venerdì 25 maggio 2018

SEGNALAZIONE | "Ogni giorno come il primo giorno" di Giorgia Penzo

Lettori, buongiorno a voi! Siamo arrivati al fine settimana e voglio cominciare la giornata con una segnalazione: vi ricordate di quando abbiamo parlato di Giorgia Penzo? Bene, tenetevi forte perché tra una settimana uscirà nelle librerie il suo nuovo romanzo, Ogni giorno come il primo giorno, edito dalla Nord e disponibile dal 31 maggio. Vediamo insieme i dati!

Ogni giorno come il primo giorno
di Giorgia Penzo
Ed: Nord - 320 pagine
Ebook: 9.99 euro - Copertina rigida: 16.90 euro

Un diario per ricominciare. E raccontare, giorno dopo giorno, la sua vita senza la sorella. Petra e Cloe erano diversissime – una ribelle e insicura; l'altra solare e amata da tutti – eppure unite da un legame profondo e sincero. Ora che è da sola, Petra fa una promessa alla sorella: vivrà anche per lei, s'impegnerà a non buttare più la sua esistenza. Ma è difficile resistere quando tutti ti rinfacciano la colpa per l'incidente d'auto che ha causato la morte di Cloe e la tua famiglia si sta sfasciando. Petra però si impegna in un duro percorso di rinascita, aiutata da Dario, il ragazzo più grande che la aiuta con la matematica in vista dell'esame di maturità. Dario, un ragazzo enigmatico e affascinante, che la sorprende in ogni occasione e che le apre le porte di un futuro nuovo, radioso. Ma che allo stesso tempo nasconde un passato oscuro che presto tornerà a reclamare il suo prezzo, mettendo in discussione tutto ciò che Petra ha costruito fino a quel momento… I problemi a scuola, il rapporto con i genitori, l'amore, le fughe, i traguardi, le delusioni, il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo: per Petra, senza più Cloe ma con Dario al suo fianco, ogni giorno sarà come il primo giorno della sua nuova vita.

Giorgia Penzo è nata a Reggio Emilia e, dopo aver conseguito la maturità magistrale, si è laureata in Giurisprudenza a pieni voti. Fin dai tempi della scuola, coltiva la passione per i libri e per la scrittura. Si autodefinisce una nerd, nata nel posto sbagliato e nell'epoca sbagliata. Forse proprio per questo il suo blog conta circa 6.000 iscritti e il suo profilo Twitter 18.000 follower.

giovedì 24 maggio 2018

REVIEW PARTY | RECENSIONE | "L'estate delle coincidenze" di Ali McNamara


Buondì, miei cari lettori! Oggi, giovedì 24 maggio, voglio tenervi compagnia con un nuovo Review Party dedicato a L'estate delle coincidenze, romanzo di Ali McNamara che ci porta sulle coste della verde Irlanda - non male come meta per le vacanze, dopotutto è quasi estate e questo libro mi ha fatto venire una gran voglia di partire per questa bellissima isola e cantare Arthur McBride!

L'estate delle coincidenze
di Ali McNamara
Ed: Newton Compton Editori - 384 pagine
Ebook4.99 euro - Copertina rigida9.90 euro

È una magnifica estate e Ren Parker è a caccia: il suo lavoro, infatti, è quello di scovare in giro per l'Irlanda la casa perfetta per un cliente molto esigente. La sua ricerca la porta fino alla costa occidentale dell'isola, nella piccola città di Ballykiltara. Qui sorge Welcome House, un piccolo gioiello. C'è solo un problema: nessuno ha idea di chi sia il proprietario. Quella casa è una sorta di leggenda per gli abitanti della cittadina. La sua porta è sempre aperta per chi ha bisogno di un tetto e non mancano mai scorte di cibo per i poveri o chiunque passi per una sosta. Mentre Ren indaga sulla proprietà, per capire come avviare una trattativa, comincia a immergersi nella storia e nei racconti che circondano la vecchia casa, aiutata da Finn, l'affascinante gestore dell'albergo in cui alloggia. Riuscirà a scoprire il segreto della misteriosa Welcome House?

Molto bello!

Confesso che il primo capitolo mi aveva fatto bollare in modo negativo il romanzo: ho trovato le prime pagine un po' superficiali, c'è stato qualcosa nell'atteggiamento della protagonista, Ren, che sul momento mi ha infastidita, al punto che da essermi preparata psicologicamente a trecento pagine di noia. In realtà già dal capitolo seguente mi sono dovuta ricredere.

Bellissima l'ambientazione: siamo onesti, a chi non piacerebbe fare un viaggio in Irlanda, in uno di quei paesini portuali dove tutti si conoscono, dove le leggende abbondano, dove i nomi sono assurdi e così piacevoli? Le descrizioni qui emergono pian piano: attraverso i percorsi dei personaggi si scoprono un poco alla volta le peculiarità dello spazio esterno e di quello intimo, più personale della gente del luogo. Ciò che ho notato in particolare non è tanto la realizzazione dello spazio, quanto la descrizione del rapporto tra lo spazio e le persone che lo vivono. Molto piacevole, varrebbe la pena di leggere L'estate delle coincidenze anche solo per questa ragione!

I personaggi sono piacevoli, ma non sorprendenti. Forse questo è il motivo per cui non ho sentito il bisogno di dare un punteggio pieno al libro: non ho colto reali novità, Ren e i personaggi che la circondano sono dei tipi letterari già visti e molto usati e, anche se diventano piacevoli considerando che si tratta di un racconto a scopo ludico, non hanno rappresentato nulla di nuovo. Ciò detto, però, ripeto che sono piacevoli: devo confessare che il mio preferito è Kiki, un po' svampita, ma molto tranquilla e spensierata. Forse manca di un aspetto più profondo, ma c'è da dire che la storia non lo richiede. Viceversa, la mia opinione su Ren purtroppo non è cambiata molto, l'ho trovata un po' spocchiosetta, ma c'è da dire che il bello sta proprio qui: le persone con il suo carattere esistono, il che fa di lei un personaggio verosimile. Ottimo lavoro su di lei, non posso lamentarmi.

Lo stile è ottimo: adeguato al genere a cui appartiene il romanzo, frasi brevi e ironiche, che donano una certa immediatezza alle sensazioni della protagonista. Ci troviamo al volo nella mente di Ren e seguiamo i suoi ragionamenti. L'autrice sa dosare bene il ritmo, passando da momenti rapidi ad altri più lenti senza mai smorzare l'andamento regolare della narrazione. A meno che non ricordi male si tratta del mio primo approccio alla McNamara, ma se questo è il suo stile sono molto curiosa di approfondire la lettura di altri romanzi. L'estate delle coincidenze si legge in fretta, è allegro e vivace: il genere di libro che vorrei a tenermi compagnia nei momenti di stress. Confesso che è capitato a fagiolo, mi serviva una lettura di questo tipo e sono rimasta soddisfatta dello stile frizzante della McNamara.

Purtroppo, ma qui non mi sto affatto lamentando, il titolo in lingua originale aveva un significato tutto da scoprire: The Summer of Serendipity richiamava sia il nome della protagonista, Serendipity appunto, a significare che quella è la sua estate, ma "serendipity" vuol dire anche la gioia del fare scoperte o ritrovamenti imprevisti. In italiano diventa difficile da rendere, la parola "serendipità" esiste ma non è di uso comune e in un titolo che deve essere accattivante non poteva chiaramente essere usata, senza contare che avrebbe comunque perduto l'assonanza col nome di Ren. Peccato, è uno di quei casi in cui con la traduzione si perde qualcosa, ma mi rendo anche conto che diventa difficile una traduzione letterale nei giochi di parole! In ogni caso il titolo è molto adeguato, perciò sono soddisfatta della scelta dei traduttori.

In conclusione, se non il massimo, L'estate delle coincidenze merita quattro punti su cinque. Lo consiglio vivamente, soprattutto se c'è la necessità di staccare e di rilassarsi con qualcosa di piacevole e divertente.

giovedì 17 maggio 2018

REVIEW PARTY | RECENSIONE | "Le donne di casa Blackwood" di Ellen Marie Wiseman

Buongiorno lettori! Bentornati, in questo umidiccio giovedì di metà maggio, tra un mobile Ikea e un antibiotico, voglio tenervi compagnia con una recensione: Le donne di casa Blackwood, romanzo di Ellen Marie Wiseman edito in Italia da Newton Compton. Vediamo insieme i dati principali e poi passiamo alla recensione!

Le donne di casa Blackwood
di Ellen Marie Wiseman
Ed: Newton Compton Editori - 384 pagine
Ebook: 2.99 euro - Copertina rigida: 9.90 euro

Una sera dell'estate del 1931 Lilly Blackwood intravede le luci abbaglianti del circo dalla finestra spiovente della sua camera da letto. Non ha il permesso di esplorare i dintorni della casa. Non è neanche mai uscita dalla sua stanza all'ultimo piano. Sua madre sostiene che sia per il suo bene e che le persone si spaventerebbero se la vedessero. Ma quella notte calda e stellata è destinata a cambiare ogni cosa: Lilly esce dalla sua prigione e si dirige verso il tendone del circo. Più di vent'anni dopo, la diciannovenne Julia Blackwood ha ereditato dai genitori la tenuta di famiglia e la casa adiacente. Per Julia, quello è un luogo di ricordi infelici, pieno di regole ferree e stanze proibite. Tornare lì dopo tanto tempo potrebbe aiutarla a liberarsi dai fantasmi del passato? Scavare a fondo tra i segreti di casa Blackwood porterà Julia a scoprire verità scabrose e tradimenti di cui si è macchiata la famiglia, perché la sua storia è intrecciata a quella di Lilly, in fuga per trovare la sua strada nel mondo duro, a volte brutale del Circo dei fratelli Barlow.


Meraviglioso!

Alzi la mano chi, alle parole "albinismo" e "circo Barlow", non ha pensato almeno per un secondo a The Greatest Showman. Nessuno? Benissimo, piccini miei, vedo che avete imparato da me. Comunque, tralasciando i miei soliti sproloqui che lasciano il tempo che trovano e smettendo di canticchiare This is me a labbra strette, passiamo alla recensione di questo libro particolarmente appassionante.

Si tratta di un romanzo introspettivo: è un viaggio che va all'interno della mente di alcune donne (e leggendo il titolo voi direte "ma va'??"), donne che per un motivo o per l'altro vedono in casa Blackwood non esattamente una casa, ma quasi un'entità. La casa diventa il denominatore comune per donne che in comune hanno solo l'ascendenza familiare, oltre che una serie di segreti ben custoditi e che devono rimanere tali. La Wiseman ci conduce su una strada che, oltre a un alone di mistero che circonda quelle verità così scomode a casa Blackwood, è fatta per lo più di sensazioni, emozioni che non sempre le protagoniste riescono a spiegarsi e che il lettore, dall'esterno, può forse comprendere meglio di loro.

Buona la scelta dei differenti POV che si alternano tra un capitolo e l'altro: certo, Martin ci ha abituati ormai da anni a questo andamento che ci fa saltellare da un personaggio all'altro, ma se consideriamo che la storia di Lilly e quella di Julia non si spiegherebbero a sufficienza se non fossero incastrate in questo modo, diciamo che la scelta diventa obbligata. Le descrizioni la fanno da padrone, questo è uno di quei casi in cui senza spendere abbastanza non si otterrebbe un buon risultato: per questa ragione mi ha ricordato a tratti Howards End di Forster, non tanto per le vicende che hanno poca attinenza, quanto per l'importanza del comparto descrittivo. Non si comprenderebbe la presa di casa Howard sui protagonisti senza di esse, così come non si comprenderebbe l'importanza di casa Blackwood sulla vita di queste donne.

Si tratta comunque di un romanzo corale, Lilly e Julia non sono sole nel comporre la trama e di questo sono stata contenta, per il fatto che le vicende di entrambe sono abbastanza drammatiche e senza l'intervento di molti altri personaggi il tutto sarebbe risultato un po' trito. In questo si vede la bravura della Wiseman, è stata in grado di limare quelle che sarebbero potute essere debolezze e renderle punti di forza del romanzo.

Le tematiche non sono semplici: la Wiseman parla di pregiudizio nei confronti del diverso, cosa chiarissima nel particolare caso di Lilly ma che potrebbe essere applicato anche a Julia, e delle difficoltà dell'abbandono e del rifiuto da parte di chi dovrebbe amarci. Si tratta di un tema oggettivamente inflazionato, utilizzato da tantissimi autori, e che avrebbe quindi rischiato di suonare ripetitivo. Trovo che l'autrice si dimostri in grado di parlarne in modo abbastanza nuovo, soprattutto per quel che riguarda Julia, perché nel suo caso in particolare la ragione di questo rifiuto è molto intangibile e dunque più difficile da rappresentare. La Wiseman in questo si dimostra molto brava e mi ha incuriosita parecchio per lo stile utilizzato nel trattare un tema non semplice.

Mi sono sforzata per cercare una ragione per non dare cinque punti pieni, ma onestamente non ne ho trovata nessuna. Perciò voglio dare a Le donne di casa Blackwood cinque punti, un libro ben scritto, piacevole e godibile da qualsiasi lettore per i diversi spunti di riflessione che offre. Complimenti all'autrice!