lunedì 25 settembre 2017

RECENSIONE | "Lontano dal mio paese" di Lorenza Cozzolino

Buongiorno lettori! Bentornati sul blog per una nuova recensione! Oggi parliamo di un romanzo tutto italiano, dall'autrice alle tematiche: Lontano dal mio paese di Lorenza Cozzolino.




Lontano dal mio paese
di Lorenza Cozzolino
Ed: Self Publishing - 161 pagine
Ebook1.49 euro - Brossura: 9.99 euro

La storia di Anna è la storia di tutti i giovani italiani, che in questi anni sbattono la testa per vedere realizzati i propri sogni e resi concreti quelli che sono i loro diritti. Poi, se come lei sei nato a Napoli, la situazione è ancora più complicata, perché non solo devi combattere con la società, ma anche con tutto il marcio che ci gira intorno.

Molto bello!

Lontano dal mio paese è stato un volume difficile da capire: non ho mai avuto la necessità di allontanarmi da casa, tra pochi mesi traslocherò in un'altra regione ma non sarà per necessità, bensì per mia precisa volontà, perciò c'è stato fin da subito un profondo divario tra me e la storia raccontata dalla Cozzolino. Non posso capire cosa si provi in questa situazione se non tentando di immedesimarmi.

Naturalmente non si può negare l'attualità di una trama come questa: ogni giorno le persone partono per trovare un'occasione migliore. C'è chi dal meridione risale l'Italia verso nord, chi lascia il paese per trasferirsi altrove in Europa o fuori dal continente; viceversa, c'è chi viene in Italia per tentare la stessa scommessa. La Cozzolino approfondisce l'argomento in modo vero, autentico: alcuni critici letterari sostengono che un buon autore deve descrivere la propria realtà. La denuncia sociale salta all'occhio in ogni pagina, la rabbia e la frustrazione di chi si mette in gioco e non riceve altro che delusioni da un paese che non è per giovani si percepiscono fin dalla prefazione.

I personaggi sono ben giostrati: sono verosimili, coerenti con la tipologia di storia e con se stessi, e la Cozzolino riesce ad utilizzarli e a muoverli nella trama nel modo migliore. Nonostante sia chiaro fin da subito quale sia il destino dei personaggi, l'aspetto brillante sta proprio nell'ottima gestione nei vari capitoli della storia. Spesso leggo romanzi in cui i personaggi non sono coerenti, oppure che hanno ottime basi ma che poi non ricevono la giusta dignità. Un'abilità della Cozzolino è evidentemente quella di saper gestire i propri personaggi nel modo migliore.

Anche lo stile è molto buono: i tempi narrativi sono sfruttati nel modo giusto, il ritmo descrizione/azione è ben dosato e la trama risulta incalzante anche nelle sue parti più lente. In un certo senso segue le regole della saga familiare, pur riguardando una sola persona nello specifico. Mi è piaciuto il modo in cui seguiamo la vita formativa e scolastica della giovane studentessa, non ci sono momenti omissioni né, al contrario, pedanterie: la Cozzolino ha un grande talento, non c'è alcun dubbio a riguardo.

Un altro punto a favore è il modo in cui la Cozzolino fa risaltare l'esasperazione. Arrivata a fine lettura ero molto arrabbiata e nervosa (per la gioia della mia famiglia!) e mi sentivo in un certo senso complice e vittima di un sistema che non permette ai cittadini più giovani di avere la dignità che meritano. Io sono ancora studentessa e non ho ancora avuto esperienze in ambito lavorativo, ma Lontano dal mio paese mi ha dato una scossa in negativo: se possibile sono più demoralizzata di prima e questo va benissimo: farmi provare la stessa frustrazione di Anna è la prova che l'autrice è in grado di far emozionare i lettori. Questo è ciò che chiedo ai libri che leggo, di emozionarmi, e Lontano dal mio paese ci è riuscito alla perfezione.

Questo libro è stato una vera scoperta, lo consiglio vivamente a chiunque voglia qualcosa di vero e di sentito. Quattro virgolette su cinque, ampiamente meritate!

domenica 24 settembre 2017

SEGNALAZIONE | "Un giorno qualunque" di Alessandro Dainotti

Lettori, salve a tutti! Oggi è tempo di una segnalazione, questa volta il blog ospita un romanzo che tratta di argomenti attuali, che ci toccano sempre più da vicino: sto parlando di Un giorno qualunque di Alessandro Dainotti. Vediamolo insieme nel dettaglio!

Un giorno qualunque
di Alessandro Dainotti
Ed: Astro Edizioni - 174 pagine
Ebook2.99 euro - Brossura: 13.90 euro

Adriano è uno dei tanti italiani emigrati a Londra. È un giorno qualunque della sua vita eppure, quando vede un bambino e una donna seduti in un bar, riaffiorano potenti i ricordi. L’infanzia dentro la libreria Pizzuto, le discriminazioni a scuola, l’insoddisfazione del lavoro, l’addio alla Sicilia per trasferirsi a Roma, l’amore per Tiziano. La vita attuale e le vite del passato si alternano tra riflessioni e ricordi felici, fino a quando Adriano incontra Giacomo, che gli offre il suo aiuto. Per il ragazzo comincia una vita fatta di menzogne, poi Tiziano scopre il tradimento e decide di lasciarlo. È allora che Adriano parte per il Regno Unito. Passato e presente collimano, a fine giornata, in un ultimo e fatale incontro. Solo in quel momento Adriano sarà costretto a fare i conti con il passato e accettare la realtà.
Alessandro Dainotti è nato a Siracusa nel 1983. Dopo il diploma di geometra, ha intrapreso gli studi in Lingue straniere e si è laureato in Editoria e giornalismo alla Sapienza di Roma. Una volta conseguita la laurea si è trasferito a Londra, dove attualmente vive e lavora. Un giorno qualunque è il suo romanzo d’esordio.

sabato 23 settembre 2017

Biblioteche dal mondo #1 | La Biblioteca Joanina in Portogallo

Rubrica casuale inventata da me in cui vi parlo di librerie, biblioteche
ed eventi letterari organizzati nel mondo.

Buongiorno lettori! Oggi sono particolarmente emozionata, perché incomincia una nuova rubrica di cui vi avevo parlato qui. Sto parlando di Biblioteche dal Mondo! Voglio cominciare parlandovi della favolosa Biblioteca Joanina.




La Biblioteca Joanina è la biblioteca dell'università di Coimbra, uno dei più antichi atenei d'Europa, inaugurato nel 1290 a Lisbona e poi trasferito in questa splendida città. La costruzione della Biblioteca Joanina venne avviata nel 1720 e conclusa solo nel 1728 sotto il governo del re Giovanni V di Braganza, chiamato anche il "Re Sole portoghese" per via della prosperità del suo regno e delle importazioni d'oro dalle colonie, che permisero al Portogallo di elevare il proprio prestigio. Proprio dal re Giovanni la biblioteca prende il nome.

Giovanni V si fece protettore di artisti e architetti del panorama culturale barocco e questa biblioteca monumentale ne è l'esempio. Costruita in stile barocco, appunto, conta tre enormi sale separate da ampie arcate e conta, nel suo complesso, più di 250.000 volumi. L'ispirazione per la costruzione di questo monumentale luogo di studio arrivò a Giovanni V dopo aver visto la Hofbibliothek, la biblioteca di corte di Vienna.


La monumentalità di questa biblioteca fa sì che il lettore si senta quasi schiacciato dal suo contenuto: i libri ricoprono gl scaffali dal pavimento in legno fino al soffitto, dipinto da Simões Ribeiro e Vicente Nunes, rinomati artisti di Lisbona. I decori dorati all'interno sono tipici del periodo barocco, che in area iberica ha dato il meglio di sé fin dal secolo precedente (non a caso chiamato in Spagna Siglo de Oro, il secolo d'oro).

Sebbene io non sia personalmente un'ammiratrice dello stile barocco, questa biblioteca è una delle più belle di cui abbia mai letto. Spero di poterla vedere dal vivo molto presto, nel frattempo mi accontento delle fotografie di Leandro Rolim, che ha avuto il priviegio di assistere ad un concerto proprio al suo interno nel marzo 2010.

Avete mai avuto la fortuna di visitare la Biblioteca Joanina? O vi piacerebbe andarci? Lasciatemi un commento e raccontatemi delle biblioteche più belle che avete visto!