lunedì 25 settembre 2017

RECENSIONE | "Lontano dal mio paese" di Lorenza Cozzolino

Buongiorno lettori! Bentornati sul blog per una nuova recensione! Oggi parliamo di un romanzo tutto italiano, dall'autrice alle tematiche: Lontano dal mio paese di Lorenza Cozzolino.




Lontano dal mio paese
di Lorenza Cozzolino
Ed: Self Publishing - 161 pagine
Ebook1.49 euro - Brossura: 9.99 euro

La storia di Anna è la storia di tutti i giovani italiani, che in questi anni sbattono la testa per vedere realizzati i propri sogni e resi concreti quelli che sono i loro diritti. Poi, se come lei sei nato a Napoli, la situazione è ancora più complicata, perché non solo devi combattere con la società, ma anche con tutto il marcio che ci gira intorno.

Molto bello!

Lontano dal mio paese è stato un volume difficile da capire: non ho mai avuto la necessità di allontanarmi da casa, tra pochi mesi traslocherò in un'altra regione ma non sarà per necessità, bensì per mia precisa volontà, perciò c'è stato fin da subito un profondo divario tra me e la storia raccontata dalla Cozzolino. Non posso capire cosa si provi in questa situazione se non tentando di immedesimarmi.

Naturalmente non si può negare l'attualità di una trama come questa: ogni giorno le persone partono per trovare un'occasione migliore. C'è chi dal meridione risale l'Italia verso nord, chi lascia il paese per trasferirsi altrove in Europa o fuori dal continente; viceversa, c'è chi viene in Italia per tentare la stessa scommessa. La Cozzolino approfondisce l'argomento in modo vero, autentico: alcuni critici letterari sostengono che un buon autore deve descrivere la propria realtà. La denuncia sociale salta all'occhio in ogni pagina, la rabbia e la frustrazione di chi si mette in gioco e non riceve altro che delusioni da un paese che non è per giovani si percepiscono fin dalla prefazione.

I personaggi sono ben giostrati: sono verosimili, coerenti con la tipologia di storia e con se stessi, e la Cozzolino riesce ad utilizzarli e a muoverli nella trama nel modo migliore. Nonostante sia chiaro fin da subito quale sia il destino dei personaggi, l'aspetto brillante sta proprio nell'ottima gestione nei vari capitoli della storia. Spesso leggo romanzi in cui i personaggi non sono coerenti, oppure che hanno ottime basi ma che poi non ricevono la giusta dignità. Un'abilità della Cozzolino è evidentemente quella di saper gestire i propri personaggi nel modo migliore.

Anche lo stile è molto buono: i tempi narrativi sono sfruttati nel modo giusto, il ritmo descrizione/azione è ben dosato e la trama risulta incalzante anche nelle sue parti più lente. In un certo senso segue le regole della saga familiare, pur riguardando una sola persona nello specifico. Mi è piaciuto il modo in cui seguiamo la vita formativa e scolastica della giovane studentessa, non ci sono momenti omissioni né, al contrario, pedanterie: la Cozzolino ha un grande talento, non c'è alcun dubbio a riguardo.

Un altro punto a favore è il modo in cui la Cozzolino fa risaltare l'esasperazione. Arrivata a fine lettura ero molto arrabbiata e nervosa (per la gioia della mia famiglia!) e mi sentivo in un certo senso complice e vittima di un sistema che non permette ai cittadini più giovani di avere la dignità che meritano. Io sono ancora studentessa e non ho ancora avuto esperienze in ambito lavorativo, ma Lontano dal mio paese mi ha dato una scossa in negativo: se possibile sono più demoralizzata di prima e questo va benissimo: farmi provare la stessa frustrazione di Anna è la prova che l'autrice è in grado di far emozionare i lettori. Questo è ciò che chiedo ai libri che leggo, di emozionarmi, e Lontano dal mio paese ci è riuscito alla perfezione.

Questo libro è stato una vera scoperta, lo consiglio vivamente a chiunque voglia qualcosa di vero e di sentito. Quattro virgolette su cinque, ampiamente meritate!

domenica 24 settembre 2017

SEGNALAZIONE | "Un giorno qualunque" di Alessandro Dainotti

Lettori, salve a tutti! Oggi è tempo di una segnalazione, questa volta il blog ospita un romanzo che tratta di argomenti attuali, che ci toccano sempre più da vicino: sto parlando di Un giorno qualunque di Alessandro Dainotti. Vediamolo insieme nel dettaglio!

Un giorno qualunque
di Alessandro Dainotti
Ed: Astro Edizioni - 174 pagine
Ebook2.99 euro - Brossura: 13.90 euro

Adriano è uno dei tanti italiani emigrati a Londra. È un giorno qualunque della sua vita eppure, quando vede un bambino e una donna seduti in un bar, riaffiorano potenti i ricordi. L’infanzia dentro la libreria Pizzuto, le discriminazioni a scuola, l’insoddisfazione del lavoro, l’addio alla Sicilia per trasferirsi a Roma, l’amore per Tiziano. La vita attuale e le vite del passato si alternano tra riflessioni e ricordi felici, fino a quando Adriano incontra Giacomo, che gli offre il suo aiuto. Per il ragazzo comincia una vita fatta di menzogne, poi Tiziano scopre il tradimento e decide di lasciarlo. È allora che Adriano parte per il Regno Unito. Passato e presente collimano, a fine giornata, in un ultimo e fatale incontro. Solo in quel momento Adriano sarà costretto a fare i conti con il passato e accettare la realtà.
Alessandro Dainotti è nato a Siracusa nel 1983. Dopo il diploma di geometra, ha intrapreso gli studi in Lingue straniere e si è laureato in Editoria e giornalismo alla Sapienza di Roma. Una volta conseguita la laurea si è trasferito a Londra, dove attualmente vive e lavora. Un giorno qualunque è il suo romanzo d’esordio.

sabato 23 settembre 2017

Biblioteche dal mondo #1 | La Biblioteca Joanina in Portogallo

Rubrica casuale inventata da me in cui vi parlo di librerie, biblioteche
ed eventi letterari organizzati nel mondo.

Buongiorno lettori! Oggi sono particolarmente emozionata, perché incomincia una nuova rubrica di cui vi avevo parlato qui. Sto parlando di Biblioteche dal Mondo! Voglio cominciare parlandovi della favolosa Biblioteca Joanina.




La Biblioteca Joanina è la biblioteca dell'università di Coimbra, uno dei più antichi atenei d'Europa, inaugurato nel 1290 a Lisbona e poi trasferito in questa splendida città. La costruzione della Biblioteca Joanina venne avviata nel 1720 e conclusa solo nel 1728 sotto il governo del re Giovanni V di Braganza, chiamato anche il "Re Sole portoghese" per via della prosperità del suo regno e delle importazioni d'oro dalle colonie, che permisero al Portogallo di elevare il proprio prestigio. Proprio dal re Giovanni la biblioteca prende il nome.

Giovanni V si fece protettore di artisti e architetti del panorama culturale barocco e questa biblioteca monumentale ne è l'esempio. Costruita in stile barocco, appunto, conta tre enormi sale separate da ampie arcate e conta, nel suo complesso, più di 250.000 volumi. L'ispirazione per la costruzione di questo monumentale luogo di studio arrivò a Giovanni V dopo aver visto la Hofbibliothek, la biblioteca di corte di Vienna.


La monumentalità di questa biblioteca fa sì che il lettore si senta quasi schiacciato dal suo contenuto: i libri ricoprono gl scaffali dal pavimento in legno fino al soffitto, dipinto da Simões Ribeiro e Vicente Nunes, rinomati artisti di Lisbona. I decori dorati all'interno sono tipici del periodo barocco, che in area iberica ha dato il meglio di sé fin dal secolo precedente (non a caso chiamato in Spagna Siglo de Oro, il secolo d'oro).

Sebbene io non sia personalmente un'ammiratrice dello stile barocco, questa biblioteca è una delle più belle di cui abbia mai letto. Spero di poterla vedere dal vivo molto presto, nel frattempo mi accontento delle fotografie di Leandro Rolim, che ha avuto il priviegio di assistere ad un concerto proprio al suo interno nel marzo 2010.

Avete mai avuto la fortuna di visitare la Biblioteca Joanina? O vi piacerebbe andarci? Lasciatemi un commento e raccontatemi delle biblioteche più belle che avete visto!

venerdì 22 settembre 2017

SEGNALAZIONE | "Dream Hunters. Il ponte illusorio" di Myriam Benothman

Buongiorno lettori! Oggi torno alla carica con una nuova segnalazione, questa volta si tratta di un emozionante fantasy: Dream Hunters. Il ponte illusorio di Myriam Benothman, primo volume di una trilogia. Eccovi i dati per saperne di più!


Dream Hunters. Il ponte illusorio
di Myriam Benothman
Ed: Astro Edizioni - 276 pagine
Ebook2.99 euro - Brossura: 10.90 euro

Cosa faresti se scoprissi di poter cambiare il corso delle fiabe?
Sophie ha 17 anni e vive a Parigi con il padre. In apparenza una ragazza come tante, finché non si imbatte in un antico libro di favole ed è vittima di un’allucinazione. Hanno così inizio i suoi sogni vividi e surreali, ambientati in una dimensione popolata da personaggi incantati. La sua vita si sdoppia su binari paralleli che finiscono per confondersi tra loro, con risvolti inaspettati sul mondo reale. Integerrimi principe azzurri e ingenue principesse. O quasi. Un amore avventuroso e proibito. Una presenza oscura in cerca di riscatto.
Finalista del Premio Cittadella 2017 per il miglior fantasy dell’anno, Il ponte illusorio è il primo volume della trilogia Dream Hunters. Una favola moderna adatta a tutte le età, che trascina il lettore in un sogno a occhi aperti, riportando a galla emozioni dimenticate.
Myriam Benothman, italiana nata a Tunisi, è cresciuta a Roma in una famiglia multiculturale. Quadrilingue con il pallino delle sfide, è la più giovane matricola nella storia dell’università La Sapienza. Si laurea in Scienze politiche e Relazioni internazionali e intraprende una brillante carriera nel mondo del marketing e della comunicazione, diventando Global Head of Digital & CRM in Bulgari (Gruppo LVMH). Il nonno Alberto Perrini – premiato autore teatrale, critico letterario e giornalista – la invita a coltivare sin da piccola la passione per la scrittura, così lei si dedica alle fanfiction su internet. Pubblicati sotto pseudonimo, i suoi racconti si ispirano a noti manga giapponesi, trovando ampio consenso tra le lettrici che la seguono con affetto da anni.
www.dreamhunters.it

giovedì 21 settembre 2017

RECENSIONE | "L'insana improvvisazione di Elia Vettorel" di Anemone Ledger

Buongiorno lettori! Oggi delizio di nuovo con una delle mie recensioni arretrate e questa volta vi voglio parlare di un romanzo che su Instagram ha spopolato: L'insana improvvisazione di Elia Vettorel, della giovanissima Anemone Ledger. Prima di cominciare, vediamo insieme qualche informazione:


L'insana improvvisazione di Elia Vettorel
di Anemone Ledger
Ed: Ermes 168 pagine
Ebook3.99 euro - Brossura: 15.00 euro

Improvvisazioni negative accompagnano tutta la fiaba nera di Elia Vettorel, dai suoi primi anni in orfanotrofio fino alla morbosa attenzione nei confronti di sua madre, al delirio completo, alla perdita di se stesso. La collezione di quadri inquietanti raffiguranti bambini uccisi in modi brutali, l’adrenalina nel compiere atti immondi, la derisione per il suo aspetto e la cicatrice sulla guancia, vero e proprio squarcio nell’abisso infernale e sconnesso della sua anima; come non poteva, Elia Vettorel, compiere un atto insano?

Buono, non male

Come faccio spesso, comincio con il parlare della copertina: deliziosamente inquietante, mi ha ricordato alcune immagini letterarie del mio amato Neil Gaiman. Inoltre io amo molto le tonalità del grigio (mica lo avevate capito dalla palette del mio blog?), perciò la copertina di questo romanzo mi ha immediatamente conquistata.

Ora, invece, passiamo al mio giudizio sul romanzo vero e proprio. Devo cominciare con un doveroso commento, che non è affatto una critica, ma un semplice dato di fatto: l'autrice è giovane e si sente. Non sto dicendo che non sia brava, anzi si riconoscono le potenzialità, ma come se c'è una cosa di cui sono sicura è che non si finisce mai di migliorare e di imparare. Anemone Ledger è brava, ma si percepisce che si tratta di un'autrice giovane, dove per "giovane" non parlo dell'età ma dell'esperienza come scrittrice. Ripeto, non si tratta di una critica, ma si avverte lo spazio per un miglioramento, per una maggiore presa di coscienza di se stessa come autrice professionista.

Ciò detto, L'insana improvvisazione di Elia Vettorel è un buon romanzo di esordio.

La trama è buona: abbiamo un bambino abbandonato, poco amato e preso in giro dai coetanei, che ripone tutte le sue aspettative in una figura materna che non sarà mai in grado di gestirne l'affidamento. Certo, qualche passaggio ha suscitato in me dei dubbi (ad esempio, non so quanto tutto ciò sia verosimile da un punto di vista legale), ma se dobbiamo prenderla come una fiaba oscura così sia.

Il personaggio di Elia, il protagonista, non mi ha fatta fare salti di gioia, questo devo ammetterlo, ma è possibile che sia perché di solito tendo a non amare i personaggi di questo tipo. In generale non mi ci ritrovo, quindi non posso dire che sia mal costruito: semplicemente non è nelle mie corde. In compenso, il personaggio che ho preferito è senza dubbio Aurora, la madre di Elia: è presente tra le righe anche quando non è attiva, la ritroviamo pagina dopo pagina come un'angosciante presenza sulla spalla. Lei è il vero spettro del romanzo, molto più del padre e del suo agghiacciante hobby, e lo è perché è verosimile: Aurora è una figura possibile, che volendo potrebbe abitare nel civico accanto al nostro, e il pensiero che una donna simile possa crescere un bambino mette più ansia della presenza delle mamme pancine del Signor Distruggere.

In generale, pur non essendo questo il mio genere preferito, ho trovato piacevole la lettura di questo romanzo. Come dicevo all'inizio sono certa che Anemone Ledger possa, con il tempo, darci molto di più, ecco perché non voglio dare un punteggio pieno a L'insana improvvisazione di Elia Vettorel, ciononostante sono molto curiosa di sapere cosa vorrà regalarci l'autrice in futuro: Anemone Ledger ha buone basi e potenzialità e questo romanzo d'esordio ne è la prova!

mercoledì 20 settembre 2017

I DIARI DELL'ANSIA | Non sapevo di essere in ansia

Lettori, benvenutissimi in questa nuova e spaventosa sezione del blog! Mi sento particolarmente felice di avviare questo progetto, spero mi permetta di affrontare la situazione nel modo più ironico e divertente possibile, cercando allo stesso tempo di dare una mano chi di voi ha il mio stesso problema attraverso la condivisione delle nostre esperienze.

In questo primo capitolo del nostro percorso ho deciso di raccontarvi la mia prima esperienza con questo lato del mio carattere, perciò vi presento:
Cosa stava capitando nella mia vita in quel fosco periodo? Niente. Anzi, meglio: solo cose positive. Ma quella baldracca da balera che è l' a n g o s c i a ci prende quando meno ce lo aspettiamo e per me non è stato diverso.

Ero appena rientrata in università, la primissima settimana di febbraio, e sembrava che nella mia vita fosse tutto in perfetto ordine: un compagno meraviglioso, la cosiddetta metà della mela, due genitori che mi supportano e mi sostengono in ogni mio progetto; non c'erano problemi economici all'orizzonte, né difficoltà con gli amici e i colleghi di corso; ho sempre fatto buona impressione sui professori e ho sempre amato studiare; sembrava che tutto fosse al posto giusto e non mi aspettavo certo qualcosa del genere.

Poi mi sono ammalata, ho preso una cistite colossale e mi sono ritrovata con quarantuno di febbre dalla sera alla mattina, non riuscivo a ingerire nemmeno l'acqua senza dover correre al bagno e non riuscivo a stare in piedi senza barcollare e cadere. Fin qui nessuna preoccupazione, anzi, la cistite è una bazzeccola da cui si guarisce con il giusto antibiotico.

Forse ero ancora debilitata, forse mi sarebbe successo lo stesso, forse era perché stavo preparando l'esame peggiore del mio corso di laurea. Quello che è capitato è stato l'arrivo di attacchi di panico da cui uscivo piegata a metà.

Cosa succede durante un attacco di panico? Semplice, si perde totalmente il controllo. Il corpo non risponde più ai comandi, la gola sembra bloccarsi e si rischia l'iperventilazione, tutto nella vita sembra fare schifo e si ha la sensazione che si stia per morire. Io personalmente alternavo respiri affannati a una inspirazione troppo veloce, mentre avevo i muscoli della pancia completamente contratti e le gambe che di quando in quando facevano uno scatto in avanti e tremavano da sole.

Al di là del fisico, però, ciò che fa davvero paura è quello che capita nella nostra testa: la sensazione è netta e inequivocabile, è una paura totale e senza uscita. Davanti a noi c'è il nulla: io ad esempio mi sono convinta che, se non avessi passato al primo colpo l'esame che stavo preparando sarebbe successo qualcosa di irreparabile. Si rimane in un certo senso intrappolati nel proprio cervello, perché se a bloccarci siamo noi stessi, come possiamo aiutarci a scappare? La razionalità non è scomparsa, ci sono momenti in cui siamo consapevoli che non succederà nulla di male, ma sono rari raggi di luce. Per tutto il resto del tempo, la paura fa novanta. A nulla serve ricordarsi che siamo vivi e che lo saremo ancora a lungo, perché abbiamo paura lo stesso. E il fatto di avere pausa non fa a sua volta paura? E se abbiamo paura della paura, come facciamo a impedirci di avere paura? *cervello in esplosione tra 3... 2...*
Carlo Conti a parte, non ho avuto subito la prontezza di capire come combattere questa situazione. In realtà, ci ho messo del tempo anche per rendermi conto di cosa effettivamente mi stesse capitando. Per qualche giorno non ne ho parlato con nessuno, perché mi vergognavo: pensavo "che scema che sono, mi tolgo il sonno per una cavolata simile". Questo è un errore: non importa di cosa avete paura, il punto è che la paura c'è. Che sia del mostro sotto il letto o di una scadenza incombente o chissà che altro, la paura c'è e va combattuta comunque. Purtroppo, per giorni che mi sembravano infiniti, non sapevo di essere in ansia e quindi non ho preso provvedimenti fin da subito.

Da allora mi capita regolarmente di avere una grande paura. Sono come entrata in un vortice, ho perso quasi tutta la fiducia che avevo in me stessa. Ora, a volte, quando prendo la macchina ho perfino paura di non vedere le rotonde (e le rotonde sono grosse, difficile non notarle). E non vi dico per gli esami! Una tragedia. Praticamente Ron Weasley che si infila nella tana di Aragog.
Non sono certo l'unica, anzi: da quando ho cominciato ad avere questi problemi mi sono informata e ho scoperto che moltissime persone accusano attacchi di panico e problemi di ansia nei confronti della propria vita. Forse ci sapettiamo troppo da noi stessi, o più semplicemente siamo fatti così. Attraverso questi diari dell'ansia spero di tirarmi (e tirarvi) un po' su, mettendo nero su bianco tutto ciò che mi preoccupa e sbattendolo in faccia al mondo di internet, nel tentativo di ricordare che alla fine tutto - o quasi tutto - può essere aggiustato.

martedì 19 settembre 2017

SEGNALAZIONE | "Ultima birra al Curlies Bar" di Armando Bonato Casolaro

Buongiorno lettori! Oggi sono qui per una nuova segnalazione, un romanzo il cui titolo mi ha colpita molto (e no, non perché mi nutrirei solo di malto e luppolo): Ultima birra al Curlies Bar di Armando Bonato Casolaro. Ecco i dati per voi:


Ultima birra al Curlies Bar
di Armando Bonato Casolaro
Ed: Historica Edizioni - 270 pagine
Brossura: 17 euro

Gabriel Estevan è un uomo dal fascino un po' noncurante, di chi sembra mai del tutto presente, mai del tutto a suo agio in questo mondo. Ma è soprattutto uno stimato direttore d'orchestra che nel giorno del suo quarantaduesimo compleanno lascia improvvisamente il suo lavoro. Muovendosi all'interno di un mondo che, benché affascinante, non gli appartiene, fatto di sfarzo e donne bellissime ma anche di sotterfugi e corruzione, Gabriel si troverà a gestire, anche suo malgrado, una serie di eventi che provengono dal passato e che lo porteranno fino in India, alla ricerca di un amico scomparso. Un pressante commissario di polizia, un padre domenicano, una ballerina francese, un amico sassofonista, una giornalista, sono solo alcuni dei personaggi che contribuiranno a rendere intrigante la vicenda, arricchita da concerti in cui spiccano le arie più famose della musica classica sulle note di Wagner, Debussy e Ravel.
Armando Bonato Casolaro è nato a Milano e risiede in Veneto, nel borgo medievale di Asolo. Ha lavorato come consulente, per venticinque anni, nel settore moda e design. Nel 1994 ha lavorato, in qualità di correttore di bozze, al quotidiano La Voce di Indro Montanelli, fino alla sua chiusura. Attualmente è giornalista free-lance. Scrive per la testata NotizieNazionali.net, in particolare segue la rubrica Stylefashion.net, e collabora con altre testate on-line. L'India, che ha visitato parecchie volte, è il paese che ha cercato di raccontare al meglio nella sua opera prima: Viaggio con Jahan (2008). In seguito New York, Boston, Bali, Tokyo e il Madagascar sono i luoghi dai quali ha tratto l’ispirazione per il romanzo Tre chicchi di caffè (2010) e del suo sequel intitolato La giacca mimetica (2013). È poi nata l’idea di una trilogia chiusa, idealmente, con la pubblicazione di Una vita un incontro (2015). Tutti editi da Aurelia Edizioni. Si è classificato primo al Premio Caterina Martinelli-Colli Aniene-Roma 2014 con il romanzo Tre chicchi di caffè, aggiudicandosi anche, per lo stesso romanzo, la Medaglia della Camera dei Deputati e Premio speciale della Presidenza al premio Un libro amico per l’inverno. Primo classificato al concorso Pagine & Caffè 2016 per la sezione racconti inediti, con il racconto Il talento. Ultima birra al Curlies bar (Historica Edizioni) è il suo ultimo romanzo.

lunedì 18 settembre 2017

RECENSIONE | "Ti faranno del male" di Andrea Ferrari

Buongiorno lettori! Buon lunedì! Iniziamo la settimana con una nuova recensione: Ti faranno del male, un romanzo di Andrea Ferrari che mi ha gentilmente inviato il libro. Ecco qualche dato prima di passare alla recensione!

 Ti faranno del male
di Andrea Ferrari
Edizioni Leucotea - 106 pagine
Ebook: 5.99 euro - Brossura: 12.90 euro

Andrea vive in un appartamento protetto del servizio di salute mentale, dentro cui trascorre le proprie giornate quando non lavora come magazziniere o riflette sulla sua condizione vagando per la città. Ormai le donne sono per lui una chimera, non coltiva amicizie e ha una condizione economica precaria. L'uomo è rinchiuso in se stesso e affranto; neanche la pubblicazione del suo primo romanzo, gli dona speranza. Dopo essersi ritrovato, suo malgrado, a vivere in tre diversi ospedali psichiatrici, l'arrivo di Carolina cambierà la sua vita. Questa ragazza dalle vedute antisemite e dai comportamenti particolari, lo condurrà verso situazioni difficili da affrontare. Un romanzo che esaspera la naturale condizione dell'uomo: perché se tutto può andare per il verso sbagliato, quasi sicuramente accadrà.
 
 Buono, non male

Ti faranno del male è la classica storia con moltissime potenzialità che sono state gestite non certo al meglio. Voglio però andare come al solito con ordine e spiegarmi bene, anche perché il punteggio che ho dato al romanzo è comunque molto decoroso.

L'idea di base della trama è ottima: abbiamo un protagonista che non trova soddisfazione nella propria esistenza, che all'avvio del romanzo è piuttosto precaria, e un ambiente sociale disagevole. Le premesse perché se ne possa trarre un bellissimo spaccato della natura umana ci sono tutte, le fondamenta del romanzo sono molto solide e mi ha fatto piacere scoprire che Ferrari ha le idee chiare fin da subito. In effetti, la prima ventina di pagine mantiene le promesse fatte.

In seguito, invece, la questione si complica. Gli argomenti trattati sono complessi, non possono e non devono essere presi alla leggera, eppure l'impressione che ho avuto è stata proprio questa: una storia "tirata via", come si dice dalle mie parti, frettolosa, come se il racconto stesso avesse una gran voglia di precipitare verso il finale senza stare a guardare quali eventi stava calpestando. Un uomo che ha alle spalle un passato da paziente di psichiatria ha per forza dei fantasmi, ha delle difficoltà a gestire il rapporto con il mondo, ma occorre che queste difficoltà siano sviscerate a dovere. Mi spiego meglio: non serve solamente descrivere, serve far percepire al lettore. Per ottenere una buona resa non servono necessariamente poemi chilometrici, chi sa davvero far cantare le pagine riesce in quattro righe a trasmettere molto più di quanto potrei fare io in venti pagine. Ferrari ha buone capacità, lo si capisce bene da altre parti del testo, ma in questo particolare caso non le ha applicate in pieno.

Parliamo invece del protagonista, Andrea, la chiave dell'intera vicenda. Mi è piaciuto, è un personaggio dalla buona caratterizzazione, mi ha attirata fin da subito. Chiaramente bisogna tenere in considerazione il passato del personaggio, che non ha avuto una vita "normale" e come tale ragiona e si muove in modo differente rispetto ad altri, ma trovo che l'autore abbia selezionato bene le sfaccettature con cui strutturarlo; meno piacevole è stato il modo di gestirlo, ma questo si ricollega al discorso che ho fatto prima: come per le vicende, anche per il personaggio Ferrari sembra aver dato il massimo nella progettazione e il minimo nella messa in moto. Si capisce che l'autore ha ottime potenzialità, ma chi voglia leggere questo romanzo per svago non riuscirà a coglierle.

Passando allo stile, ne sono rimasta soddisfatta. Ferrari scrive in modo semplice, pulito, piacevole. Le frasi sono brevi e concise, il che concede un buon ritmo alla narrazione e tiene viva l'attenzione del lettore. Nella biografia dell'autore che trovate su Goodreads si dice che tra gli autori preferiti di Ferrari ci sono Welsh e Bukowski: questa influenza inevitabilmente si nota molto, ma non trovo che sia un male, tutti noi siamo condizionati dalle letture che facciamo.

Infine, una breve riflessione che però ha tutto di personale e poco di oggettivo, perciò non prendetela come oro colato, né prendetela come una mancanza nei confronti dell'autore: è solo un mio pensiero. Tenete questa considerazione a parte rispetto alla recensione.
Io non conosco la vita di Ferrari, quello che so di lui l'ho letto in questa intervista rilasciata per Peccati di Penna, ma l'idea che un paziente psichiatrico che ha passato periodi lunghi in non una, ma  ben tre strutture e che vive ancora oggi in una comunità-appartamento abbia le capacità riflessive del nostro protagonista, che riesce anche a scrivere un libro, mi sembra azzardato. Con ciò non sto dicendo che sia impossibile: io non sono un medico e mi guardo bene dall'affermare di esserlo, ma sento parlare tutti i giorni di pazienti psichiatrici perché il mio compagno, che invece è dell'ambiente, al momento lavora in una struttura psichiatrica di tipo B, ovvero una comunità riabilitativa con pazienti mediamente gravi. Dai suoi racconti si capisce che nessuno di loro avrebbe una capacità di raziocinio tale da poter scrivere un romanzo. Non oso immaginare i centri che accolgono pazienti più gravi. Ribadisco: io conosco questo contesto solo in parte, dal momento che non sono una testimone in prima persona, né ho la presunzione di conoscere tutte le strutture in suolo italiano e tutti i loro pazienti, ma l'idea che Andrea con le sue tre esperienze in strutture psichiatriche alle spalle sia già ad un punto tale del suo recupero da aver addirittura scritto un romanzo mi sembra poco plausibile. Se sbaglio vi prego di correggermi, si tratta di una mia impressione e nulla di più.

In generale il romanzo è stato abbastanza piacevole, ci sono parecchie cose che potrebbero essere migliorate, ma allo stesso tempo trovo che il libro sia buono, con potenzialità da tenere in considerazione: tre punti su cinque.

domenica 17 settembre 2017

SEGNALAZIONE | "Omega. L'armata dei ribelli" di Max Peronti

Buongiorno, lettori! Bentornati, buona domenica a tutti voi. Per mia fortuna ho terminato gli esami per questa sessione e posso dedicarmi alla lettura prima di ricominciare! Oggi vi propongo la segnalazione di Omega. L'armata dei ribelli, un fantasy uscito dalla penna di Max Peronti. Ecco qualche dato!

Omega. L'armata dei ribelli
di Max Peronti
Ed: Asto Edizioni - 329 pagine
Ebook2.99 euro - Brossura: 13.90 euro
In pochi anni, il sanguinario imperatore Zorks ha sottomesso con la forza gran parte dei regni liberi di Panteia. Nessuno sembra in grado di fermarlo, finché dall'Alzania emerge un eroe dal volto sfigurato, che accende la fiamma della ribellione. È l'inizio della resistenza. In un mondo di intrighi di corte e tradimenti, un pugno di eroi partirà alla ricerca di alleati, combattendo epiche e cruente battaglie, ma soprattutto imparando a conoscersi nel profondo. Perché non esiste sacrificio, quando è compiuto per il bene più prezioso: la libertà.

Max Peronti, appassionato di storia militare antica e medioevale, si è laureato in Scienze strategiche nel 2002. Zaino in spalla, ha solcato i deserti dell’Iraq e dell’Afghanistan, le savane africane e le antiche terre dei celti. Chitarra e musica rock sono le sue compagne di viaggio, un dado a venti facce la sua bussola.

sabato 16 settembre 2017

BOOKISH CHAT | 5 Etsy shops a tema libroso

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Buongiorno a tutti lettori! Bentornati per un'altra Bookish Chat, questa volta parliamo di Etsy, un sito che offre la possibilità di rivendere la propria oggettistica handmade.
Io adoro adoro adoro *mani che vanno su e giù* questo sito, metà delle cose che possiedo viene da lì e, anche se bazzico per lo più la parte che riguarda l'oggettistica vintage, amo molto anche gli shops che vendono oggetti librosi. Oggi sono qui per segnalare i cinque che preferisco!

Si tratta di un negozio che vende borse, orecchini, anelli e contenitori per ebook readers ispirati alle cover dei nostri libri preferiti. Io ho comprato una borsetta da spalla ispirata ad Advanced potion making, il libro di pozioni di Harry Potter (qui trovate la foto), e mi trovo benissimo a usarla. La proprietaria è giovane, vivace e molto disponibile e i prezzi variano per molte tasche ed esigenze! Inoltre è un progetto tutto italiano che è riuscito a farsi conoscere nel mondo, merita un applauso!
LiteraryTeaCompany - www.LiteraryTeaCompany.etsy.com
Questo negozio vende tè: non fragranze qualsiasi, però, bensì ispirati ad autori, titoli, personaggi della letteratura di tutto il mondo! I prezzi sono relativamente bassi (io frequento negozi di infusi che hanno costi anche più alti) ma occhio alle spese di spedizione, quelle fanno notevolmente aumentare il prezzo del vostro infuso.

Ah, le candele: il tenero e ormai mitizzato compagno dei lettori di tutto il mondo. E se vi dicessi che questo negozio vende candele che profumano di libri? Nel vero senso della parola: le candele di Frostbeard sono candele a base di soia, quindi completamente naturali, e aromatizzate a gusti come "letture di un giorno piovoso" o "lezione di divinazione" o ancora "vecchia biblioteca". I prezzi sono nella media, soprattutto perché le candele di soia durano molto più a lungo di quelle normali, ma anche in questo caso tenete conto delle spese di spedizione.

Anche se non vende solamente spille a tema libroso, penso valga ugualmente la pena di dare un'occhiata alla grande varietà di proposte che trovate in questo negozio: i colori sono accesi e vivaci e i materiali sono molto resistenti, inoltre in questo caso le spese di spedizione sono abbastanza contenute per via del peso irrisorio delle spille. Se cercate qualcosa da attaccare allo zaino che dica "io sono un lettore" allora questo è il negozio giusto!

Di questo negozio mi fido come di un confessore. Io, che già mi vesto con uno stile un po' retrò, qui ho trovato una seconda casa. In questo negozio trovate gonne su misura ispirate a libri, film e serie tv, ma anche con disegni boho chic o vintage. Potete scegliere la lunghezza della gonna (io ad esempio la preferisco più lunga) e il colore primario, oltre che fornire le misure esatte del vostro punto vita in modo che vi cada alla perfezione. Io ho comprato da Jo, la proprietaria, una gonna a tema Lo Hobbit (ve ne ho parlato qui) ed ho scoperto che ne esistono solamente cinque come la mia, ma nessuna della mia stessa lunghezza! Personalmente conto di comprare ancora, rispecchiano perfettamente il mio stile e la proprietaria è una persona dolcissima, molto disponibile per rispondere a qualsiasi dubbio. Anche i prezzi variano molto da modello a modello, ma credetemi: per una gonna prodotta su misura e in esclusiva, sono comunque contenuti.

Che ne dite? Sono o non sono veri forzieri del tesoro? Se conoscete altri negozi (librosi o no) e volete segnalarmeli, lasciatemi un commento, sono curiosa!

venerdì 15 settembre 2017

RECENSIONE | "Memorie di un Cyborg" di Alex Zaum

Buon venerdì lettori! Andiamo avanti con le recensioni arretrate e oggi vi propongo la mia opinione su Memorie di un Cyborg di Alex Zaum, che la Eden Editori mi ha gentilmente inviato. Prima, come al solito vediamo qualche dato:


Memorie di un Cyborg
di Alex Zaum
Eden Editori - XXX pagine
Link all'acquisto: 15.00 euro

Sean Parker è un cyborg che sta perdendo la memoria e, con essa, la sua identità. È nato alla fine del XX secolo, ma vive nel 2048, in un mondo in cui le corporazioni controllano la sicurezza, l'economia e, soprattutto, le ultime riserve di acqua potabile. Viene ingaggiato dalla Stilla Corporation, insieme al suo socio ed amico Christopher Tuttle, per ritrovare il misterioso Progetto 2037, rubato in maniera inspiegabile dai laboratori segreti della Stilla di Johannesburg. L'indagine porterà i due detective indipendenti a viaggiare attraverso un mondo distopico e ad incontrare terroristi, emissari corporativi e i sopravviventi, ovvero i reietti che non possono permettersi l'acqua potabile.


Molto bello!

Lettori, voi ormai sapete che cerco sempre di fare recensioni senza spoiler, ma per questo romanzo sarà più difficile del previsto a causa della sua struttura: è diviso in tre parti distinte, ciascuna ambientata in tre aree differenti del pianeta, ed è in realtà possibile leggere il testo non necessariamente nell'ordine dei capitolo in cui ci viene presentato. In ogni caso cercherò di spiegarmi senza scendere troppo nei dettagli!

Siamo nel 2048, come spiega la sinossi, e il pianeta Terra è uscito da pochi anni dalla Terza Guerra Mondiale, conflitto condotto a suon di attacchi chimici ha causato un disastro ambientale: ora l'acqua potabile del pianeta è notevolmente ridotta e cosa succede quando c'è molta domanda e poca offerta del medesimo prodotto? Monopolio. Ci troviamo quindi davanti ad una corporazione internazionale che detiene il commercio dell'acqua potabile, riservata ormai ai pochi fortunati che possono permettersela. Tutti gli altri diventano "sopravviventi", termine che inizialmente avevo bocciato come errore e che invece si riferisce a quegli esseri umani che sopravvivono ingerendo cibo e acqua tossici.

La questione del mondo diviso in "ricchissimi" e "poverissimi" è qualcosa di legato alla fantascienza distopica: siamo molto lontani dai positivi risvolti che ci propone la serie classica Star Trek, il mondo che Zaum descrive non è un mondo per deboli. C'è stato qualcosa, per tutta la durata del romanzo, che mi ha costantemente fatto ricordare Il verbo di Sonmi-451, ovvero la quinta storia raccontata in L'atlante delle nuvole. Non che ci sia qualcosa di male: qualunque genere letterario fatica a reinventarsi, la fantascienza viene ormai proposta al pubblico su più livelli narrativi (libri, film, serie tv) e non trovare qualcosa che ci faccia immediatamente ricordare qualcos'altro diventa difficile. Anche in Memorie di un Cyborg quindi abbiamo un mondo in cui i più benestanti possono permettersi non solo l'acqua e il cibo, ma anche chirurgia estetica notevolmente avanzata e beni di lusso, mentre gli indigenti si avvelenano giorno dopo giorno per loro stessa mano nutrendosi di cibo tossico. Si tratta di una tematica che, trattata in modo diverso, è molto cara al genere fantascientifico e Alex Zaum la fa propria con notevole maestria, inserendo elementi nuovi.

Il protagonista, voce chiave di gran parte del romanzo, è Sean, che sceglie volontariamente di diventare un cyborg. La gestione di questo personaggio da parte dell'autore è molto buona: il fatto di aver rinunciato per propria volontà alla sua identità di umano rende Sean molto particolare, la questione della memoria come base identitaria di un individuo è un'idea ottima, legata a filo doppio a correnti di pensiero che ho studiato all'università e che mi ha fatto molto piacere ritrovare qui. Inoltre, ma questa forse è solo una mia impressione, ho riconosciuto nei comportamenti di Sean alcune caratteristiche di chi contrae il morbo di Alzheimer (da non confondere con la demenza senile) e cerca disperatamente di non cedere all'avanzare della malattia.

Anche il personaggio di Zeta è apprezzabile, anche se confesso che è proprio lui che mi impedisce di dare un punteggio pieno al romanzo: vista la tipologia di personaggio (e qui non posso davvero dire molto perché rischio di svelare tutto subito) mi aspettavo qualcosa di innovativo, invece sono rimasta un po' delusa perché di caratterizzazioni simili ce ne sono a iosa nella letteratura moderna.

In generale il romanzo procede ad un buon ritmo, Zaum sa dosare le parole nel modo giusto e non concede al lettore la possibilità di distrarsi (il che è decisamente un bene). Lo stile è semplice, ma molto curato, piacevolissimo; tuttavia si avverte come un muro tra il lettore e i personaggi, in qualche modo si fatica a immedesimarsi con loro. C'è una barriera di tipo emotivo che andrebbe abbattuta entro pochi capitoli, invece si arriva alla fine consapevoli di aver letto un libro bello, ma migliorabile.

Comunque quattro virgolette su cinque sono tutte meritate, un romanzo perfettamente godibile.

giovedì 14 settembre 2017

SEGNALAZIONE | "Sarah Gilmore: la Custode" di Fabio Fanelli

Buondì lettori! Bentornati sul blog, oggi voglio segnalarvi oggi il primo volume di una serie fantasy firmata da Fabio Fanelli: Sarah Gilmore: la Custode. Ecco qualche dato per voi:

 
Sarah Gilmore: la Custode
di Fabio Fanelli
Autopublishing - 359 pagine
Ebook2.99 euro (gratis con Kindle unlimited) - Brossura: 15.60 euro

Il mondo magico è in grave pericolo. Il nemico è in agguato pronto ad agire. Solo una ragazza può salvarlo: una ragazza comune del destino speciale.
Sarah è testarda, caparbia, coraggiosa e determinata, ma non sa di possedere queste doti fin quando non si scontra con il suo destino: diventare la Custode di un potente Grimorio. Il suo cuore puro le permetterà di accedere al grande potere che custodisce il libro ma, poco avvezza alla magia e a ciò che ne deriva, riuscirà a fronteggiare gli Oscuri che vogliono conquistare il potere assoluto? Saprà adattarsi a una nuova vita piena di pericoli ed ostacoli da affrontare?

mercoledì 13 settembre 2017

RECENSIONE | "I Dissonanti" di Ilaria Marsilli

Buongiorno lettori! Come state? Il vostro week end vi ha trattato bene?
Oggi vi porto sul blog la recensione di I Dissonanti di Ilaria Marsilli, di cui vi avevo già parlato qui prima della pausa estiva. Mentre ero assente dal vasto mondo di intenet ho avuto modo di leggere il romanzo, ecco qui cosa ne penso!

I Dissonanti
di Ilaria Marsilli
Self Publishing - 436 pagine
Ebook2.99 euro - Brossura17.68 euro

Dopo un incontro inaspettato in un tiepido pomeriggio di fine estate, Lisa, spinta da un irrefrenabile desiderio di trasgressione nei confronti della rigida autorità materna, esce di nascosto a tarda ora per recarsi a un appuntamento in un locale della periferia cittadina. Una volta rientrata nella sua abitazione, la ragazza trova però la dimora deserta. I suoi genitori paiono scomparsi nel nulla e la città stessa sembra sprofondata in un irreale silenzio. Ancora non sa che le strade sono perlustrate da individui pronti ad attentare alla sua vita e percorse da creature mostruose che si spostano, irrequiete e bramose, solo in attesa di incontrare suoi simili. Non ha idea dell’incubo in cui è precipitata, perché ancora non conosce la scissione.
Un fantasy paranormal romance che vi trascinerà in una realtà nella quale i protagonisti dovranno scontrarsi con le proprie debolezze e con i propri sentimenti. Un amore nato nelle circostanze più sfavorevoli. Un'avventura con in gioco il destino dell'umanità dove nulla è come sembra.

Molto bello!

Cominciamo con il dire che, quando ho iniziato questo romanzo, mi aspettavo più che altro uno young adult che un urban fantasy. Sia dalla copertina, che rimanda a protagonisti giovani, sia dalla sinossi mi aspettavo qualcosa sul genere di Divergent. In effetti in più occasioni ho trovato confermata questa ia sensazione iniziale: non che sia un male, semplicemente mi aspettavo qualcos'altro e ne sono rimasta un po' sorpresa.

Un elemento che ho amato molto è l'ambientazione: siamo abituati a veder svolgere romanzi di questo genere in grandi metropoli che, inevitabilmente, in Europa non ci sono. Un esempio per tutti: Shadowhunters. Il grigiore e l'umido della grande città, gli angoli bui... Non mi fraintendete, mi piace questo genere di location (sono una dei pochi fan di The last witch hunter non a caso!), ma Ilaria Marsilli fa un lavoro speciale con I Dissonanti: fa svolgere la vicenda in Italia. Questa scelta è tanto azzardata quanto meravigliosa, fa in modo di avvicinare una realtà che a molti lettori sembra lontana, la rende tangibile, ci fa dire "Potrebbe succedere a me", mentre di solito questo non accade. Ilaria Marsilli abbatte un grosso muro che separa i lettori italiani (o, se è per questo, di molte nazioni del mondo sprovviste di megalopoli oscure) da questo tipo di letteratura.

I personaggi non sono male: Dante, soprattutto, è stato gestito al meglio. Non posso e non voglio svelare nulla della trama, basti sapere che sul suo conto si scoprono alcuni elementi che avrebbero potuto renderlo moooolto simile ad altri personaggi maschili ben conosciuti, invece l'autrice riesce a muovere il personaggio in modo nuovo, scorrevole. Riguardo Lisa la mia opinione è meno positiva: l'ho trovata un po' forzata in certi comportamenti che assume, molto poco realistica (e sappiamo bene che anche nel fantasy il realismo e la coesione ci vogliono sempre).

Lo stile di scrittura è ottimo: scorrevole, per nulla zoppicante, mi ha permesso di leggere fino alla fine senza pause un volume di considerevole lunghezza. Non ho nulla da eccepire a riguardo, l'autrice ci sa fare. Certo, lo spazio per il miglioramento c'è, ma quello c'è sempre anche per gli autori consumati. Alla Marsilli non posso che fare i miei complimenti.

Anche l'idea di base della trama è piuttosto intrigante: riprende elementi prettamente fantascientifici che mi hanno ricordato capolavori del genere (come Fringe, per citarne solo uno) ed è stato bello notare come l'autrice sia stata in grado di gestirli. Di nuovo, non posso svelare molto, ma Ilaria Marsilli ha dimostrato di sapere cosa stava facendo. Non posso giudicare l'accuratezza scientifica perché non è proprio il mio campo, quindi non ho le conoscenze per farlo, ma da totale profana ho trovato ottimi gli espedienti narrativi usati.

In conclusione, quattro virgolette su cinque, tutte ben meritate!

lunedì 11 settembre 2017

SOCIAL BLOOMING | Come si apre un blog?

Buongiorno lettori! Ho deciso di inaugurare questa sezione del blog con un articolo che tratta le basi: perché, vi chiederete? Perché spesso chi vuole aprire un blog e non sa come cominciare cerca informazioni in rete per sapere come muovere i primi passi. Ultimamente alcune ragazze mi hanno chiesto in direct su Instagram come si debba iniziare e mi pare doveroso dare una risposta! Ormai sono anni che bazzico la blogosfera (almeno 10, argh) e qualcosa l'ho imparato. In questo post affronteremo passo dopo passo quali sono i passaggi da seguire per avviare un blog partendo nel modo giusto.

1. PENSARE A UN ARGOMENTO
Chiaramente, il vostro blog non deve necessariamente parlare di un unico argomento, ma sappiate che dovete sceglierne uno che predominerà sugli altri. Esempio: Giangiulfo vuole aprire un blog di viaggi, ma ama molto anche la cucina; per una buona resa, Giangiulfo potrà dedicare una rubrica, o una sezione, del proprio sito alla cucina, ma se il suo target sono i viaggiatori dovrà anche fare attenzione a dedicare almeno il 60% dei suoi post al tema "viaggio" o rischierà di creare confusione nei suoi lettori che alla fine lo abbandoneranno. Non fate come Giangiulfo.
Il tema del vostro blog può essere veramente qualsiasi cosa: la mia migliore amica è iscritta ad un blog sui fari, tanto per dirne una. Può essere un lifestyle blog, un travel blog, un lit blog come il mio... a voi la decisione, ma siate sempre ben consapevoli di quello che vi ho detto prima.

2a. PENSARE A UN NOME ACCATTIVANTE
Adesso che avete in mente l'argomento che più vi piace, dovete pensare a un nome. Per attirare l'attenzione, non deve necessariamente essere qualcosa di mai sentito, né deve per forza contenere parole in altre lingue. Altro esempio: il titolo "I pasticci di Anna" è breve, incisivo e ci fornisce già alcuni indizi sul tipo di blogger che abbiamo davanti, ovvero una donna che "pasticcia", il che restringe il campo a 1) cucina 2) crafting o attività manuali. Questo è un titolo accattivante, perché permette a chi cerca blog di questo tipo di trovarlo facilmente e, viceversa, consente a chi cercava il sito di Aranzulla di stare alla larga da Anna e dai suoi pasticci.
Un buon titolo deve essere breve: deve rimanere nella mente delle persone, deve "spaccare" nel vero senso del termine, ovvero essere rapido e incisivo come una martellata.

2b. PENSARE A UN NOME NON TOTALIZZANTE
In che senso? Nel senso che, se aprite un blog sulla cura del vostro bebè e lo chiamate "Il culetto di pesca del mio Teo", difficilmente questo blog avrà la possibilità di durare a lungo, perché il piccolo Teo dal culetto di pesca crescerà. Vi faccio un altro esempio, questa volta tratto dalla realtà: vi parlo Chiara, la blogger di Ma che davvero?, che ha aperto il suo blog proprio quando è rimasta incinta; ora sua figlia è cresciuta e lei, avendo scelto un titolo che si adegua a molte evenienze, lo ha trasformato in un lifestyle blog di enorme successo. Se l'avesse chiamato "Sono incinta" il blog avrebbe avuto la breve aspettativa di vita di 9 mesi/3 anni.

3. SCEGLIERE LA PIATTAFORMA ADATTA
Esistono parecchi siti che permettono l'apertura di un blog: i più famosi sono senza dubbio Blogger, Wordpress e Altervista, ma ce ne sono molti altri. Questi sono tuttavia i più seguiti, quelli che vi permetteranno di interagire con più utenti. Scegliere la piattaforma giusta al primo colpo non è facile, tutte offrono diverse possibilità e ognuna ha pro e contro. L'unico consiglio che posso darvi è di esaminare diversi esempi di blog già esistenti su tutte e tre le diverse piattaforme, in modo da farvi un'idea generale (ma MOOOLTO generale!) di come si presentano i siti.
Io ho sempre usato Blogger e personalmente lo consiglio per svariati motivi:
  1. è di immediata comprensione, con un po' di pazienza e facendo tante prove sarà facile padroneggiarlo in breve tempo (se ce l'ho fatta io che non so nemmeno usare bene il cellulare!)
  2. è interamente gratuito
  3. è più semplice esportare il vostro dominio (ovvero il link url del vostro sito, quello nella barra in alto che inizia con https://); non che con le altre piattaforme non si possa, ma è un procedimento un po' più complicato
  4. per poter commentare è sufficiente utilizzare un account Google, non è necessario registrarsi su ulteriori siti, e credetemi: molti lettori sono così pigri che non si registrano solo per mancanza di voglia, togliendovi quindi la possibilità di ricevere commenti e iscrizioni. Con Blogger questo problema non si pone
4. LA GRAFICA
Sfatiamo un mito: avere una buona grafica per il proprio blog non è impossibile e con un po' di pazienza potete farcela senza problemi. Se volete ricorrere a un grafico professionista vi consiglio Daydream Design, nel caso saltate direttamente al punto 5. Se invece volete pensarci da soli, ci sono alcuni tools che potete usare e che ovvieranno a molti dei vostri problemi.
Prima di tutto, Canva: è il sito che uso io per praticamente qualsiasi cosa, dalla grafica del blog ai biglietti di Natale. Perché usare Canva: 1) è talmente ampio e offre così tante possibilità che è praticamente impossibile non trovare qualcosa che faccia al caso vostro e 2) perché è quasi completamente gratuito (e anche gli elementi a pagamento sono così economici che valgono l'investimento, meno di un euro a elemento).
Inoltre, vi conviene utilizzare siti che mettono a disposizione stock di immagini prive di copyright: postare sul vostro blog immagini protette senza citarne la fonte potrebbe causarvi non pochi fastidi anche legali, soprattutto se il vostro blog viene seguito da molte persone. Vi conviene usarne di non protette: al momento sono molto affezionata a Pexels, ma tempo fa usavo molto anche Picjumbo e Magdaleine. La scelta è molto ampia.

5. LA COMMUNITY
Quale che sia l'argomento primario del blog, non potete prescindere dall'interazione con la community. Ma cosa sarà mai questa community? Semplice: sono le persone che, come blogger o come lettori, hanno i vostri stessi gusti.
Cominciate innanzitutto con il cercare gruppi di conversazione e/o condivisione che coinvolgano blog simili al vostro: non potete fare a meno del confronto, vi aiuta sia a migliorarvi sia a capire se e quando ci sia qualcosa che non va nel vostro sito. Cercate su Facebook, su Instagram, avviate conversazioni e fate amicizia: la concorrenza c'è ed è normale, ma allo stesso tempo vi assicuro per esperienza che da soli non si va da nessuna parte.
Della community fanno parte anche i vostri lettori: non trascurateli, lasciatevi coinvolgere dalle loro osservazioni o dalle loro opinioni, siate attivi. I lettori sono il vostro pubblico e spendono il loro tempo per leggere quello che scrivete, per guardare le foto che postate: il minimo che potete fare è rispondere, ma vi consiglio anche di fare di più e di starli a sentire, perché spesso nascono bellissime amicizie o collaborazioni vincenti dal vostro rapporto con loro.

6. DIVERTITEVI!
Hey, nessuno vi obbliga ad aprire un blog, né siete costretti a fornire continui aggiornamenti. Per voi, soprattutto all'inizio, il blog sarà un hobby, perché prima che possa diventare un lavoro ne passa di acqua sotto i ponti. Un hobby non può essere un dovere, ma un piacere, perciò spassatevela (:

sabato 9 settembre 2017

SEGNALAZIONE | "Hold me" di Emily Storm

Buongiorno lettori, bentornati sul blog. Oggi sono qui per una segnalazione: Hold me di Emily Storm, il primo di una serie di racconti thriller erotici, uscito il 31 agosto. Ecco tutte le informazioni:


Hold me
Emily Storm
Self Publishing - 19 pagine
Ebook: 0.99 euro (gratis con Kindle Unlimited)

Melbrook City si tinge di rosso.
L'agente Ana Alves sta investigando, insieme al collega Alex Bathory, su un presunto serial killer. Le vittime vengono ritrovate nude con i corpi avvolti da corde, rossetto nero sbavato e la firma del pazzo criminale: Hold me. Il tutto fa pensare al bondage. Ana dovrà infiltrarsi nel mondo del bondage. Lo scenario che si aprirà davanti ai suoi occhi sarà inaspettato. L'agente Alves proverà emozioni forti, entrerà in punta di piedi per poi farsi travolgere completamente dalle pratiche del bondage. Si lascerà trascinare dall'eccitazione, dalla passione e dai piaceri piccanti che non aveva mai provato in vita sua.
Emily Storm è uno pseudonimo. Emily ama la musica, la danza e i libri. Ama viaggiare e riportare tutte le sue esperienze nei propri libri. Ha scritto alcuni articoli per riviste varie. Ecco dove potete trovarla:
EMAIL: emily.storm@libero.it
PROFILO FACEBOOK: https://www.facebook.com/EmilyStorm1981
PROFILO TWITTER: https://twitter.com/emilystorm81

venerdì 8 settembre 2017

RECENSIONE | "The Phoenix: Fuoco" di Rebecca Fox

Buongiorno a tutti, lettori! Continua la carrellata di recensioni dei libri che ho letto questa estate durante la pausa. Oggi è il turno di The Phoenix: Fuoco di Rebecca Fox. Ecco qui cosa ne penso!

The Phoenix: Fuoco
di Rebecca Fox
Ed: La Ruota Edizioni - 464 pagine
Ebook: 6.00 euro - Brossura: 12.00 euro

È possibile sottrarsi al proprio destino? È questo che Ren si domanda mentre lotta disperatamente per salvare il fratello minore Shin dalla malattia che lo divora a poco a poco. Si troverà di fronte ad un bivio: risvegliare la magia sigillata nel fratello, facendo riemergere in lui i ricordi di un orrendo passato, oppure sacrificare se stesso per curarlo, lasciandosi divorare, però, dalla magia delle Tenebre. Ma il potere della Luce, così ardente in Ren, e così da lui odiato, attirerà attorno al ragazzo i leggendari Cavalieri della Luce ed il loro Signore, Antares, dando vita ad un vortice di eventi che intreccerà indissolubilmente le vite dei due fratelli al Regno della Magia.
Destino o libero arbitrio? Luce o Tenebre? A Ren la scelta...
 Buono, non male

Spesso nelle mie recensioni parto dalla copertina, perché si sa: è la prima cosa che si vede quando un libro viene preso in mano ed è inevitabile esprimere un giudizio a riguardo. La copertina di The Phoenix: Fuoco è veramente bella, i colori sono vivacissimi e accesi, sembra davvero di osservare una fenice infuocata. Per me è ottima.

Ora passiamo invece al romanzo vero e proprio, a partire dai suoi aspetti positivi.

Prima di tutto, la trama è piuttosto piacevole: l'idea di un mondo magico che vive in simbiosi con il nostro, due società perfettamente compenetrate tra loro e di cui tuttavia solo pochi sono a conoscenza non possiamo dire sia nuova. Da Harry Potter fino al più moderno filone dell'urban fantasy, questo spunto narrativo è stato sfruttato fino a spolparlo, eppure funziona benissimo. Il Regno della Magia di The Phoenix risulta perfettamente credibile, rispettando in tal modo il patto con il lettore (di cui parleremo più avanti sul blog, se la cosa dovesse interessarvi).

Interessante anche la presenza dei Cavalieri della Luce e dei Cavalieri delle Tenebre: sono convinta che nel sequel (immagino ce ne sarà uno) verranno fornite più informazioni a riguardo, ma secondo me è stato più che giusto non dare ancora spiegazioni troppo approfondite in questo primo capitolo. Da un punto di vista strettamente pratico, questa scelta fa aumentare la curiosità dei lettori invitandoli a leggere il seguito; da un punto di vista narrativo è una scelta vincente, crea suspance e rende il tutto più verosimile, perché nella vita reale non ci viene mai detto tutto subito, nella vita reale occorre studiare a fondo una cosa prima di conoscerla e così deve essere nei libri.

Anche lo stile non è male: semplice, molto scorrevole, forse con qualche "d" eufonica di troppo che rompe un po' il ritmo della lettura, ma nel complesso è perfettamente godibile. Si intravede lo spazio per un miglioramento, ma Rebecca Fox è già sulla buona via. Non ho quasi nulla da eccepire, quindi anche questo è un punto a favore (considerando quanto sono pignola a riguardo, potete fidarvi!).

La tematica principale, ovvero l'eterna contrapposizione tra bene e male nelle loro accezioni più assolute, è un'ottima scelta: richiama quei temi che sono tanto cari al genere fantasy più puro, mi ha ricordato autori di calibro elevato e che sono dei pilastri di questo filone. Anche questa è stata un'ottima scelta, spero tuttavia che nei prossimi venga approfondita maggiormente.

Ora passiamo invece alle note dolenti, mi perdonerete se devo spezzare l'incantesimo.

Purtroppo, non ho amato affatto la caratterizzazione dei personaggi. Sono ormai adulti, direi che li possiamo benissimo considerare tali, eppure passano il loro tempo ad abbracciarsi, a piangiucchiare, a creare gelosie un po' infantili. Mi ha ricordato alcuni anime che, infatti, non ho per nulla apprezzato. Non solo non è nelle mie corde, non è nemmeno verosimile. Questa è una situazione da rivedere, anche se mi riservo di scoprire in un eventuale sequel se non ci sia un motivo fondato alla base di questi atteggiamenti dei personaggi.

Altra cosa che mi ha suscitato dei dubbi è la scelta dei nomi. Siamo a Edimburgo, cuore della scozzesissima Scozia, e i personaggi hanno nomi chiaramente nipponici. Spero che nessuno se ne abbia a male, ma all'inizio mi sono perfino convinta che Ren e Shin fossero figli di emigrati giapponesi, salvo poi scoprire che non è affatto così. Se ci trovassimo in un futuro distopico, questo potrebbe anche essere possibile: in The Phoenix, però, non mi sembra proprio.

In conclusione, assegno a The Phoenix: Fuoco tre virgolette su cinque, in quanto pur con alcuni difetti il romanzo risulta una lettura piacevole e, nello scorrere delle pagine, avvincente. Spero di leggere presto il seguito.

mercoledì 6 settembre 2017

Liebster Awards 2017

Buongiorno lettori! Ebbene sì, sono stata nominata a mia volta al Liebster Award di quest'anno.

COME FUNZIONA: si tratta di un premio totalmente e solamente su internet, che può essere assegnato a 11 colleghi blogger e che, oltre a recere felice chi lo riceve, ha lo scopo di farci conoscere tra noi e tra i nostri lettori. Tutto deve svolgersi secondo le seguenti regole:

1. Ringraziare chi ti ha premiato
2. Scrivere qualche riga (max 300 parole) per promuovere un blog interessante che seguite
3. Rispondere alle 11 domande poste dal blog o dai blogger che ti hanno nominato
4. Scrivere a piacere 11 cose di te
5. Premiare a tua volta 11 blog
6. Formulare 11 domande per i blogger che si nomineranno
7. Informare i blogger del premio assegnato

RINGRAZIAMENTI
Ringrazio tantissimo Beb di La libreria di Beb, Ilaria di Il mio mondo fatto di inchiostro, Aurora di Tra una pagina e un caffé, Valentina di Bookitipy e la ragazza che si nasconde dietro un libro sono state carinissime a pensare a me ❤

QUALCHE RIGA SU UN BLOG INTERESSANTE
Un blog che trovo davvero bello e ben scritto è senza dubbio Reading is Believing, è molto conosciuto quindi probabilmente lo avete già sentito nominare, ma ve lo segnalo perché mi fido molto dei gusti di Denise, è una lettrice "forte" e anche quando non condividiamo la stessa opinione su un libro o un autore sono sempre contenta di leggere le sue opinioni, ragiona molto su quello che legge e scrive.

UNDICI DOMANDE DA CHI MI HA NOMINATA
(avendo ricevuto 5 nominations ne ho ben  c i n q u a n t a c i n q u e )

Cosa mi ha chiesto Beb:
1. Qual è l'ultimo libro che hai letto? Dal momento che sono costretta a programmare il post, vi posso dire qual'è l'ultimo libro che ho letto al momento della stesura: L'Alienista di Caleb Carr (di cui uscirà presto una serie tv con Luke "manzo da combattimento" Evans).
2. Scegli i libri per trama o copertina? Entrambi. A volte li compro a scatola chiusa per la cover, altre volte per il loro titolo, più spesso per la trama.
3. Preferisci lo shopping online o in negozio? Qui bisogna distinguere tra la Lucrezia che ama entrare in libreria e la Lucrezia che deve per forza tenere d'occhio il portafoglio. Negli store online i libri costano inevitabilmente di meno perché non ci sono le spese di gestione di un negozio, perciò compro più spesso su Amazon (mea culpa).
4. Qual è il tuo film preferito? Non ne ho uno, dipende sempre dal momento.
5. Dove ti piace leggere? OVUNQUE.
6. Libri corti o libri lunghi? Entrambi, ciascuno ha i suoi pregi e i suoi difetti.
7. Ascolti la musica quando leggi? A volte, ma dipende: se sono canzoni che adoro mi distraggono.
8. Preferisci tè o caffè? Tè per il gusto, caffè per la compagnia.
9. Sei più da vita di giorno o di notte? Tutti e due! Di notte di solito mi parte la vena creativa, mentre di giorno amo uscire e stare fuori casa!
10. Perché hai chiamato così il tuo blog? Perché amo tanto Doctor Who e vorrei un T.A.R.D.I.S. tutto mio! *-*
11. Dove vorresti essere in questo momento? Nella Terra di Mezzo!

Cosa mi ha chiesto Ilaria:
1. Ultimo libro letto? Come sopra, L'Alienista.
2. Se poteste avere una storia d'amore come quella che trovate nei libri, chi sarebbero i vostri personaggi fonte d'ispirazione? Non saprei dire. D'istinto direi qualcosa di potente tipo Aragorn e Arwen, ma alla fin fine credo che sarei più felice in un matrimonio come quello tra Sam e la sua Rosie: la grande avventura sta nel sapersi amare nel tempo, credo.
3. Di tutti i libri che avete nella libreria quale personaggio vorreste salvare? Perché? Spesso nei libri i personaggi che muoiono è meglio se restano morti, però se proprio dovessi salvare qualcuno sceglierei Edvige: mentre gli altri morti di I doni della morte, pur spezzandomi il cuore, hanno un buon motivo per morire e quindi non mi lamento, la morte di Edvige è stata la cosa più inutile dopo La maledizione dell'erede.
4. Animale preferito? Non ne ho uno, mi piacciono quasi tutti! Ma ho la lacrima facile per le pulcinelle di mare, sono così grasse e bellissime *-*
5. Un vostro difetto. Sono mooolto, troppo schizzinosa sul cibo. Mi rendo conto che è qualcosa su cui devo lavorare, perché amando viaggiare è inevitabile che di quando in quando io sia "costretta" a mangiare qualcosa che non mi ispira. Il fatto è che sono estremamente diffidente, ho uno strano senso dell'igiene per il quale se una cosa entra in contatto con la mia saliva deve essere una cosa sana e pulita, perciò prima di convincermi ad assaggiare qualcosa ci vuole tempo. Un esempio: io detesto l'olio, mangio tutto scondito perché l'olio è unto e quindi mi fa un po' schifo!
6. Quando leggete di più durante la giornata? Nel pomeriggio, oppure in treno (sono pendolare ormai da secoli).
7. In questo preciso momento cosa state leggendo? Al momento, Lo straordinario libro di Pearl.
8. Ditemi la verità: vi sta piacendo fare questa nomination? Molto! Lo trovo divertente!
9. La vostra crush? PER CASO VI HO PARLATO DI LUKE EVANS
10. Principessa o guerriera? Perché? Principessa guerriera, direi. Ho in mente personaggi forti che regnano e combattono, non vedo come le due cose vadano per forza tenute divise.
11. Parlatemi della vostra passione per i libri e di come è nata. Non c'è stato un momento preciso in cui è nata, semplicemente in casa mia ci sono sempre stati tanti libri. I miei genitori sono due grandi lettori, tra l'altro leggendo generi diversi hanno sempre comprato una varietà di libri molto ampia. Ho ereditato la passione da loro.

Cosa mi ha chiesto Aurora:
1. Qual'è il significato del nome del tuo blog? Come sopra, perché amo molto Doctor Who.
2. Nomina 3 libri che hai amato. Solo tre è difficile sceglierli, ma facendo uno sforzo direi La principessa sposa, Il richiamo del cuculo e Il delta di Venere.
3. Lasci i libri intonsi o li segni/sottolinei? Tendenzialmente li lascio intonsi, mentre leggo non mi è mai spontaneo sottolineare passi che mi piacciono o altro; i libri di lettura che ho sottolineato (alcuni addirittura evidenziato) sono così perché li ho studiati al liceo o all'università.
4. Cosa ami e cosa odi della tua esperienza di bookblogger? Questa domanda mi piace un sacco. Amo molto la condivisione: l'aiutarsi tra blogger, le amicizie che sono nate, l'aver conosciuto nuovi libri grazie a chi ha il mio stesso hobby. Al contrario, una cosa che mi fa imbestialire (e qui spero che nessuno mi tolga il saluto, ma sono solo sincera) sono quei/quelle blogger seguiti/e da centinaia di follower nonostante non sappiano neanche parlare in italiano corretto.
5. Saga o stand-alone? Entrambi.
6. Oltre la lettura hai altre passioni? I film e le serie tv, naturalmente, ma soprattutto amo viaggiare: vorrei visitare tutti i paesi del mondo. Inoltre, non so perché ma ho la passione per il ricordare la filmografia degli attori a memoria, non solo di quelli che mi piacciono ma in generale. Mi piacerebbe memorizzare l'intero database di IMDb.
7. Sei una lettrice libera o stili TBR/partecipi a challenges? Libera. Ho tentato di partecipare a qualche challenge, ma le ho sempre abbandonate.
8. Cosa non può mancare in un libro per rientrare nei tuoi libri del cuore? Non saprei, non ho regole fisse, dipende molto dal momento e dal caso!
9. Ti piacerebbe scrivere un libro? Se sì, hai qualche idea? Ho passato un lungo periodo della mia vita a pensare che mi sarebbe piaciuto fare la scrittrice, ma al momento non sono più di questo avviso. Scrivo fanfiction per passatempo, ma nulla di più.
10. Leggi libri di non-fiction? Certo!
11. Nomina il libro più bello che hai letto quest'anno. Questo 2017 fino ad ora è stato molto soddisfacente sotto questo aspetto, ho letto moltissimi libri che mi hanno conquistata, perciò sceglierne solo uno è molto complicato!

Cosa mi ha chiesto Valentina:
1. La tua citazione di un libro preferita. Non ne ho una specifica, ce ne sono molte che mi piacciono/ispirano/rappresentano, ma se dovessi sceglierne una sola direi "Don't let the Muggles get you down", ovvero "Non lasciare che i Babbani ti buttino giù": in altre parole, non farti abbattere dalle difficoltà, non permettere mai a nessuno di dirti che non sei abbastanza, o al contrario che sei troppo. Nessuno può giudicare.
2. La tua coppia romanzescha preferita. Qui vado a colpo sicuro e vi dico Samvise Gamgee e Rosie Cotton. Sebbene la vita di Sam sia stata ricca di avventure, alla fine lui ha scelto di sposare Rosie, una barista molto graziosa ma la cui grande qualità sta proprio nella normalità della vita. Rosie non è una principessa, non è una guerriera, non è particolarmente ricca né famosa e lei e Sam conducono una vita felice, piena di amore e di normalità. Trovo che sia facile vivere avventure insieme, ma è la routine quotidiana la vera sfida e loro due l'hanno vinta.
3. Il momento migliore per leggere. Ogni momento è buono, basta avere un po' di tempo a disposizione.
4. Segui una programmazione precisa nella pubblicazione dei tuoi post? No, per il momento non ho una programmazione e dubito che ne avrò mai una.
5. Un libro per te davvero brutto che hai avuto la sfortuna di leggere. Partendo dal presupposto che un libro non è mai brutto, ma solo inadatto (inadatto al lettore in questione, inadatto al periodo in cui lo si legge...), o se vogliamo non arriva al momento giusto, vado a colpo sicuro nominandovi 7 giorni di Cerini, che ho letto quest'anno e che proprio non ho tollerato.
6. Come è organizzata la tua libreria? Al momento, malissimo. Ho una libreria a ponte sopra il letto, con scaffali molto profondi ma corti, perciò ho circa 300 libri sospesi sulla mia testa e ammucchiati in varie file una davanti all'altra. Ormai mi sono abituata a questa organizzazione e ametto che mi piace molto, ma in futuro spero di poterli sistemare in una libreria più ordinata.
7. Porti i libri ovunque o hai il terrore che si rovinino? Li porto dappertutto.
8. Apple o Samsung? Entrambi, non ho preferenze.
9. Se potessi vivere in un'altra epoca, in quale vivresti? La mia esperienza universitaria (sono laureanda in Storia) mi porta a dire: NESSUNA, perché ogni epoca storica porta con sé rischi e problemi, senza contare che con tutte le differenze sociali che mi troverei ad affrontare rischierei di violare almeno un centinaio di leggi non scritte nel giro di venti minuti.
10. Un luogo dove ti piacerebbe viaggiare. Un po' tutto il mondo, vorrei vedere ogni paese, ma l'Islanda e la Mongolia sono in cima alle mie preferenze!
11. Quando hai aperto il tuo blog? Sono nella blogosfera ormai da anni, ma questo lit-blog in particolare è nato a fine febbraio di questo stesso anno.

Cosa mi ha chiesto la misteriosa ragazza dietro un libro:
1. Prendete i libri in base alla copertina? Spesso, ma non sempre, dipende molto dalla trama!
2. Come sono cambiati i vostri gusti di lettura nel tempo? Questa è una domanda bellissima, direi che non sono esattamente cambiati quanto evoluti, nel senso che ho affinato il mio "sesto senso" e capita molto raramente che io finisca per comprare libri che non mi piacciono. Ormai riesco a capirlo a naso!
3. Un libro comprato/regalato non appartenente al genere che leggete di solito, ma che vi è piaciuto moltissimo. Tendenzialmente leggo di tutto non ci sono generi che non amo (a parte i romance, ma anche in quel caso non è che non li ami e basta, semplicemente mi piacciono di meno) quindi non posso rispondere a questa domanda!
4. Scrittore/scrittrice che preferite del passato e del presente? Neil Gaiman, ora e per sempre nei secoli dei secoli. Nel passato, invece, direi che non ne ho uno preferito!
5. Amate i classici? Molto, ma dipende molto dalla tipologia di scrittura.
6. Un film che è stato meglio del libro da cui è stato tratto? Difficile rispondere. Direi Il GGG, per il semplice fatto che è stato tratto un film splendido, veramente ben fatto secondo me, con effetti speciali entusiasmanti!
7. La saga che vi ha fatto comprare più gadget in assoluto. Direi Harry Potter e Il Signore degli Anelli.
8. Credete che ogni libro abbia la sua stagione/momento dell'anno per essere letto? Non saprei, direi di sì in teoria, ma nella pratica leggo molto più casualmente!
9. Cartaceo o e-reader? Entrambi, non sono selettiva sotto questo aspetto :)
10. Comprare i libri o prenderli in prestito? Li compro, non ho alcuna avversione per la biblioteca, però preferisco averli che prenderli in prestito.
11. Scrivete mai nelle pagine dei vostri libri? MAI, a parte in quei romanzi studiati all'università: quelli sono pieni di appunti. La mia copia di Gente Indipendente è perfino evidenziata in rosa e azzurro!


UNDICI COSE SU DI ME
1. Ho scarsa resistenza fisica, quindi le annuali gite estive in montagna mi fanno paura.
2. Ho un fidanzato che è anche il mio migliore amico, cosa potrei volere di più?
3. Colleziono calzini.
4. Al primo posto nella mia travel bucket list c'è l'Islanda.
5. Mi piacerebbe molto saper dipingere.
6. Mi piacerebbe tantissimo iscrivermi a una scuola di ballo liscio con il mio compagno.
7. Adoro la moda anni '50 e ho molti vestiti in stile.
8. Tra i tacchi e le scarpe basse sceglierò sempre i tacchi.
9. Quando fa caldo i miei piedi si gonfiano come un pallone.
10. A volte penso che mi sarebbe piaciuto fare una scuola di recitazione, ma non avrei mai avuto il coraggio di salire sul palco!
11. Se sono sola in casa mi muovo facendo finta di essere un ninja.

CHI NOMINO?
La sala da tè di una lettrice | On the books road | Non solo libri | La ragazza che si nasconde dietro un libro | Dentro un libro | Bookforest | The Reading Pal | A me piace... leggere! | Da una stella cadente all'altra | Questione di libri | Il Portale Segreto

LE DOMANDE PER VOI
1. Casa tua è andata a fuoco. Quale libro speri si sia salvato?
2. Cosa preferisci tra le edizioni in copertina rigida e quella in copertina flessibile?
3. Ti senti a tuo agio a prestare i tuoi libri?
4. Con quale attore/attrice vorresti uscire per un caffè?
5. Hai appena vinto alla lotteria. Come spendi il montepremi?
6. Un personaggio storico è resuscitato: chi vorresti che fosse?
7. Qual'è la tua vacanza ideale?
8. Ti piacciono gli animali? Ne possiedi?
9. C'è qualcosa che proprio non sopporti? Perché?
10. Se potessi scegliere in quale paese del mondo vivere che non sia quello in cui vivi attualmente, quale sarebbe?
11. Dove ti vedi da qui a cinque anni? E da qui a dieci anni?