domenica 16 luglio 2017

INTERVISTA | Alessandra Zengo

Buona domenica lettori! Bentornati sul blog! Oggi voglio isollevarvi un po' il morale dal caldo con un'intervista fresca ad Alessandra Zengo (http://www.alessandrazengo.com/), editor professionista, che ha da dirci la sua riguardo il suo settore lavorativo.
- Ciao, Alessandra! Benvenuta, è la prima volta che ospitò un editor e sono un po' emozionata!
Allora l'onore è tutto mio per essere la prescelta! Grazie per l’invito, Lucrezia.

- Cominciamo dalle fondamenta. Quale percorso formativo hai seguito per arrivare dove sei adesso? Hai frequentato corsi particolari?
Nessun corso. Ho imparato da autodidatta e, anche quando ho cominciato a lavorare per le case editrici, ho semplicemente applicato quello che già sapevo fare. I corsi vanno bene per avvicinarsi al mestiere, conoscere altre prospettive e persone che vogliono fare lo stesso, o l’hanno già fatto, ma non dispensano l’allievo dallo sbattere il proprio cervello sulle cose da correggere sul serio, e non come esercitazione. Una persona non può capire se l'editing le piace o meno, e se c'è portata, se non si mette a farlo. Niente scorciatoie.

- Come hai capito che il mondo dell'editoria era la tua strada? C'è stato un momento, da ragazzina, in cui hai detto "Io voglio essere parte di quel mondo"?
No, da ragazzina volevo fare tante cose, ma non l’editor, anche perché non sapevo cosa fosse. Sono entrata nel mondo editoriale per caso, senza cercarlo. Mi sono trovata bene, nonostante le difficoltà, e sono rimasta. Non c'è stata nessuna chiamata, o illuminazione sulla via di Damasco.

- Sul tuo sito personale (http://www.alessandrazengo.com/) hai spesso ribadito come un editor non sia correttore di bozze né agente letterario. Hai mai avuto ripensamenti sulla tua figura lavorativa, pensando di cambiare orientamento?
Ripensamenti sì, ma non perché volessi fare l’agente letterario o il correttore di bozze. L'editing è un lavoro difficile, che richiede molto impegno, dedizione, energie, intelligenza. Non si possono mettere le mani sugli scritti altrui se non si è sempre consapevoli di quello che si sta facendo. Non si può agire con leggerezza, o a tentativi. Questo è quello che spesso cerco di "insegnare" ai miei clienti: che ogni singola parola è fondamentale, e necessaria, e non va trascurata nel flusso della narrazione. Le scelte linguistiche devono essere consapevoli. Ho dovuto ripensare la mia attività perché nel 2015 è cominciato il mio sodalizio con Chiara Chinellato, da cui è nato il progetto di The Sign of the Two (www.thesignofthetwo.com)*, dedicato a branding e marketing, e perché negli ultimi anni mi sono dedicata molto di più a consulenze e comunicazione digitale. Insomma, sono un'editor che non corregge solo libri.

- Spesso chiacchierando con gli autori e soprattutto con i lettori emerge l'argomento "editoria=bestia di Satana". Secondo te, perché a molti il mondo editoriale fa paura? Sembra un vero mostro dall'esterno: tu che ne pensi? 
Perché non lo conoscono, e le cose che non si conoscono fanno paura. E non è che l'editoria sia tutta rose e fiori, però cerco di non far parte della schiera di persone che, pur lavorando nel settore, consigliano agli altri di non entrarci perché è bruttissimo, piccolo, con tendenze schiaviste. Un po' ipocrita, no? Se una persona ha davvero una passione per questo mondo, per i libri, e per chi li scrive, perché non dovrebbe provarci? In questo momento l’editoria ha bisogno di gente brava. Molto brava.

- Un consiglio per chi voglia seguire le tue orme?
Lavorare tanto, bene, e sempre al meglio delle proprie possibilità. No excuses. Avere pazienza, tanta, ma non lesinare nell'impegno. Essere costanti, anche quando sembra difficile. Avere fortuna (e lo dice una che è abbonata alla sfiga da quando è nata).

- Ti ringrazio infinitamente per il tuo tempo, è stato un vero piacere averti qui!
Grazie a te!

*il link al sito sarà di nuovo attivo nel corso della prossima settimana.

domenica 9 luglio 2017

RECENSIONE | "Radica" di Lune

Buona domenica, lettori! Oggi voglio chiudere la settimana con una recensione di un romanzo molto valido letto di recente su richiesta dell'autrice: Radica, un romanzo fantasy scritto sotto lo pseudonimo misterioso di Lune. Ecco cosa ne penso!

Radica
di Lune
Ed: Genesis Publishing - 384 pagine
Ebook3.99 euro - Brossura: 12.60 euro

Vi è una terra immaginaria i cui paesi sono detti Podestati. La morte di un Podestà, l’elezione del suo successore, la firma di un’importante convenzione commerciale e l’ombra di una potente e oscura droga fanno da sfondo all’intera trama e saranno all’origine di intrighi, menzogne, agguati, furti, rapimenti, scomparse misteriose, inseguimenti rocamboleschi, ricatti. Una storia corale che, come protagonisti, vede una donna forte, chiamata a guidare la successione e decisa ad ogni costo a rispettare un giuramento; una figlia rimasta orfana coinvolta nei giochi di potere tra mercanti e commercianti; bambini misteriosamente scomparsi; ribelli in lotta per la loro gente; donne votate a preservare la vita; un uomo che gli eventi chiameranno a fare i conti col passato ed esseri, forse mostri, capaci di mutare e farsi crescere le ali. Benvenuti nei Podestati!
Molto bello!

Mi sono molto entusiasmata per questo romanzo, all'inizio, per una serie di motivazioni. La prima è senza dubbio l'ultima frase della sinossi: quel "benvenuti nei Podestati" mi ha ricordato Into the Badlands e la parte sana del mio cervello per qualche momento si è crogiolata in bei ricordi. In secondo luogo, chiacchierando con l'autrice è saltato fuori che in origine il romanzo avrebbe dovuto svolgersi a Bologna (la mia Bologna *-*) in epoca podestarile (che io AMO). In tre parole: come non leggerlo?

Pur essendosi trasformato in un romanzo che vive e cresce in un mondo fantasy, non ha perso quei toni un po' foschi e "umidi" che io associo alla Bologna bassomedievale. Forse è stata una sensazione dettata dal mio inconscio, dal momento che conoscendo un po' di background in più forse mi sono lasciata trasportare, ma le sensazioni istintive che mi ha suscitato l'ambientazione sono state oltremodo positive. C'è qualcosa di moderno, nel mondo in cui ci porta Lune, che si mescola benissimo con le caratteristiche chiaramente medievaleggianti del fantasy puro. Quando ho letto che nel cielo di questo luogo esistono due lune, la mia mente ha preso un treno sola andata per Skyrim e mi sono sentita pienamente conquistata. Anche la presenza di una differente scansione del calendario è vincente, si richiama ai grandi capostipiti del genere fantasy pur con note nuove.

La trama a mio parere è bene intrecciata. Pur percependo durante la lettura che si tratta di un'autrice "giovane" dal punto di vista letterario, in Radica ci sono già le basi per affermare che Lune ha una grande capacità di creazione. Ci sono due piani narrativi: il primo riguarda Miri, la Reggente, e le vicende strettamente politiche che ruotano intorno a questo personaggio; il secondo ha un POV maggiormente corale e si intreccia intorno alla scomparsa di una giovane donna. L'idea del doppio intreccio è ottima: intanto rende l'idea di un mondo "ampio" pieno di personaggi che hanno a loro volta le loro vite, come d'altronde è anche la vita reale, e inoltre permette al lettore di non annoiarsi mai. Una delle grandi pecche di Eragon, ad esempio, è la monotonia del POV nel primo romanzo: se Eragon per caso ci stesse un po' sulle scatole, come è accaduto a me, saremmo vagamente costretti a sorbirci un POV che non ci fa impazzire. In Radica ciò non avviene e la moltitudine di personaggi rende la trama incalzante e interessante.

Per quel che riguarda gli Aku, vera innovazione nella storia, non sono sicura di quale sia il mio pensiero. Da un lato mi sono piaciuti, la loro presenza era quasi necessaria in un mondo che dopotutto prevede la presenza di creature dalle capacità o dall'aspetto "diverso". Dall'altro lato però penso che ci voglia ancora qualche spiegazione in più: essendo questo il primo volume di una serie, sono sicura che Lune saprà soddisfare la mia curiosità!

Infine qualche parola sullo stile: incalzante e piacevole. Lune usa un modo di esprimersi che "svecchia": pur richiamandosi nelle descrizioni a quella che è la tradizione di questo genere letterario, usa un linguaggio moderno e vivace, che rende la lettura molto scorrevole e soprattutto immediata.

In conclusione, quattro cuoricini su cinque! Non vedo l'ora di leggere i prossimi capitoli di questa serie! Vivamente consigliato agli amanti del genere fantasy, anche se non lo raccomanderei ai neofiti.