordio, ma ogni volta che me lo dicevo mi veniva anche in mente che i membri del collettivo non erano di primo pelo nemmeno nel '99 quando il libro uscì nella sua prima edizione. In altre parole: esordio sì, ma fino a un certo punto. Questa consapevolezza ha continuato a prendermi a martellate il cervello per tutta la prima metà del libro (quindi più di 300 pagine) ed ora vi spiego cosa c'era di disturbante.

Una bella cosa dei libri di Wu Ming è la loro capacità di utilizzare un linguaggio e un panorama di immagini adeguate. "Adeguate" è la parola migliore per descrivervi ciò che intendo. Molti rimproverano loro di usare un lessico troppo forte: beh, ma veramente credete che parolacce e bestemmie non esistessero nei secoli passati? Lasciate che vi dica che volavano madonne peggio di oggi. Idem per le immagini: leggetevi l'Aretino o qualche poesia ludica del primo Rinascimento e vediamo quanto fossero casti e puri gli uomini del tempo. In Q questa cosa però sfugge completamente di mano. In un romanzo, gli stili e i registri devono essere adeguati, appunto, ai personaggi che li usano. Che lo stesso personaggio parli come uno scaricatore di porto (col massimo rispetto per la categoria) e dopo poche pagine si lanci in una poetica e aulica descrizione di un idillio personale non ha alcun senso. Non importa quante identità assuma il personaggio in questione (e a tal proposito vi rimando al paragrafo sul protagonista, poco più sotto), è una cosa che non si può vedere.

Inoltre, pur essendo un romanzo piuttosto corale, non posso credere che il protagonista dai molti nomi si trovi (guarda un po'!) sempre al centro dell'azione per non uno, non due, ma trenta lunghi anni. Capisco la volontà di inserire il protagonista in tutta quella che è la vicenda attiva di questo periodo ricco di eventi, ma che sia ovunque in ogni momento è tanto improbabile quanto inquietante.

Una nota molto positiva è il personaggio di Q, il modo in cui viene gestito. Arriviamo a conoscerlo in negativo, nel senso che ci facciamo un'idea di lui attraverso le parole di un altro. Questo, naturalmente, prima di leggere i capitoli che riguardano il suo diario, ma resta comunque un modo molto piacevole e raro di presentare quello che è in effetti uno dei personaggi principali. Il lettore lo conosce di riflesso ed è una tecnica che mi piace molto.

Un altro aspetto positivo è il fatto che il protagonista abbia molti nomi, molte identità diverse, al punto che per il lettore diventa difficile capire quale di questi nomi sia effettivamente il suo. Personalmente (e spero di non fare spoiler, nel caso saltate al paragrafo successivo), mi piace immaginare che il suo vero nome sia quello di Tiziano, che altro non è se non il teologo realmente esistito Tiziano da Ceneda, già misterioso di suo e quindi perfettamente aderente con il nostro personaggio principale. Gli autori si dimostrano molto abili (e anche per questa loro ovvia abilità non posso perdonare loro gli strafalcioni di cui sopra) e mi fanno capire quanto abbiano lavorato su questa storia. Gestire un personaggio così non è semplice e per questo sono ammirata.

Un punto a favore sono le ambientazioni, ma questa è sempre stata la cosa che mi attrae di più dello stile di questo collettivo. Con poche parole sanno fotografare un luogo e sanno come far arrivare l'immagine al lettore. In questo caso nel romanzo c'è molto movimento (bellissimi i capitoli a Venezia e in Turchia, veramente evocativi) e le descrizioni sono ben dosate, ben scritte e immediate. Mi sono quasi vista camminare al fianco dei personaggi. Davvero un bellissimo lavoro sotto questo aspetto, non c'è che dire.

Nel complesso, sebbene come ho detto prima non sia rimasta pienamente soddisfatta sotto vari aspetto, è un libro molto, molto bello. Mi spiego: cosa deve fare un romanzo se non lasciare una traccia nel lettore? E la traccia, Q la lascia ampiamente. Nell'insieme, pensandoci a freddo dopo aver concluso la lettura da qualche giorno, il libro è semplicemente bello. Non un capolavoro, non un faro nella notte, ma bello. Mi ha emozionata. Nei capitoli finali ero molto attenta, molto presa dalla trama e dai suoi sviluppi. So che può sembrare un controsenso visto ciò che ho detto all'inizio, eppure il romanzo mi è piaciuto: è una consapevolezza maturata nel corso della lettura. Q è uno di quei libri a cui devi dare un po' di tempo, ma per i quali ne vale la pena.

Non posso dare cinque cuori pieni, ma quattro non glieli leva nessuno.

sabato 6 maggio 2017

SEGNALAZIONE | "Dorian e la leggenda di Atlantide" di Demetrio Verbaro

Buongiorno lettrici e lettori! Buon sabato! Come passerete il week end? Io ho in programma non una, ma due grigliate con gli amici, spero che il clima regga. Nel frattempo, se foste alla ricerca di una piacevole lettura, vi segnalo l'uscita di Dorian e la leggenda di Atlantide, scritto da Demetrio Verbaro e edito da Pubgold.


Dorian e la leggenda di Atlantide
di Demetrio Verbaro
Ed: Pubgold - 134 pagine
Ebook: 1.99 euro - Brossura: 12.00 euro

Atene 399 a.C.
Il filosofo Socrate è stato condannato a morte. Il suo ultimo desiderio, esaudito, è quello di trascorrere la notte prima dell’esecuzione insieme all’amico e discepolo Platone. Prima di morire vuole confessargli un segreto che ha tenuto nascosto per tutta la vita, custodendolo gelosamente.
"Quale segreto, maestro?".
"La leggenda di Atlantide!". L’indomani Socrate morì con l’anima purificata, sereno.
Ma perché era così importante tramandare quella storia? Cosa era successo di così terribile e sconvolgente in quell’isola prima che s’inabissasse per sempre sul fondo dell’oceano?
Demetrio Verbaro nasce a Reggio Calabria il 14 dicembre 1981 ed è padre di tre figli: Thomas, Riccardo e Dorian. Grande appassionato di cinema, letteratura e sport, "Dorian e la leggenda di Atlantide" è il suo quinto romanzo. Dalla sua opera d’esordio "Il carico della formica" è stato tratto l’omonimo cortometraggio che lo vede impegnato come attore e sceneggiatore.

venerdì 5 maggio 2017

BLOGTOUR | RECENSIONE | "7 giorni" di Pablo Cerini

Ciao a tutti, piccini e piccine! Bentornati sul blog! Se mi seguite su Facebook sapete che è in corso un Blogtour dedicato a 7 giorni di Pablo Cerini. Oggi è il mio turno e vi propongo la recensione del romanzo, che ci è stato inviato dall'autore per questo evento.


7 giorni
di Pablo Cerini
Ed: Self Publishing - 190 pagine
Ebook: 2.99 euro - Brossura: 9.90 euro

La vita li ha fatti arrivare stanchi al momento della verità, ma invece il destino li chiama ad essere pronti. In gioco c'è tutto. La carriera. L'amore. Il senso di tutti i giorni spesi fino ad ora. Come si è giunti a qui? Sono passati giorni. 7, per la precisione. 7 giorni in cui tutto poteva essere ripensato e riscritto. Ma l'abitudine e la noia hanno avuto il sopravvento. Poi sarà troppo tardi per svegliarsi. Adesso, accanto a lei. Credevo che si fosse seduta al tavolo da gioco già sconfitta in partenza. Spesso sopravvaluto la mia capacità di capire le persone. E adesso è troppo tardi per il rewind. Siamo in tre sul bordo del precipizio.
E uno di noi deve cadere.
 
Buono, non male

Dunque. Questo libro non è stato semplice da analizzare: se lo avessi letto senza doverne fare una recensione probabilmente sarebbe stato più semplice, ma dovendolo destrutturare per capirlo meglio ci ho messo parecchio tempo: forse troppo, considerando il numero esiguo di pagine.

Voglio partire con la parte più semplice e parlarvi della forma dell'ebook. Quello che ho ricevuto, se è effettivamente quello definitivo, va rivisto: l'impaginazione è come se non esistesse, il testo non è neppure giustificato. Le "E" maiuscole non sono accentate, ma apostrofate. Pur trattandosi di un aspetto che non riguarda la trama, è comunque una parte fondamentale della produzione libraria: l'editing, la composizione del libro (anche in formato ebook, sia chiaro) e tutta la parte "visiva", estetica diciamo, sono fondamentali per un romanzo destinato alla vendita. Per quel che riguarda la parte non contenutistica, quindi, c'è da lavorare molto per migliorarlo. So che a volte sembro brutale in questi giudizi, ma sono cose che bisogna controllare. Spero che quella che mi è stata inviata sia la stesura non definitiva, in quel caso ci sarebbe una scusante; in caso contrario Cerini avrà da lavorare, e molto.

La trama è interessante: non nego che mi abbia presa, Cerini sa essere incalzante e sa interessare attraverso alcune immagini molto evocative. Tendenzialmente non leggo storie di questo genere per una questione di gusto personale, che quindi non è per forza condivisibile, però ammetto che qualcosa mi ha trasmesso. L'ho letto lentamente, non tutto d'un fiato, proprio perché volevo analizzarlo bene, e me lo sono goduto abbastanza. Una volta superata la fatica di dover leggere i nomi dei personaggi solo come lettere puntate (esempio: F. sta guidando, L. sta pensando...), che è una scelta buona come un'altra ma che purtroppo rallenta il ritmo, la trama è piacevole. Purtroppo non sopporto il protagonista, diciamo che se lo conoscessi nella vita reale non saremmo esattamente migliori amici perché uno che imposta la sua vita su quello che piace agli altri e non a se stesso mi sembra un bel cretino, ma a suo modo anche lui mi ha trasmesso delle sensazioni.

Lo stile è stata la parte più ostica da giudicare. Diciamolo, tutti noi usiamo un linguaggio scurrile di quando in quando, quindi non è stato certo l'uso frequente di parole forti a infastidirmi. Anzi, lo trovo realistico, perché tutti ogni tanto usiamo qualche intercalare poco educato. Come forse sapete se mi seguite da un po', sono una grande fan di Welsh e come tale se mi disturbassero le parolacce sarei un po' incoerente. Qui, però, Cerini mi ha portata all'esaurimento. Arrivata alla fine del libro mi ero, per usare il suo stesso linguaggio, "rotta il cazzo". Sembra che ci sia un'ossessione, una vera dipendenza da parole, immagini e azioni volte solo a voler impressionare il lettore con un atteggiamento da "guardami come sono vissuto". Mi dispiace, non voglio sminuire le capacità di questo autore perché l'abilità c'è tutta, ma penso onestamente che la cosa gli sia sfuggita di mano.

Interessanti sono anche le tematiche: per una rassegna più specifica potete leggere il post di Sara, perciò eviterò di scendere nel dettaglio perché non è compito mio. Trovo comunque che molte di esse siano affrontate in modo corretto, Cerini permette di capire il suo punto di vista senza tuttavia diventare malizioso nelle sue opinioni. Ha idee molto decise, il che mi piace sempre in un autore, e le esprime con chiarezza senza però offendere il proprio pubblico. Bravo, Cerini.

Nel complesso voglio dare a 7 giorni tre cuoricini su cinque, perché mi rendo conto che l'autore sia in grado di produrre ottimi testi e voglio quindi premiare queste capacità; ciò detto, trovo che questo particolare romanzo vada migliorato e rivisto, possibilmente con l'aiuto di un editor professionista.

Se siete arrivati a leggere fino a qui, vi lascio dunque qui sotto il form per partecipare al Giveaway! Ricordate, in palio ci sono cinque copie cartacee del romanzo: divertitevi e, se lo leggerete, fatemi sapere cosa ne pensate, mi piace sempre confrontarmi con voi lettori!

Le regole sono semplici:
  1. commentare ogni tappa del BT specificando il vostro indirizzo email, in modo da essere sicuri di venire contattati
  2. compilare il form sottostante in tutte le sue parti
  3. diventare follower dei blog e delle rispettive pagine Facebook
  4. condividere il post taggando almeno 3 amici
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Infine non dimenticate di fare un giro per le altre tappe del BT:
  • su Hook a Book, Silvia vi presenta il BT e l'Incipit del romanzo
  • su Pretty in Pink, Ilenia si occupa dell'intervista all'autore
  • su Il mondo oltre un libro, Annie vi propone una rassegna delle ambientazioni
  • su La casa dei libri di Sara, Sara vi fa un'analisi delle tematiche del libro
  • su Non solo libri, Irene vi suggerisce 5 buoni motivi per leggere il romanzo
  • infine, su Nel cuore dei libri, Paola vi rivela alcuni estratti e infine proclamerà il vincitore!

mercoledì 3 maggio 2017

Spotlight on... #2 - Orhan Pamuk

Rubrica a cadenza casuale inventata da me in cui propongo
un autore su cui fare un breve focus.

Ciao a tutti, lettrici e lettori! Bentornati e bentrovati! In questo mercoledì di inizio maggio voglio presentarvi il secondo appuntamento con Spotlight on... dandovi qualche informazione su un autore che di recente è entrato nella mia top ten: Orhan Pamuk.

Ho conosciuto Pamuk al liceo: la nostra prof di letteratura inglese ci diede un brano tratto da The museum of innocence (in italiano: Il museo dell'innocenza) da leggere per una comprensione del testo. Devo confessare che non mi innamorai subito del suo stile, c'era qualcosa in quel testo che mi sembrava mortalmente noioso. Nel frattempo passarono tre anni e mi iscrissi all'università, dove conobbi una ragazza (ciao Anna!) il cui fidanzato è nato e cresciuto ad Ankara e adora Pamuk. Me ne parlò talmente bene che decisi di dargli un'occasione.
Non mi sono ancora pentita della mia decisione.
Pamuk, con questa sua aria da catechista allegro e compagnone, è una tra le più brillanti menti con cui sia mai entrata in contatto. I suoi romanzi sono carichi di energia, di potenza, ma anche di grande dolcezza e capacità di comprensione. Il suo primo romanzo, Il signor Cevdet e i suoi figli, attraversa tre generazioni ed è una saga familiare: già questo suo romanzo di esordio vale tanto oro quanto pesa.

Pamuk nasce nel 1952 ad Istambul; la sua famiglia è benestante e il giovane Pamuk frequenta il liceo americano Robert College. In seguito si iscrive all'università, ma la abbandona dopo tre anni per dedicarsi completamente alla letteratura. Si laurea in seguito, nel 1977, in Giornalismo. Divorziato e con una figlia, Pamuk è visiting scholar negli Stati Uniti fino al 1988 e premio Nobel per la letteratura nel 2006.
Pamuk, che fin da Neve (2002) si occupa anche di temi politici nei suoi scritti, viene incriminato nel 2005 per aver dichiarato come "genocidi" i massacri ai danni degli armeni e dei curdi (Prima Guerra Mondiale): il governo turco proibisce di definire tali eventi come "genocidi" e Pamuk viene processato per vilipendio all'identità nazionale. In seguito la causa viene sospesa, ma non senza conseguenze. Nel 2007 viene minacciato di morte da uno degli attentatori di Hrant Dink, giornalista armeno ucciso per le strade di Istanbul nello stesso anno; a seguito di questo evento, Pamuk fa la spola tra Turchia e Stati Uniti.
Ho intenzione di rileggere i romanzi che già conosco e di approfondire quelli che non ho mai letto. In particolare, sono molto curiosa di leggere Istanbul, un saggio autobiografico in cui la vera protagonista è la malinconia, lo hüzün, che secondo Pamuk affligge da ormai un secolo gli abitanti di questa città, da molti definita "il crocevia del mondo" ed ora in netta decadenza rispetto alle glorie passate. In Istanbul c'è tutto Pamuk.

Il suo ultimo romanzo, La donna dai capelli rossi, è uscito da poche settimane per Einaudi.


martedì 2 maggio 2017

RECENSIONE | "Arma Infero - I cieli di Muareb" di Fabio Carta

Ciao bellini! Bentornati sul blog per una nuova recensione: questa volta torniamo tra le parole di Fabio Carta, già conosciuto grazie a Il Mastro di Forgia, primo capitolo della serie Arma Infero, di cui qui trovate la recensione. Oggi voglio parlarvi del secondo capitolo della serie: I cieli di Muareb, della Inspired Digital Publishing nel 2016.


Arma Infero - I cieli di Muareb
di Fabio Carta
Ed: Inspired Digital Publishing
Ebook: 1.99 euro

Lakon e Karan sono divisi. Karan, con l’amata Luthien, si trova a sud nell’esotica e rigogliosa Gargan mentre Il Mastro di Forgia prosegue la sua ricerca nelle remote lande boreali. Pur così lontani i nostri protagonisti vedranno intrecciarsi nuovamente le loro storie, sullo sfondo di una guerra civile dove la furia cieca dell’uomo scatena il potere di nuove e terribili armi. Contro questa barbarie la cavalleria coloniale è costretta ad evolversi, crescendo e diventando qualcosa di diverso e migliore. Tra intrighi e lotte interne, solo grazie a Lakon e alla sua arcana sapienza la Falange potrà trovare la forza di levarsi sopra le bassezze e i tradimenti del nemico. Su in alto, fino a solcare i cieli di Muareb.
Molto bello!

I cieli di Muareb è un volume che deve per forza essere letto dopo il primo: non può stare da solo, dal momento che riprende la narrazione nel momento esatto in cui è stata interrotta alla fine di Il Mastro di Forgia. So che a molti questa tecnica crea fastidi: non capisco perché, una saga va sempre presa nella sua interezza e Arma Infero non fa eccezione. In più, avendo letto il primo volume da poco, sono stata contenta di trovare pochi riassunti della puntata precedente: se c'è una cosa che mi infastidisce è proprio quella, sono cose che so già e voglio andare avanti, non serve un recap se si conosce il primo libro.

Se vi ricordate, una cosa che avevo ampiamente criticato (forse troppo, mea culpa) del primo libro è il linguaggio, lo stile utilizzato: non sto a dilungarmi di nuovo, vi rimando di nuovo alla recensione di Il Mastro di Forgia. In questo secondo volume della serie, Carta cambia registro: approdiamo qui ad un linguaggio più "rilassato", se mi passate il termine, meno aulico e meno pomposo, molto meno pretenzioso. Spulciando in rete qua e là, ho notato che erano stati in molti a muovere questa critica a Carta: non so se questo cambio di stile sia voluto o se sia derivato da una presa di coscienza di quanto hanno detto i lettori; in entrambi i casi non posso che fargli i complimenti perché cambiare stile è difficile, è come cambiare accento: non è un cambiamento da poco, né è alla portata di tutti e Carta è stato in grado di farlo. Non posso che alzare un calice e stringerli la mano.

Anche qui le tematiche sono abbastanza profonde: su tutto si stende un velo di pessimismo distopico, ma Carta per tutto il volume pone interrogativi e temi che vanno dalla scienza alla fede, dal sociale al personale. L'unico appunto che posso fare, ed è il motivo per cui non posso dare al libro un punteggio pieno, è che queste dovrebbero essere riflessioni a cui dare un certo spazio, mentre Carta le rende dei trattati troppo lunghi per essere fruibili.

A differenza del primo volume, dove azione e descrizione si alternavano come in un'altalena, qui l'azione vera e propria è concentrata in un unico, macroepisodio: la battaglia di Azin, uno scontro molto ritmato, ben giocato se così si può dire, dal momento che tiene ancorati alla lettura fino alla fine, letteralmente con il fiato sospeso. Un'ottima scena, ben fatta, pen pensata e ben scritta, in cui Carta dimostra tutto il suo potenziale.

Un taglio in più dato al romanzo, sempre rispetto al primo (ma i paragoni sono inevitabili), è quello più propriamente "familiare": ci troviamo davanti a scene molto meno epiche (o che vogliono esserlo) ma molto più vicine ai lettori. Vita di coppia, matrimonio, vizi personali dei personaggi, discussioni... sono queste le scene in cui il lettore può immedesimarsi, servono da ancora e da ponte di passaggio tra il lettore e le grandi vicende. Come si potrebbe capire il pathos della distruzione dell'Anello se non riuscissimo a sentirci piccoli e soli come Frodo e Sam? E qui è la medesima cosa, Carta conferisce una dimensione "umana" e per certi versi "piccola" ai suoi personaggi, una dimensione che deve esistere per capirli.

La conclusione del romanzo è piuttosto aperta: vengono chiuse alcune porte, ma altre vengono lasciate del tutto spalancate, il che mi fa pensare che si possa presto leggere un altro capitolo di Arma Infero. Personalmente lo spero, perché entrambi i volumi mi sono piaciuti, Fabio Carta ha innumerevoli potenzialità e mi ha dimostrato di poter migliorare di pagina in pagina. Spero di poter leggere quanto prima altri suoi scritti! Nel frattempo voglio dare a I cieli di Muareb quattro cuoricini su cinque, del tutto meritati!