domenica 16 luglio 2017

INTERVISTA | Alessandra Zengo

Buona domenica lettori! Bentornati sul blog! Oggi voglio isollevarvi un po' il morale dal caldo con un'intervista fresca ad Alessandra Zengo (http://www.alessandrazengo.com/), editor professionista, che ha da dirci la sua riguardo il suo settore lavorativo.
- Ciao, Alessandra! Benvenuta, è la prima volta che ospitò un editor e sono un po' emozionata!
Allora l'onore è tutto mio per essere la prescelta! Grazie per l’invito, Lucrezia.

- Cominciamo dalle fondamenta. Quale percorso formativo hai seguito per arrivare dove sei adesso? Hai frequentato corsi particolari?
Nessun corso. Ho imparato da autodidatta e, anche quando ho cominciato a lavorare per le case editrici, ho semplicemente applicato quello che già sapevo fare. I corsi vanno bene per avvicinarsi al mestiere, conoscere altre prospettive e persone che vogliono fare lo stesso, o l’hanno già fatto, ma non dispensano l’allievo dallo sbattere il proprio cervello sulle cose da correggere sul serio, e non come esercitazione. Una persona non può capire se l'editing le piace o meno, e se c'è portata, se non si mette a farlo. Niente scorciatoie.

- Come hai capito che il mondo dell'editoria era la tua strada? C'è stato un momento, da ragazzina, in cui hai detto "Io voglio essere parte di quel mondo"?
No, da ragazzina volevo fare tante cose, ma non l’editor, anche perché non sapevo cosa fosse. Sono entrata nel mondo editoriale per caso, senza cercarlo. Mi sono trovata bene, nonostante le difficoltà, e sono rimasta. Non c'è stata nessuna chiamata, o illuminazione sulla via di Damasco.

- Sul tuo sito personale (http://www.alessandrazengo.com/) hai spesso ribadito come un editor non sia correttore di bozze né agente letterario. Hai mai avuto ripensamenti sulla tua figura lavorativa, pensando di cambiare orientamento?
Ripensamenti sì, ma non perché volessi fare l’agente letterario o il correttore di bozze. L'editing è un lavoro difficile, che richiede molto impegno, dedizione, energie, intelligenza. Non si possono mettere le mani sugli scritti altrui se non si è sempre consapevoli di quello che si sta facendo. Non si può agire con leggerezza, o a tentativi. Questo è quello che spesso cerco di "insegnare" ai miei clienti: che ogni singola parola è fondamentale, e necessaria, e non va trascurata nel flusso della narrazione. Le scelte linguistiche devono essere consapevoli. Ho dovuto ripensare la mia attività perché nel 2015 è cominciato il mio sodalizio con Chiara Chinellato, da cui è nato il progetto di The Sign of the Two (www.thesignofthetwo.com)*, dedicato a branding e marketing, e perché negli ultimi anni mi sono dedicata molto di più a consulenze e comunicazione digitale. Insomma, sono un'editor che non corregge solo libri.

- Spesso chiacchierando con gli autori e soprattutto con i lettori emerge l'argomento "editoria=bestia di Satana". Secondo te, perché a molti il mondo editoriale fa paura? Sembra un vero mostro dall'esterno: tu che ne pensi? 
Perché non lo conoscono, e le cose che non si conoscono fanno paura. E non è che l'editoria sia tutta rose e fiori, però cerco di non far parte della schiera di persone che, pur lavorando nel settore, consigliano agli altri di non entrarci perché è bruttissimo, piccolo, con tendenze schiaviste. Un po' ipocrita, no? Se una persona ha davvero una passione per questo mondo, per i libri, e per chi li scrive, perché non dovrebbe provarci? In questo momento l’editoria ha bisogno di gente brava. Molto brava.

- Un consiglio per chi voglia seguire le tue orme?
Lavorare tanto, bene, e sempre al meglio delle proprie possibilità. No excuses. Avere pazienza, tanta, ma non lesinare nell'impegno. Essere costanti, anche quando sembra difficile. Avere fortuna (e lo dice una che è abbonata alla sfiga da quando è nata).

- Ti ringrazio infinitamente per il tuo tempo, è stato un vero piacere averti qui!
Grazie a te!

*il link al sito sarà di nuovo attivo nel corso della prossima settimana.

domenica 9 luglio 2017

RECENSIONE | "Radica" di Lune

Buona domenica, lettori! Oggi voglio chiudere la settimana con una recensione di un romanzo molto valido letto di recente su richiesta dell'autrice: Radica, un romanzo fantasy scritto sotto lo pseudonimo misterioso di Lune. Ecco cosa ne penso!

Radica
di Lune
Ed: Genesis Publishing - 384 pagine
Ebook3.99 euro - Brossura: 12.60 euro

Vi è una terra immaginaria i cui paesi sono detti Podestati. La morte di un Podestà, l’elezione del suo successore, la firma di un’importante convenzione commerciale e l’ombra di una potente e oscura droga fanno da sfondo all’intera trama e saranno all’origine di intrighi, menzogne, agguati, furti, rapimenti, scomparse misteriose, inseguimenti rocamboleschi, ricatti. Una storia corale che, come protagonisti, vede una donna forte, chiamata a guidare la successione e decisa ad ogni costo a rispettare un giuramento; una figlia rimasta orfana coinvolta nei giochi di potere tra mercanti e commercianti; bambini misteriosamente scomparsi; ribelli in lotta per la loro gente; donne votate a preservare la vita; un uomo che gli eventi chiameranno a fare i conti col passato ed esseri, forse mostri, capaci di mutare e farsi crescere le ali. Benvenuti nei Podestati!
Molto bello!

Mi sono molto entusiasmata per questo romanzo, all'inizio, per una serie di motivazioni. La prima è senza dubbio l'ultima frase della sinossi: quel "benvenuti nei Podestati" mi ha ricordato Into the Badlands e la parte sana del mio cervello per qualche momento si è crogiolata in bei ricordi. In secondo luogo, chiacchierando con l'autrice è saltato fuori che in origine il romanzo avrebbe dovuto svolgersi a Bologna (la mia Bologna *-*) in epoca podestarile (che io AMO). In tre parole: come non leggerlo?

Pur essendosi trasformato in un romanzo che vive e cresce in un mondo fantasy, non ha perso quei toni un po' foschi e "umidi" che io associo alla Bologna bassomedievale. Forse è stata una sensazione dettata dal mio inconscio, dal momento che conoscendo un po' di background in più forse mi sono lasciata trasportare, ma le sensazioni istintive che mi ha suscitato l'ambientazione sono state oltremodo positive. C'è qualcosa di moderno, nel mondo in cui ci porta Lune, che si mescola benissimo con le caratteristiche chiaramente medievaleggianti del fantasy puro. Quando ho letto che nel cielo di questo luogo esistono due lune, la mia mente ha preso un treno sola andata per Skyrim e mi sono sentita pienamente conquistata. Anche la presenza di una differente scansione del calendario è vincente, si richiama ai grandi capostipiti del genere fantasy pur con note nuove.

La trama a mio parere è bene intrecciata. Pur percependo durante la lettura che si tratta di un'autrice "giovane" dal punto di vista letterario, in Radica ci sono già le basi per affermare che Lune ha una grande capacità di creazione. Ci sono due piani narrativi: il primo riguarda Miri, la Reggente, e le vicende strettamente politiche che ruotano intorno a questo personaggio; il secondo ha un POV maggiormente corale e si intreccia intorno alla scomparsa di una giovane donna. L'idea del doppio intreccio è ottima: intanto rende l'idea di un mondo "ampio" pieno di personaggi che hanno a loro volta le loro vite, come d'altronde è anche la vita reale, e inoltre permette al lettore di non annoiarsi mai. Una delle grandi pecche di Eragon, ad esempio, è la monotonia del POV nel primo romanzo: se Eragon per caso ci stesse un po' sulle scatole, come è accaduto a me, saremmo vagamente costretti a sorbirci un POV che non ci fa impazzire. In Radica ciò non avviene e la moltitudine di personaggi rende la trama incalzante e interessante.

Per quel che riguarda gli Aku, vera innovazione nella storia, non sono sicura di quale sia il mio pensiero. Da un lato mi sono piaciuti, la loro presenza era quasi necessaria in un mondo che dopotutto prevede la presenza di creature dalle capacità o dall'aspetto "diverso". Dall'altro lato però penso che ci voglia ancora qualche spiegazione in più: essendo questo il primo volume di una serie, sono sicura che Lune saprà soddisfare la mia curiosità!

Infine qualche parola sullo stile: incalzante e piacevole. Lune usa un modo di esprimersi che "svecchia": pur richiamandosi nelle descrizioni a quella che è la tradizione di questo genere letterario, usa un linguaggio moderno e vivace, che rende la lettura molto scorrevole e soprattutto immediata.

In conclusione, quattro cuoricini su cinque! Non vedo l'ora di leggere i prossimi capitoli di questa serie! Vivamente consigliato agli amanti del genere fantasy, anche se non lo raccomanderei ai neofiti.

mercoledì 5 luglio 2017

SEGNALAZIONE | "I Dissonanti" di Ilaria Marsilli

Ciao amici lettori! Bentornati sul blog, oggi vi voglio segnalare l'uscita di un romanzo fantasy uscito a luglio: I Dissonanti di Ilaria Marsilli!

I Dissonanti
di Ilaria Marsilli
Ed: Auto Publishing - 436 pagine
Ebook: 2.99 euro (gratis con Kindle Unlimited) - Brossura: 17.68 euro

Dopo un incontro inaspettato in un tiepido pomeriggio di fine estate, Lisa, spinta da un irrefrenabile desiderio di trasgressione nei confronti della rigida autorità materna, esce di nascosto a tarda ora per recarsi a un appuntamento in un locale della periferia cittadina. Una volta rientrata nella sua abitazione, la ragazza trova però la dimora deserta. I suoi genitori paiono scomparsi nel nulla e la città stessa sembra sprofondata in un irreale silenzio. Ancora non sa che le strade sono perlustrate da individui pronti ad attentare alla sua vita e percorse da creature mostruose che si spostano, irrequiete e bramose, solo in attesa di incontrare suoi simili. Non ha idea dell’incubo in cui è precipitata, perché ancora non conosce la scissione.
Un fantasy paranormal romance che vi trascinerà in una realtà nella quale i protagonisti dovranno scontrarsi con le proprie debolezze e con i propri sentimenti. Un amore nato nelle circostanze più sfavorevoli. Un’avventura con in gioco il destino dell'umanità dove nulla è come sembra.

Ilaria Marsilli è grafica, pittrice, illustratrice. Laureata in lingue e civiltà orientali, è da sempre un'appassionata lettrice di libri e fumetti. Oltre al romanzo I Dissonanti è autrice della trilogia di Aili, che comprende Aili Destini Intrecciati, Aili Destini di Tenebra e Aili Destini Spezzati. Ha un sito web: https://www.ilariamarsilli.com/

martedì 4 luglio 2017

REVIEW PARTY + GIVEAWAY | "Introspettiva" di Serena Bilanceri

Buongiorno a tutti, lettori! Oggi il blog ospita un evento speciale: un review party del libro Introspettiva, di Serena Bilanceri, una raccolta di poesie in cui l'autrice si rivela. Ecco qualche dato del libro:

Introspettiva
di Serena Bilanceri
Ed: Self Publishing - 63 pagine
Ebook1.99 euro - Brossura: 6.99 euro

Introspettiva è la fotografia che l'autrice scatta a se stessa guardandosi allo specchio. Scatto dopo scatto si svela, spogliando l'anima da pesanti zavorre del suo vissuto e aprendosi al cambiamento e alle nuove sfumature dell'essere.
Così, nello stesso specchio, chiunque, osservandosi bene, potrà arrivare a vedersi. Introspettiva è quindi un'esortazione a leggere meglio dentro di sé e ad ascoltarsi di più per conoscersi, scoprirsi e accettarsi. Grazie all'accettazione, infatti, si può arrivare a quella consapevolezza che, nel tempo, ci porterà le giuste risposte.
 
Molto bello!
Cominciamo con una doverosa premessa: recensire un libro di poesie è come recensire il cielo. In altre parole: è difficile, difficilissimo dare un giudizio qualitativo ad una o più poesie. La poesia non è solamente una serie di parole in rima l'una a capo all'altra: ciò che un qualsiasi Keats o Catalano significano per me non sarà mai ciò che significano per altri lettori. La poesia è personale, inevitabilmente.

Ciò detto, a me Introspettiva è piaciuto. Ho amato molto il connubio tra immagine e parola, dal momento che l'autrice accompagna le sue poesie con quadri propri, dimostrando di essere quindi un'artista su più livelli. Mi ha ricordato in parte Rupi Kaur, che come sapete io amo moltissimo. La Bilanceri riesce a spaziare da una contemporaneità quasi straziante a richiami letterari di grandissimo valore, mettendo in risalto non solo la sua abilità con le parole ma anche la sua conoscenza del genere.

Certo, alcune poesie mi hanno colpito al cuore ed altre invece si sono fermate prima. Come sempre, con le poesie, è inevitabile rimanere colpiti da alcuni versi piuttosto che da altri. Mi sono sentita molto più vicina a Il labirinto, che mi ha fatta pensare ad alcuni momenti della mia vita e mi ha fatta riconoscere nelle parole, piuttosto che a Carezza o a Cuore. Nonostante ciò, mi sono sentita piacevolmente capita, compresa dalla Bilanceri, come se stesse parlando direttamente a me e non a una blogger tra tante.

Purtroppo questa mia recensione è più breve delle precedenti, proprio per ciò che ho detto all'inizio: recensire la poesia è difficile, non ho le conoscenze né l'autorità per dare un giudizio critico alla Bilanceri, ma con l'arte è sempre così. La comunicazione viaggia su binari completamente differenti da lettore a lettore e non solo, anche lo stesso lettore può ricevere messaggi diversi a seconda delle esperienze fatte, del momento che sta affrontando o anche della stagione. Magari rileggerò Introspettiva tra dieci anni, dopo aver avuto un figlio, e ne avrò un'idea diversa. O magari la stessa, il che non vorrà necessariamente dire che non sono cambiata.

Quattro cuoricini su cinque, la Bilanceri li merita tutti.

Qui di seguito vi lascio il calendario delle altre recensioni! Passate a fare un saluto!
Ma non è finita! A questo review party è associato un giveaway! Ecco il form da compilare: 

a Rafflecopter giveaway

Le regole sono semplicissime! Divertitevi e buona lettura!

lunedì 3 luglio 2017

SEGNALAZIONE | "Sweet Suspect" di Gioia De Bonis

Buongiorno, lettori! Buon inizio di questa nuova settimana estiva! Voglio cominciare subito con una segnalazione: Sweet Suspect di Gioia De Bonis, il secondo volume della Sweet Men Saga, in uscita proprio oggi! Ecco qualche dato in più:


Sweet Suspect
di Gioia De Bonis
Ed: Self Publishing - 379 pagine
Ebook1.99 euro (gratuito con Kindle Unlimited)

Nathaniel Calder è un uomo tutto d'un pezzo, poche cose sono importanti per lui e le donne non sono fra queste. Lui le usa poi le lascia andare. L'unica che terrebbe sempre accanto a sé è la sua segretaria, l'affidabile Caleigh Sawyer. Lei è una ragazza frizzante, divertente con la passione per la lettura. Da quando si conoscono non fanno altro che litigare, lei lo irrita e lui vorrebbe azzittirla baciandola fino a farle perdere la ragione. Che siano destinati l'uno all'altra? Nate riuscirà a mettere da parte il passato per dedicarsi completamente a lei? Caleigh riuscirà a perdonargli le sue mille paranoie? Avranno il coraggio di vivere pienamente il loro amore o si fermeranno davanti ai primi problemi?

Gioia De Bonis nasce a Tivoli il 24 gennaio 1990. Ha 27 anni ed abita a Marcellina, un paese vicino Tivoli. È laureata in lettere moderne presso l'università di Roma3 con una Tesi in Biblioteconomia. Adora gli animali, ama cantare e leggere. Esordisce nel mondo della letteratura col romanzo Sweet Revenge, uscito a gennaio di quest'anno.

domenica 2 luglio 2017

INTERVISTA | Romina Casagrande

Ciao a tutti, amici lettori! Buona domenica! Oggi vi voglio regalare un'intervista: dico "regalare" perché per me questa intervista è stata un po' un regalo. Romina Casagrande è una delle autrici che ho scoperto quest'anno ed è stata una vera rivelazione, vorrei vederla in tutte le librerie perché ha molto talento ed avere avuto la possibilità di rivolgerle delle domande mi ha resa felicissima. Spero che anche per voi lettori sia interessante! Se ancora non conosceste Romina, andate a vedere la recensione di Lontano da te qui sul blog. Ed ora, passiamo alle domande!
- Ciao, Romina! Benvenuta sul blog!
Grazie per l’ospitalità! Felicissima di essere tua ospite!

- Partiamo da una domanda che pongo spesso: c'è stato un momento di folgorante ispirazione che ti ha dato l'idea per Lontano da te? O la trama è frutto di una lunga riflessione?
L’idea di una storia incentrata sulla vicenda di Elizabeth Siddal, la modella di Ophelia, e Dante Gabriel Rossetti è nata qualche anno fa. Mi aveva colpito moltissimo la vita di questa giovane donna, musa per caso, icona di un’epoca storica e artistica, e a sua volta artista, per scelta e per necessità. Mi ha incuriosita la sua relazione con Rossetti e, approfondendo la tematica, mi ha molto commossa. È una storia tragica, di passione, ma anche di crescita personale. Lizzie era molto coraggiosa.
Tutte le vicende che ruotano attorno a loro e al quadro, l'asse temporale spostato nella contemporaneità, sono invece venuti in seguito, dopo aver riflettuto molto sul taglio da dare alla storia.

- La tua passione per il movimento artistico dei Preraffaelliti traspare da ogni pagina del romanzo. Ci sono altre correnti artistiche che ti rappresentano?
Amo artisti molto differenti tra loro. Mi piacciono i colori della Pop Art, ma adoro anche le linee di Toulouse Lautrec, riprese da Schiele. Mi appassionano soprattutto le vite dietro le opere. Anche quelle meno famose. A volte è interessante chiedersi perché alcune opere siano arrivate fino a noi e siano tanto conosciute e apprezzate, mentre di altre si sappia così poco, nonostante il loro valore artistico.

- Vorrei ora parlare della Romina dietro il romanzo. Come sei approdata alla scrittura? Hai seguito un percorso specifico?
Ho seguito la mia ispirazione e la mia curiosità. E poi, sono stata molto fortunata perché ho incontrato sul mio percorso persone, professionisti, che mi hanno insegnato molto e mi hanno dato consigli che ho cercato di seguire. Ho scritto il mio primo libro, Amailija, in un momento per me difficilissimo. Se lo rileggo ora, mi sorprendono invece la sua leggerezza, le sue atmosfere tra la leggenda e il sogno e l'ironia di alcuni passi. È come se scrivere quella storia mi avesse aiutata a tirare fuori quanto in quel momento mi mancava, bilanciando la mia realtà. Devo moltissimo a quel libro. Mi ha fatto capire che in fondo avevo sempre creato storie, ma le avevo tenute nascoste dentro di me. Potevo farlo, potevo scrivere, e dare un aspetto compiuto ai mondi sotterranei in cui mi capitava di perdermi. È stata una scoperta bellissima, di libertà, alimentata da un grande entusiasmo.

- Come ti sei trovata a doverti orientare nel mondo editoriale? Lo definiresti un universo competitivo?
La parte migliore è quando scrivo. Mi sembra anche la parte più facile! Credo che quello dell'editoria sia un universo difficile e competitivo… un labirinto. È importantissimo affidarsi a professionisti onesti (anche se a volte non è facile riconoscerli). Ma, soprattutto, lavorare con passione per migliorarsi.

- Che ne dice la tua famiglia?
Mia mamma non legge volentieri fantasy, per cui le manca parte della mia prima produzione. Ha letto gli ultimi libri (che non sono fantasy) e le sono piaciuti moltissimo. Da brava tedesca non è facile ai complimenti e ogni suo apprezzamento per me ha un valore più autentico e profondo. Mio padre mi ha sempre incoraggiata. È stata la prima persona a leggere Amailija quando era poco più che una bozza stentata e piena di tutti i possibili difetti di un'esordiente allo sbaraglio. Eppure era entusiasta e mi ha dato la forza di crederci. Mio padre purtroppo non c’è più, ma resta il mio primo lettore, sempre. Penso a lui ogni volta che comincio una storia, ogni volta che la vedo pubblicata. Avrei così tante cose da dirgli.

- Oltre alla scrittura e all'arte, ci sono altre passioni portanti nella tua vita?
La natura, gli animali! Ho due cani, che sono parte del mio cuore. Ultimamente ho scoperto il mondo affascinante dei pappagalli, creature dall’intelligenza sorprendente. Anche ora, mentre scrivo, ho i miei cani sdraiati accanto e Tito (il mio parrocchetto monaco) che sgranocchia il suo biscotto. La mattina mi saluta dicendomi «buongiorno» e quando squilla il mio telefono risponde con «pronto». È molto buffo perché imita anche i miei toni.

- Hai nuovi progetti in cantiere? Puoi darci qualche anticipazione?
Continuo sulla linea cominciata con La Medusa e proseguita con Lontano da te: scoprire opere d’arte attraverso le vite dei protagonisti, più o meno famosi, compresi i retroscena che conferiscono spessore e umanità a un mondo che rischia di restare freddo e settoriale, chiuso in un'autoreferenzialità fatta di linguaggi specialistici. Lo trovo invece così pieno di vita e di esempi straordinari, nei quali chiunque può riconoscersi. Gli artisti non sono figure inaccessibili o tormentate dal genio. Anche se convivere con un artista non sempre è facile…Questa volta, però, andremo nella Parigi di inizi Novecento, a seguire le orme di una pittrice molto particolare!

- Parlando da autrice già pubblicata, che consiglio daresti a chi sta leggendo le tue parole e vorrebbe a sua volta scrivere romanzi?
Magari potessi dare dei consigli! Forse la cosa che mi sentirei di dire è di lavorare con passione e umiltà. Non lasciare che nessuno dica cosa dobbiamo sognare o ci impedisca di farlo. Con il buon senso, però, di ascoltare i consigli di chi ammiriamo e stimiamo.

- Grazie mille per essere stata con noi, Romina! Spero di ospitare presto il tuo nuovo libro!
Grazie di cuore a te!

sabato 1 luglio 2017

Spotlight on... #3 - Sue Townsend


Rubrica a cadenza casuale inventata da me in cui propongo
un autore su cui fare un breve focus.

Ciao a tutti, lettrici e lettori! Bentornati ad un nuovo appuntamento con Spotlight on..., che mi rendo conto sta diventando quasi una rubrica mensile, ma non voglio sbilanciarmi e renderla tale perché ci saranno mesi in cui semplicemente non avrò voglia di fare post su questo tema. In ogni caso anche nel mese di luglio voglio portarvi a scoprire la vita e le opere di un'autrice che mi è molto cara e che purtroppo è scomparsa tre anni fa: Sue Townsend.


Ho conosciuto Sue Townsend una decina di anni fa: per caso una mia compagna di scuola mi prestò Il diario segreto di Adrian Mole - Anni 13 e 3/4, libro che amava molto e che voleva a tutti i costi che leggessi. All'epoca avevo io stessa 13 anni e non capii molte delle sottigliezze e delle critiche mosse dall'autrice alla società britannica, ma non potei non amare ugualmente il libro: sembrava che si rivolgesse proprio a me, a me che avevo l'età del protagonista e che dovevo affrontare la scuola proprio come lui.

Senza farci troppo caso abbandonai la Townsend subito dopo. C'erano altri libri, c'era il liceo che stava per cominciare ed io ero molto in fissa con il fantasy in quel periodo, raramente leggevo altri generi. In più la maggior parte dei suoi romanzi non sono editi in italiano e all'epoca, dovendo già studiare inglese a scuola, non avevo voglia di cimentarmici anche nel tempo libero. Incontrai di nuovo il suo nome al primo anno di università: da allora non l'ho più abbandonata.
Sue Townsend, nata Johnstone, nasce nel 1946 a Leicester, città del Regno Unito dove trascorre quasi tutta la sua esistenza e dove purtroppo viene a mancare nel 2014 a seguito di un ictus. Ciò che di lei amo di più è la sua capacità di vivere la comicità, non solo scriverla, nonostante le traversie della sua vita: all'età di otto anni vede morire una sua amica, la dodicenne Janet Warner, strangolata da un lavoratore di Dublino di nome Joseph Reynolds. La piccola Sue rimane nascosta e, quando l'uomo si allontana, corre a chiamare aiuto: nessuno le crede. Ciononostante alcuni giorni dopo Reynolds viene costretto a confessare ed impiccato cinque mesi dopo (era il 1953 e la pena di morte in Inghilterra è ancora applicata). Ciò che, a distanza di anni, è ancora causa di disappunto è il fatto di non venire creduta: secondo lei è per via della sua provenienza, "dal lato sbagliato della città".

Poi all'età di quindici anni lascia la scuola, non è chiaro se per propria volontà o perché costretta da qualcuno. Ha solo diciotto anni quando si sposa con Keith Townsend: il suo matrimonio dura solo cinque anni e all'età di ventitré anni si ritrova ad essere una madre single di tre figli, senza che il Dipartimento di Sicurezza Sociale possa darle il denaro necessario a mantenere la famiglia. Gli unici proventi che entrano in casa sono le 4 sterline che ottiene restituendo le bottiglie vuote di birra Corona. Nello stesso periodo si ammala di peritonite e lo stress le provoca un infarto alla giovane età di 30 anni.
Si risposa dopo una quindicina d'anni con Colin Broadway, di cui tuttavia non prende il cognome, e da cui ha una quarta figlia. Il nuovo matrimonio e gli studi compiuti nel mondo degli adolescenti le consentono di dedicarsi alla carriera da scrittrice, incoraggiata anche dal marito che la convince ad iscriversi ad un locale gruppo di scrittura presso il Phoenix Theatre di Leicester, nel 1978. Troppo timida per parlare, non scrisse nulla per sei settimane: poi, una volta cominciato, non smise più. Diabetica da anni, rimane cieca nel 2001 e nel 2009, dopo un periodo di dialisi, è costretta a un trapianto di reni. Soffre inoltre di artrite degenerativa, che negli ultimi anni la costringe su una sedia a rotelle. Tuttavia non smette di scrivere, grazie al figlio Sean a cui detta i suoi lavori. L'ictus del 2014, quindi, è solo l'apice di una situazione molto precaria da un punto di vista di salute.

La Townsend è una scrittrice meravigliosa, che nei suoi romanzi affronta temi come la critica sociale, la cecità e i problemi fisici e il mondo dell'istruzione britannica con ironia e comicità. Leggere la Townsend significa farsi grasse risate su tematiche che, in realtà, di comico hanno davvero poco. Repubblicana e quindi molto critica verso la famiglia reale, si pone spesso nei suoi romanzi il problema della monarchia e del modo in cui questa è percepita dagli inglesi. Si esprime anche contro il tatcherismo e si definisce una "socialista appassionata" durante un'intervista al Guardian. Si schiera a favore delle minoranze e, a causa di due aborti spontanei e del dolore che le hanno provocato, si orienta verso una posizione più tiepida riguardo l'aborto, da lei in precedenza sostenuto come un diritto fondamentale di ogni donna: in seguito afferma di considerarlo accettabile solo in casi di stupro e di malattie accertate. Tutti questi temi sono ritrovabili nei suoi libri, sempre conditi con una buona dose di comicità.

venerdì 30 giugno 2017

SEGNALAZIONE | "Alakim. Le catene dell'Anima" di Anna Chillon

Buongiorno, amici lettori! Buon venerdì! Oggi vi voglio segnalare l'uscita di un urban fantasy di recentissima uscita: Alakim. Le catene dell'Anima di Anna Chillon, il terzo volume della serie! Scopriamo insieme qualche dato:

Alakim. Le catene dell'Anima
di Anna Chillon
Ed: Auto Publishing - 405 pagine
Ebook3.90 euro (gratis con Kindle Unlimited) - Brossura: 13.90 euro

Combattere pur avendo perso le forze,
scoprendo sentimenti avversi,
facendo della propria debolezza la propria arma.


Con i nuovi arrivi in città, una grande minaccia incombe su Alakim. Privato del potere e stremato da una fame che non è più in grado di soddisfare, diviene facile preda dei suoi nemici. Questa volta lottare insieme a Nicole e Muriel non gli basterà a salvare se stesso e tutti coloro che lo circondano da un male che dilaga inarrestabile, contagiando Marsiglia intera. Questa volta ciascuno dovrà porsi dinnanzi allo specchio per scoprire l’origine della propria fragilità e svelare i reconditi sentimenti dell’animo. Perché la vera forza sta nel guardarsi dentro, faccia a faccia con i propri demoni, accogliendo qualunque realtà venga rivelata, per quanto dura essa sia.
Anna Chillon scrive fin da bambina. Nel 2010 apre il blog Solosua.it con lo pseudonimo di Anita Rebelle, alter-ego dell'autrice attraverso il quale racconta storie torbide e passionali. In seguito, nel 2013, pubblica il suo romanzo d'esordio, Alakim. Luce dalle Tenebre, un urban fantasy che racconta una storia di lotta, amore, fede e amicizia senza riserve attraverso forti passioni e drammi, connotato da una grande carica erotica. A questo primo volume sono seguiti altri due titoli, Le regole del gioco (2015) e Le catene dell'Anima (2017), e un romance contemporaneo nel 2016 dal titolo Giada. Un amore colpevole.

giovedì 29 giugno 2017

RECENSIONE | "La ragazza con l'orecchino di perla" di Tracy Chevalier

Buondì, amici lettori! Come state? Siete al caldo o siete tra i pochi fortunati che si godono un po' di fresco? Oggi voglio FINALMENTE proporvi la mia recensione di un romanzo che vi avevo già presentato nel primo for vintage sake!. Sto parlando di La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier, che ho letto ormai da un paio di settimane ma che non sono riuscita a recensire prima di oggi, shame on me.

La ragazza con l'orecchino di perla
di Tracy Chevalier
Ed: Neri Pozza - 240 pagine
Ebook7.99 euro - Copertina rigida: 9.90 euro - Brossura: 9.00 euro

Delft, Olanda, XVII secolo. La vita scorre tranquilla nella prospera città olandese: ricchi e poveri, cattolici e protestanti, signori e servi, ognuno è al suo posto in un perfetto ordine sociale. Così, quando viene assunta come domestica in casa del celebre pittore Johannes Vermeer, Griet, una bella ragazza di sedici anni, riceve con precisione il suo compito: dovrà accudire con premura i sei figli dell'artista, non urtare la suscettibilità della scaltra suocera e, soprattutto, non irritare la sensuale, irrequieta, moglie del pittore e la sua gelosa domestica privata. Inesorabilmente, però, le cose andranno in modo diverso... Griet e Johannes Vermeer, divideranno complicità e sentimenti, tensione e inganni.
Meraviglioso!

Non è la prima volta che leggo la Chevalier, durante le vacanze di Natale dell'anno scorso lessi La dama e l'unicorno e anche all'epoca pensai ciò che ho pensato questa volta: questa autrice è capace di evocare sensazioni potenti con il minimo numero di parole. Ricordo che alle elementari la mia maestra lodava chi di noi avesse il dono della sintesi: non omettere, non saltare a piè pari, ma scrivere il necessario senza fronzoli e senza supplementi inutili. La Chevalier ha questo dono: sa selezionare le parole giuste, quelle emblematiche, in modo da far capire immediatamente al lettore ciò che vuole esprimere. Così facendo non sono necessari interi, interminabili paragrafi. La Chevalier è una maestra indiscussa dello show, don't tell.

I personaggi sono tutti ben delineati. Non mi aspettavo di dirlo, ma non c'è stato un solo personaggio che non sia stato caratterizzato nel giusto modo: dalla piccola ma decisa Griet al più ingombrante Pieter figlio, dalla padrona di casa Maria Thins all'esclusa figlia e moglie di Vermeer Catharina. Non uno solo di loro era scontato, ma allo stesso tempo erano proprio come ce li saremmo aspettati. Non so se riesco a spiegare la sensazione: sono stati una sorpresa, ma non sono mai stati imprevedibili. Ci sono stati momenti in cui le scelte compiute da personaggi mi sono parse così reali e tangibili che mi è parso quasi di conoscerli.

C'è anche un'altra cosa da sottolineare riguardo i personaggi, ed è la capacità dell'autrice di farli odiare. Spesso accade che i personaggi negativi siano tratteggiati in modo da farceli ugualmente apprezzare in quanto "giustificati" nelle loro azioni dagli eventi. Sono spesso figli bistrattati o donne deluse. In Tracy Chevalier questa scelta è perfettamente mixata con quella di non dare alcuna giustificazione al comportamento dei propri personaggi. Nel caso di questo libro, mentre si arriva perfettamente a capire la gelosia di Tanneke e di Catharina e dunque a comprendere il motivo per cui trattino male Griet, non viene mai data una ragione valida per la cattiveria di Cornelia. Per me è un punto a favore: Cornelia è capricciosa e viziata, e basta. Questo rende il romanzo più realistico e il lettore più coinvolto, perché io avrei preso a schiaffi in bocca Cornelia fin dalla prima riga.

Per non parlare della relazione tra Griet e Vermeer: è delicata, sessuale in un modo così profondo che non c'è bisogno di contatto fisico tra i due perché avvenga l'unione. Hanno l'arte in comune e si capiscono a vicenda, anche se Vermeer ha ugualmente un lato oscuro. Il rapporto tra il padrone e la sua serva si mescola a quella di due persone dall'animo affine, in una relazione non paritaria ma nemmeno servile. Ogni paragrafo su di loro è poesia.

Lo stile è scorrevole. Pur lasciando parlare le descrizioni più spesso dei dialoghi, c'è la volontà ad andare avanti. Le pagine scorrevano via dieci a dieci durante la lettura, non mi sono quasi accorta del tempo trascorso. Una sera ho letto così a lungo che, quando ho alzato la testa, era passata da molto l'ora di dormire e non me ne sono nemmeno resa conto: è bellissimo, sentirsi trasportati e immersi così in una storia è una delle sensazioni più belle del mondo.

Il romanzo della Chevalier è totalizzante. Assorbe il lettore e non lo lascia più andare via grazie ad uno stile piacevole, romantico e al contempo realistico, e a personaggi potenti nella loro umanità. Inoltre, è un romanzo sensoriale: non si limita a descrivere la scena per come appare, ma racconta i colori, gli odori, i sapori. Attraverso le parole di Griet che racconta la sua vita al padre cieco, è come se potessimo chiudere gli occhi e immaginare tutto senza leggere.

Cinque cuoricini, solo perché non posso dare di più. La ragazza con l'orecchino di perla è uno dei libri più belli letti in questa prima metà del 2017 e lo consiglio a tutti, agli amanti del genere e anche a chi di solito non legge testi storici. Molto più bello del film, anche se non c'era bisogno di dirlo (anche perché, dal basso della mia esperienza, Scarlett Johansson è stata una scelta tremenda per interpretare Griet), è un romanzo che resta nel cuore di chi lo legge.

mercoledì 28 giugno 2017

BLOGTOUR + GIVEAWAY| bet&dream | Mariachiara Cabrini e Manuela Pigna

Buongiorno, lettrici e lettori! Bentornati: oggi doppio evento!

Le autrici Mariachiara Cabrini e Manuela Pigna, infatti, hanno deciso di farci conoscere i loro ultimi romanzi con un simpatico blogtour a cui è abbinato un interessante giveaway che vede in palio ben due libri! Basterà seguire una delle quattro tappe del tour (e seguirne le regole) per poter partecipare e avere la possibilità di essere uno dei due fortunati vincitori: uno si vedrà recapitare a casa una copia cartacea di Dreamwalker - La ragazza che camminava nei sogni di Mariachiara Cabrini, e l’altro una copia cartacea di Betting on love di Manuela Pigna. Due romanzi rosa contemporanei, che questo blogtour vuole farvi conoscere meglio: quattro tappe, quattro argomenti sfiziosi che vi introdurranno a queste opere tutte italiane. Conoscerete i personaggi, le ambientazioni e le musiche dei due libri, potrete leggerne dei succosi estratti e persino vincerne una copia. Cosa chiedere di più?
 Ma prima, scopriamo insieme qualche dettaglio in più sui due romanzi in palio:

Betting on love
di Manuela Pigna
Ed: Auto Publishing - 328 pagine
Ebook: 2.99 euro - Brossura: 15 euro

Lui? Lui è Nic Bonaventura, un disgraziato sciupafemmine alle prese con un'improbabile scommessa. Lei? Lei è Penelope Postoli, una precisina che si veste malissimo, acida come uno yogurt scaduto e, come se tutto ciò non bastasse, architetto! Inoltre lo odia. Senza motivo? Sì, senza motivo. Lui è un ingegnere, poi, e gli ingegneri sono fatti per essere odiati. E allora basta, dov'è il problema? Che ognuno si faccia la sua vita e gli affari suoi. Ah, ma lavorano insieme? Oh no... Nello stesso ufficio? Mmh, le cose si complicano un pochino. Con le scrivanie una di fronte all'altra? Cavolo, si complicano parecchio. E il capo ha appena affidato loro un progetto su cui lavorare insieme? Ok, questa è una tragedia. Fine della storia. Forse, però, quei vestiti da novantenne bavarese mezza hippy e ipovedente nascondono forme di tutto rispetto; e forse, non c'è da giurarci, ma forse dietro quell'aria da pallone gonfiato viziato e figlio di papà c'è un cervello... Ma allora c'è una speranza! Sì, la speranza che la tragedia si trasformi d'un tratto in commedia e, chi lo sa, che tutto finisca come nella migliore delle favole. Attenzione: sono presenti scene riservate a un pubblico adulto.

Dreamwalker - La ragazza che camminava nei sogni
di Mariachiara Cabrini
Ed: Auto Publishing - 371 pagine
Ebook: 2.99 euro - Brossura: 11.50 euro

Diana ha perso cinque anni della sua vita. Vorrebbe che non fosse accaduto, ma non può cambiare il passato, né cancellare le cicatrici che le ha lasciato. Può solo ricominciare da capo. Costruirsi una nuova identità, trovare nuovi amici, un nuovo scopo, e nascondere a tutti il suo segreto. Nessuno potrebbe mai immaginare che dietro i suoi abiti sempre coordinati, la sua quieta determinazione nello studio e l’abilità di creare dolci squisiti, si celi una paura che stenta a tenere a bada. Nemmeno Sebastiano, l’assistente del corso di giapponese che Diana ha iniziato da poco a seguire. Quando la guarda, lui vede solo una ragazza attraente, con gli occhi grigi più belli che abbia mai visto, ma quando lei lo guarda vede ciò che sta cercando disperatamente di lasciarsi alle spalle. Vede un incubo che le impedisce di dormire, un dolore che l’ha cambiata per sempre e che non vuole mai più provare. Amare è un rischio che non vuole correre di nuovo, ma la scelta non è unicamente nelle sue mani, e osare potrebbe permetterle di raggiungere un traguardo che non aveva mai neppure osato sognare.

Oggi sul blog parliamo della musica: la musica che ha ispirato questi due romanzi, che ha accompagnato le autrici durante la stesura e che ha in qualche modo influenzato l'andamento della storia! Ecco le playlist che potete ascoltare durante la lettura!

Playlist di Betting on Love:
  • Tonight Tonight - Billy Corgan (acoustic)
  • Sorry - Justin Bieber
  • Muzzle - Smashing Pumpkins
  • Pillowtalk - Zayn
  • What Now - Rhyanna
  • Sexual Healing - Marvin Gaye
  • Kiss it better - Rihanna
  • Me minus you - The Kolor
La "canzone tema" di Betting on Love è Tonight tonight degli Smashing Pumpkins. In particolare io ascoltavo questa versione, mentre scrivevo la storia. In realtà, all’inizio, la canzone che ascoltavo mentre pensavo a Nic e alla sua storia era Muzzle, perché spesso immaginavo scene e dialoghi mentre ero in macchina per andare o tornare dal lavoro e avevo il cd di "Mellon Collie and the infinite sadness" nello stereo (e qui si capisce quanti anni ho!). Inoltre le parole di Muzzle sembravano uscire dalla bocca di Nic, e il tono della canzone così vivo e rock era perfetto per la sua personalità. Poi però un giorno mi è venuta in mente una scena in cui Penny, mezza ubriaca, cantava verso Nic: "Tonight, the impossible is possible tonight…". Beh, ho ADORATO quella scena quando è comparsa, posso ancora adesso vedere le loro facce nella mia testa mentre si guardano, sentire il cuore di Nic battere e l’euforia un po’ anestetizzata di Penny, mentre sottilmente gli lancia un messaggio. E così la canzone di questa storia è diventata Tonight tonight e non Muzzle. Tra l'altro, questa è liricamente una delle canzoni più poetiche che Billy Corgan abbia mai scritto e leggere questi versi, o ascoltarli, è sempre un'esperienza di pura bellezza (Manuela Pigna).

Tonight, Tonight
Time is never time at all
You can never ever leave without leaving a piece of youth
And our lives are forever changed
We will never be the same
The more you change the less you feel
Believe, believe in me, believe
That life can change, that you're not stuck in vain
We're not the same, we're different tonight
Tonight, so bright
Tonight
And you know you're never sure
But you're sure you could be right
If you held yourself up to the light
And the embers never fade in your city by the lake
The place where you were born
Believe, believe in me, believe In the resolute urgency of now
And if you believe there's not a chance tonight
Tonight, so bright
Tonight
We'll crucify the insincere tonight
We'll make things right, we'll feel it all tonight
We'll find a way to offer up the night tonight
The indescribable moments of your life tonight
The impossible is possible tonight
Believe in me as I believe in you, tonight

Playlist di Dreamwalker:
  • Paint it Black - Ciara
  • True color - Cindy Lauper
  • Lost on you - LP
  • Heartbeat - Carrie Underwood
  • Simili - Laura Pausini
  • Faded - Alan Walker
  • Me minus you - The Kolors
  • Ti voglio bene veramente - Marco Mengoni
  • Wide Awake - Katy Perry
  • Immortal - Evanescence
  • Mezzo respiro - Dear Jack
  • The state of dreaming - Marina and the Diamonds
  • Fragili - Arisa
  • Ghost - Halsey
  • Volevo te - Giusy Ferreri
  • Little talks - Of Monsters and Men
  • E non c'è mai una fine - Modà
  • You came di Kim Wilde
  • Differente - Nek
  • Make me like you - Gwen Stefani
  • Che sia benedetta - Fiorella Mannoia.

Inoltre all’interno del romanzo sono presenti: Last night on Earth dei Green Day, Diamante lei e luce lui di Annalisa Scarrone, Stitches di Shawn Mendes e Dove sei di Neffa.

La canzone tema del libro è diventata Che sia benedetta di Fiorella Mannoia. Dico diventata non a caso, perché all’inizio, mentre scrivevo la prima stesura del romanzo la canzone che più rappresentava la storia era Paint it Black, cantata da Ciara, ma poi durante l’editing, mi sono accorta che il libro in realtà era diventato qualcosa di molto più positivo, non aveva la tristezza di quel testo e di quelle note, era una storia di speranza quella di Diana. Un inno alla vita, nonostante tutto, proprio come la canzone della Mannoia (Mariachiara Cabrini).

Che sia benedetta
Ho sbagliato tante volte nella vita
Chissà quante volte ancora sbaglierò
In questa piccola parentesi infinita
Quante volte ho chiesto scusa e quante no
È una corsa che decide la sua meta
Quanti ricordi che si lasciano per strada
Quante volte ho rovesciato la clessidra
Questo tempo non è sabbia ma è la vita che passa, che passa
Che sia benedetta
Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta
E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
Tenersela stretta
Siamo eterno, siamo passi, siamo storie
Siamo figli della nostra verità
E se è vero che c'è un Dio e non ci abbandona
Che sia fatta adesso la sua volontà
In questo traffico di sguardi senza meta
In quei sorrisi spenti per la strada
Quante volte condanniamo questa vita
Illudendoci d'averla già capita
Non basta, non basta
Che sia benedetta
Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta
E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
A tenersela stretta
A chi trova sé stesso nel proprio coraggio
A chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio
A chi lotta da sempre e sopporta il dolore
Qui nessuno è diverso, nessuno è migliore
A chi ha perso tutto e riparte da zero perché niente finisce quando vivi davvero
A chi resta da solo abbracciato al silenzio
A chi dona l'amore che ha dentro
Che sia benedetta
Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta
E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
A tenersela stretta
Che sia benedetta

Veniamo ora alle regole (perché si sa, ci devono essere) del giveaway! Sono poche e semplici:
  1.  mettere mi piace alla pagina Facebook Reading in the T.A.R.D.I.S. 
  2. iscriversi alla newsletter di Manuela Pigna (click qui!)
  3. iscriversi alla newsletter di Mariachiara Cabrini (click qui!
  4. condividere questa tappa del giveaway sui vostri social (Facebook, Twitter, Instagram) taggando almeno 3 amici per invitarli a partecipare
  5. compilare il form qui sotto:
Cliccate qui per accedere al form del GA: https://www.rafflecopter.com/rafl/display/b25293842/?

Non dimenticatevi di visitare le altre tappe seguendo il calendario qui sopra! I vincitori saranno annunciati venerdì 30 giugno sul blog L'arte dello scrivere... forse. Stay tuned!

RELEASE PARTY | "La Callas" di Amalia Mora

Buongiorno, amici lettori! Oggi apriamo la giornata con un release party davvero speciale! Oggi infatti esce per Hop! un volume brillante che racconta la storia di un'eroina contemporanea: parlo di La Callas, illustrato da Amalia Mora. Ecco qualche dato:

La Callas
di Amalia Mora
Ed: Hop! - 88 pagine
Copertina rigida: 18 euro

Maria Callas è stata la più grande cantante lirica di tutti i tempi. Non cantava, interpretava, anzi creava, infondendo la vita nella musica e portando ogni spettatore a confrontarsi con le proprie emozioni. Ha coltivato, grazie al talento e a un lavoro indefesso, tutti i registri vocali da soprano, mezzo-soprano a contralto e ha potuto così esprimere la sua grandezza in tanti ruoli diversi. Grazie alla collaborazione con registi come Luchino Visconti e Franco Zeffirelli, ha rivoluzionato il modo di recitare nel melodramma. La sua splendida carriera è stata però punteggiata da momenti drammatici, spettacoli lasciati a metà, ritiri e ritorni. La sua vita privata è stata ugualmente favolosa e tragica, degna del vissuto delle eroine da lei impersonate.
Amalia Mora, illustratrice e grafica pubblicitaria, si è formata all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua attività è stata inizialmente influenzata dal lavoro di Gabriella Giandelli, di cui è stata allieva. Atmosfere oniriche e silenti e inquadrature spiazzanti accompagnano spesso le sue immagini. Ha pubblicato con Hop! il racconto Giorno da ciechi alliinterno del volume collettivo La fine dell’amore. Graphic short stories di Ilaria Bernardini + 13, finalista al Gran Guinigi 2015. Per la serie "I grandissimi" di EL ha illustrato Anne Frank di Elisa Puricelli, Guerra e Malala Yousafzai di Igor De Amicis e Paola Luciani. Per Einaudi Ragazzi ha realizzato le illustrazioni di Ulisse racconta di Mino Milani, finalista al Premio Strega Ragazzi. Per ELI Readers ha disegnato Fortunata y Jacinta. Ha collaborato con alcune riviste come "Il Mucchio", "D di Repubblica", "Rockit", "Revista Periplo". Per le sue esposizioni personali si avvale della collaborazione di musicisti, lavorando a installazioni-video di cui cura regia e animazione. Nel picture book dedicato a Maria Callas ha utilizzato una tecnica mista, a matita con accensioni di colore - per sfondi e dettagli - sovrapposte in digitale.

lunedì 26 giugno 2017

BOOKISH CHAT | #HarryPotter20

Non avevo intenzione di avviare le bookish chat fino a settembre (fanno parte di una serie di novità che avevo intenzione di introdurre sul blog dopo le ferie) ma ho pensato che questa fosse un'occasione speciale, che meritasse un po' di attenzione.

Penso che ormai nessuno non lo sappia, visto lo spam mediatico che è stato fatto sui social, ma oggi 26 giugno 2017 è il ventesimo anniversario della pubblicazione di Harry Potter and the Philosopher's Stone, pubblicato dall'allora piccola Bloomsbury Publishing. Questo è stato l'inizio di un viaggio editoriale destinato, come sappiamo tutti, al successo internazionale. Non solo è stato uno dei testi che ha permesso alla Bloomsbury di diventare una potenza mondiale, ma ha anche scavato una breccia nei cuori di migliaia di lettori.

Tra questi lettori ci sono anche io.

Il mio primo incontro con Harry è avvenuto quando avevo nove anni. Lo so perché il libro mi è stato regalato per il compleanno dai miei zii. All'epoca, ovviamente, non solo non esistevano i social (era il 2002), ma soprattutto io ero troppo piccola per far parte di un'ampia cerchia di lettori, perciò non posso dire che sia stata influenzata da opinioni altrui: ciononostante ci fu qualcosa nella copertina che mi fece decidere di iniziarlo la sera stessa. Fu amore a prima lettura. Non riuscivo a posare il libro per dormire, non volevo lasciarlo a casa per andare a scuola. C'era qualcosa che non riuscivo nemmeno a definire, qualcosa di assolutamente magico in quell'avventura.

Andai avanti nella lettura e, nel corso degli anni, diventai grande con Harry, Ron e soprattutto con Hermione. Come molti ragazzi della mia generazione, avevo l'età che aveva Harry nei libri. Gli ero vicina, sapevo cosa provava perché anche io avrei provato le stesse emozioni. Harry e tutti i personaggi di questo mondo mi hanno aiutata a diventare la donna che sono oggi. Ora che sono più adulta, ho una visione diversa. Ora che sono grande guardo ad Harry più come ad un fratello minore. Vorrei correggerlo quando sbaglia, consolarlo quando è a pezzi, tendergli la mano per dirgli che siamo tutti qui per lui.

Se dovessi ringraziare un solo personaggio, solo uno dei tanti che mi hanno dato la mano nel mio percorso (sì, signor Malfoy, parlo anche con te), sceglierei Hermione: è a lei che devo la maggior parte dei miei ringraziamenti. Può sembrare una scelta scontata, ma vi assicuro che per me non lo è: di primo impatto vorrei essere molto più come Luna che come Hermione, ma la verità è che non lo sono. Sono paurosa, mi spavento per moltissime cose, ma mi rimbocco le maniche se serve, proprio come lei. Sono studiosa, forse anche troppo, e se devo scegliere tra studiare o passare il pomeriggio fuori scelgo lo studio, perché altrimenti mi assale l'ansia da prestazione. Non sono tosta: non sono come Ginny, non ho sempre il coraggio di espormi come farebbe lei. Non mi oppongo alle regole: se sono state scritte c'è sempre un'ottima ragione e l'idea di infrangerle mi ucciderebbe. Mi sento Hermione: ci sono lati del mio carattere che difficilmente avrei mai potuto accettare se lei non fosse esistita, se lei non avesse camminato al mio fianco per dirmi che ce la potevo fare, che essere come sono non è niente affatto male. Perciò grazie, Hermione, per avermi fatto capire che essere come te è meraviglioso.

Grazie anche a Neville, per avermi insegnato che ci vuole coraggio per essere diversi. Grazie a Remus, per avermi fatto vedere come si fa ad essere veramente coraggiosi nel vivere con se stessi. Grazie a Narcissa, che ha messo l'amore di una madre sopra a tutto e tutti. Grazie a Silente, per le volte in cui c'era e quelle in cui non c'era. Grazie ai gemelli per le risate. Grazie a Luna per le stranezze. E soprattutto grazie a te, zia Jo: grazie per essere salita su quel treno, in quella giornata triste, e aver pensato a un mondo più bello.

RELEASE PARTY | "I demoni di Urbino" di Pasquale Rimoli

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici! Buon lunedì! Oggi iniziamo la settimana con un evento speciale: il release party di I demoni di Urbino di Pasquale Rimoli, un noir avvincente ambientato in Italia! Ecco qualche dato in più:

I demoni di Urbino
di Pasquale Rimoli
Ed: La Ruota - 296 pagine
Brossura: 12 euro

Un noir che racconta, attraverso l'indagine del capitano Sesti, gli aspetti "oscuri" di una città di provincia e di Giulia, la figlia del maresciallo, una ragazza tutt'altro che "semplice". Personaggi, vicende personali e corali trasportano il lettore nelle stradine ripide di Urbino, facendone gustare tutto il fascino di cui sono imbevute, in un mix fatto di arte, cultura, mistero e magia. Intrighi e devianze giovanili, amori puri e riti orgiastici, vite spezzate da un errore, oppure dalla tragica fatalità. Tutto prende il via da un efferato omicidio, nella buia notte di Halloween, che devierà il corso della vita degli abitanti del borgo.

Pasquale Rimoli, nato a Policoro, è un filologo classico, attualmente impegnato nell'insegnamento di Lingua e civiltà italiana agli immigrati nella città di Matera. Da sempre amante della lettura e della scrittura (scrive, infatti, dall’età di sedici anni), con questo suo primo romanzo corona il sogno di pubblicare un giallo. È attivo nel sociale e nel volontariato, a contatto in particolar modo con il mondo degli adolescenti. È ideatore del blog Se le poesie potessero parlare, collaboratore del blog Storia Romana e Bizantina e redattore del giornale diocesano Logos.

mercoledì 21 giugno 2017

RECENSIONE | "Spada di Vetro" di Victoria Aveyard

Ciao a tutti, amici lettori! Scusatemi, non sono sparita, ma sono nel pieno della sessione estiva e, non per gufare, ma sono gli ultimi esami *incrocia le dita* perciò voglio impegnarmi al massimo. Comunque non vi ho abbandonati! Ho in serbo alcune recensioni di libri che mi hanno veramente lasciato il segno! Oggi comincio con il parlarvi di Spada di Vetro, di Victoria Aveyard.

Spada di Vetro
di Victoria Aveyard
Ed: Mondadori - 423 pagine
Ebook: 7.99 euro - Copertina rigida: 19.90 euro - Brossura: 12.50 euro

Il suo sangue è rosso, come quello della gente comune, ma lo straordinario potere di controllare i fulmini, che nessun Argenteo possiede, rende Mare Barrow un'arma sulla quale il Palazzo vorrebbe riuscire a mettere le mani. Tutta la corte la considera un'eccezione, ma non appena Mare riesce a sfuggire a Maven, il principe che l'ha tradita, scopre una verità sconvolgente: lei non è affatto un'eccezione. Perché di giovani Rossi e Argentei ne esistono molti altri. Inseguita da Maven, diventato un sovrano crudele e vendicativo, Mare fa di tutto per trovare e reclutare altri guerrieri Novisangue che si uniscano alla lotta dei ribelli contro il re oppressore. Nel farlo, però, entra in un territorio molto pericoloso, dove rischia di diventare proprio come i mostri che sta cercando di sconfiggere. Riuscirà a sopportare il peso delle vite che dovranno essere spezzate durante la ribellione? O la slealtà e il tradimento subiti l'avranno indurita per sempre?
 
Molto bello!

Fare paragoni non è mai la miglior decisione, ma in una serie è inevitabile e anche Spada di Vetro non può non essere paragonato al precedente capitolo del romanzo (di cui vi avevo parlato qui). Devo ammettere prima di tutto che Spada di Vetro è stato all'altezza di Regina Rossa: è importante sottolinearlo perché molti sono gli autori che dopo il primo romanzo hanno un calo qualitativo nelle loro opere e sono costretti a darsi una mossa a recuperare con il terzo capitolo. Guardate il Ciclo dell'Eredità: non sembra anche a voi che Eldest sia una gran noia? Victoria Aveyard non si è superata, ma si è nuovamente attestata su un buon livello.

Riprendiamo la storia appena dopo averla interrotta, non ci sono fastidiosi sbalzi temporali (io li odio, grrrr) e ritroviamo Mare dove l'avevamo lasciata. Inoltre il romanzo inizia con un gran macello, ci troviamo proiettati immediatamente nell'azione (e che azione!) e anche se devo ammettere che a volte le descrizioni in Spada di Vetro sono confusionarie, la Aveyard è brava a descrivere scene di battaglia. Un inizio con il botto, insomma.

Mare è sempre più emotivamente complessa (e complessata). Questo mi è piaciuto solo in parte, mentre ci sono state varie occasioni in cui l'ho trovata esagerata. Forse per questo non posso dare un punteggio pieno: sì, abbiamo capito, Mare è abbattuta perché le stanno piovendo addosso responsabilità non richieste e non viene nemmeno ringraziata per il lavoro che fa. Ok. Basta però. Non occorre ripetere sempre quanto si senta sola ad ogni scena. Purtroppo questo è stato un po' uno scivolone, francamente spero che Mare non sia così una rottura per tutti i prossimi capitoli perché in quel caso stiamo freschi.

Molto bella la scelta diversificata dei vari poteri dei Novisangue, in particolare vorrei tantissimo avere il potere della Nonna! Chi non vorrebbe trasformarsi e assumere l'aspetto di qualcun altro? Io potrei fingermi la prof di Storia Contemporanea per verbalizzarmi un bel 30 e lode al suo esame della settimana prossima. Stupendo il potere di Jon, soprattutto per tutte quelle piccole hint di cui spero la Aveyard si ricorderà nei prossimi capitoli (a cominciare dal fatto che secondo lui non sarà Maven a farlo fuori: secondo me infatti sarà Mare *shhh*). Invece, due sberle alla ragazzina (non ricordo nemmeno il suo nome da quanto mi è piaciuta) avrei voluto darle, ma in questo caso va tutto a merito dell'autrice: far odiare un personaggio presuppone un certo talento.

SPOILER ALERT Molto meno fantasiosa la gravidanza di Farley. Prima di tutto, si capiva fin dal terzo capitolo che lei e Shade avevano una relazione, quindi non è stata poi una grande sorpresa. Indem dicasi per la sua gravidanza. Non ci vuole una laurea in biologia per capire che il fatto che vomitasse spesso non aveva alcuna attinenza col viaggiare in aereo. Victoria, mi dispiace, ma sta parlando con una che ha indovinato il finale di Predestination a venti minuti dall'inizio, quindi dovrai fare molto meglio per sorprendermi.

Lo sviluppo, infine, mi ha conquistata. La trama in senso stretto mi ha catturata fin da subito, non c'è stato un solo momento in cui avrei voluto posare il libro per noia. Non fosse stato perché la vita me lo ha impedito, avrei finito questo libro in un giorno.

Nel complesso Spada di Vetro merita quattro cuoricini su cinque. Non il massimo, per i motivi che vi ho elencato sopra, ma resta comunque un libro veramente bello, avventuroso al punto giusto e anche con qualche spunto di riflessione su dove ci sta portando tutta questa politica dell'odio. Complimenti Victoria, andrò avanti presto con la lettura!

mercoledì 14 giugno 2017

SEGNALAZIONE | "Ogni singola cosa" di Monica Brizzi

Buongiorno a tutti, lettori e lettrici! Siamo a metà della settimana e oggi voglio darvi un consiglio di lettura: Ogni singola cosa di Monica Brizzi, uscito da appena un mese! Ecco qualche dettaglio:

Ogni singola cosa
di Monica Brizzi
Ed: Auto Publishing - 250 pagine
Ebook: 2.99 euro

Rebecca Ferrari adora il mare. Non c'è niente al mondo che ami quanto tornare ogni anno dai suoi amici. Tutto il resto, invece, non le interessa granché, specialmente la gente, ed è difficile che qualcuno le vada a genio. È sicura che con Samuel Baroni, il proprietario dell’hotel più in della zona, le cose non saranno diverse. Rebecca sa che è un imprenditore abituato ad avere tutto e a non prestare attenzione agli altri. I modi bruschi e la mancanza di tatto ne fanno uno squalo, nel suo lavoro, e lei non vuole averci niente a che fare. Questo, almeno, è ciò di cui si convince prima di conoscerlo. 
Scontrosi, ribelli, fintamente educati, nervosi, distanti, freddi. Samuel e Rebecca sanno benissimo che tipo di persona sono. Quello che non sanno, è quanto abbiano bisogno l'uno dell'altra.
Monica Brizzi scrive da quando è poco più che una ragazzina. Ama leggere un po' di tutto, dai grandi classici alla fantascienza. Quando scrive, però, finisce sempre per raccontare storie d'amore. Oltre a Ogni singola cosa è autrice di Innamorarsi ai tempi della crisi e Il mio supereroe, edito da Delos Digital. Gestisce un blog (http://ilmondodimb.blogspot.it/) in cui parla di tutto e niente, anche se i temi conduttori sono i libri e la scrittura.

martedì 13 giugno 2017

RECENSIONE | "Lontano da te" di Romina Casagrande

Ciao a tutti lettori e lettrici! Oggi vi porto sul blog la recensione di Lontano da te di Romina Casagrande, che mi è stato sottoposto e di cui ho accettato molto volentieri la lettura viste le premesse! Ma prima, eccovi qualche dato del libro:

Lontano da te
di Romina Casagrande
Ed: Arkada - 200 pagine
Brossura: 16.00 euro

Sofia, poco più di vent'anni, vive a Londra con la consapevolezza di aver raggiunto gli obiettivi che si era prefissata: un buon lavoro e un uomo che ama. Eppure, tra le pagine del suo diario, aleggiano un'ombra e un ricordo, scaturiti da una fotografia. È questo l'unico elemento che la tiene ancora legata alla sua amata Toscana. In quell'immagine, un volto: quello di Bianca. Così diversa e al contempo simile a lei. E sarà proprio il desiderio di incontrare di nuovo sua sorella a riportarla nella natia Siena, nel tentativo di comporre il suo «quadro vivente», la trasposizione dell'Ophelia di J.E. Millais, basandosi sulle fattezze di Bianca che somiglia così tanto alla musa originale dell'artista, la grande Elizabeth Siddal. Giunta a Siena, si troverà immersa in un'avventura dalle mille sfumature, che la porterà a incontrare personaggi misteriosi come Moses, a interrogarsi sul passato e accadimenti che l'hanno strappata alla sua terra. Un percorso difficile, in cui tenterà di riconquistare anche la fiducia di Bianca. Ma prima dovrà affrontare i propri demoni e, finalmente, raccontare la verità sulla notte che le ha unite e divise, forse per sempre.
Molto bello!

Vi avevo già segnalato Lontano da te in questo post e, se mi conoscete bene, già dalla sinossi saprete che questo romanzo sembrava scritto per me. Come se qualcuno mi avesse aperto il cervello, ci avesse scavato dentro e avesse preso appunti. Quindi, quando ho cominciato ad affrontare questo libro le mie aspettative erano altissime.

In realtà le prime pagine sono state un piccolo scoglio. Mi spiego: non è che non fossero ben scritte, semplicemente ero partita talmente carica nella lettura che sul momento ho dovuto un po' spegnere il mio entusiasmo. Ho impiegato una manciata di pagine ad inserirmi all'interno della storia, non per motivazioni legate alla tecnica narrativa o la trama in sé, quanto per una questione totalmente istintiva e personale. Non mi sono sentita inserita pienamente nella storia fin da subito, non ho avvertito quella connessione che già dalle prime righe mi fa dire "wow, che meraviglia!". Quindi diciamo che ho dovuto carburare e avere un po' di pazienza.

Devo ammettere che ne è valsa la pena: evidentemente l'autrice (almeno questo è ciò che mi è parso) voleva introdurre con calma i vari personaggi, perché una volta presentate le figure principali la storia prende tutto un altro ritmo. A partire da un quadro (uno dei miei preferiti, tra l'altro, ma so che questo non vale per tutti) la Casagrande costruisce l'intrecciarsi di due vite, quella della giovane donna e dell'anziano uomo, che hanno avuto esperienze diverse che li hanno portati ugualmente a incontrarsi.

Una cosa che ho apprezzato in particolare sono i personaggi. Sono tutti ben giostrati, non c'è nessun "power player" tanto per intederci: ciascuno è descritto con i pregi e i difetti del caso, come sarebbe nella vita reale. Nessuno di loro è piatto, ciascun personaggio è stato tratteggiato nei particolari, si capisce che l'autrice ha speso il tempo necessario per la costruzione delle figure che popolano il romanzo. Non mi stancherò mai di ripetere che sono fin troppi gli autori e le autrici che, consciamente o meno, si "immedesimano" nei loro protagonisti e li rendono migliori di se stessi, nello sforzo di proiettare su di loro le caratteristiche che vorrebbero avere; io non conosco Romina Casagrande, ma l'impressione che ho avuto è che abbia avuto il tempo di "conoscere" i propri personaggi, di renderli umani e deboli a modo loro, come sarebbero se fossero vivi.

Lo stile è delicato: è ricercato ma non spocchioso, è complesso ma coeso. Mi piace moltissimo, sono sicura di voler leggere altro che la Casagrande ha scritto e scriverà.

L'unica nota leggermente negativa è la storia di Lydia: l'ho trovata un po' troncata a metà, come se non avesse una vera conclusione pur avendone bisogno. Si tratta comunque di un piccolo neo in un libro che secondo me vale moltissimo.

Quattro cuoricini su cinque per Lontano da te di Romina Casagrande: ottimo intreccio, bellissimo linguaggio, tanto lavoro alle spalle. I miei complimenti all'autrice, che si è dimostrata piena di cultura e di inventiva, in grado di mostrare al lettore tutto il suo valore.